Franco Valente

Pescolanciano è niente di fronte al massacro di Roccaravindola. Sempre con i soldi dei cittadini…

RoccarPartCop

RoccarPartCop

Pescolanciano è niente di fronte al massacro di Roccaravindola. Sempre con i soldi dei cittadini…

DSCF2648 copia

.
Per vedere il nucleo antico di Roccaravindola si deve salire in alto. Però, appena superato l’ultimo dosso della carrozzabile che dalla pianura di Venafro mena all’antico abitato di Roccaravindola, compare agli occhi del viandante una terrificante ferraglia aggrovigliata che si insinua in maniera vistosa e violenta sulle ultime indifese testimonianze della civiltà benedettina in quella parte nodale del sistema vulturnense.
.
DSC_9410 copia

.
Un enorme tubo rosso, con alettoni violacei che simboleggiano le ali di un uccello, si erge in posizione irriverente contro il Cielo come una bestemmia che cerca di colpire senza avere la forza di riuscirvi, dopo aver traforato una lastra di plexiglass, inutile protezione dei brandelli di sacre pitture ormai assalite dalla vegetazione e rosicchiate dalle gelature. Quanti delitti si compiono in nome della cultura! Ed anche l’antica chiesa di San Michele di Roccaravindola ha subìto la violenza blasfema di chi usa gli edifici di culto per estemporanee esercitazioni pseudo-architettoniche.
.
2009Roccar1

.
Eppure l’antico San Michele meritava più attenzione e solo il pellegrino che ancora cerca le suggestioni della religiosità popolare riesce, nella ferraglia prepotente, a ritrovare i fili di una storia che comunque non vuole morire. Anche un rudere può servire a farlo riflettere.

Cautopates copia
Il Cautopates ingabbiato nella ferraglia

.
Così, se si ferma a guardare quanto rimane dell’antico portale di San Michele, si accorge che l’immagine pagana del Cautopates alato, ormai ridotto a ruolo di genio funerario nell’atto di spegnere la fiaccola della vita, a causa del luogo particolare in cui fu posta, cambiò nome e divenne l’immagine di San Michele o, più semplicemente, di Sant’Angelo.

A Roccaravindola invece oggi veniamo a sapere che i soldi dei contribuenti servono a far divertire gli architetti della Soprintendenza.
.
Zampognaro2008
Lo zampognaro del XIV secolo sta scoppiando per le escursioni termiche

.
Queste coperture scellerate stanno lì da venti anni e le pitture stanno esplodendo.

.

Roccaravind3
.

Credo che Roccaravindola sia tra i luoghi più ventosi del Molise.

Sulla rocca di Roccaravindola si danno appuntamento i venti che calano dall’Abruzzo lungo la Valle del Volturno con quelli gelidi di tramontana che vengono da Est, ma vi si scaricano anche quelli di scirocco pieni di acqua che vengono da occidente.

.

BartS.Mich.MUSEO copia copia
S. Bartolomeo e S. Michele portati in salvo nel Castello di Venafro

Alcuni affreschi sono stati salvati dalla stessa Soprintendenza che, consapevole del disastro, li ha staccati  e portati nella Pinacoteca del Castello di Venafro.

E poi ci vengono a dire che mancano i soldi per tutelare il patrimonio artistico della nostra regione!

.
DSCF1741 copia

Se ti è piaciuto questo articolo forse può interessarti anche:

3 Commenti

  1. Alessio Autiero 18 novembre 2014 at 09:55

    In tempi passati gli imperatori dell’Asia facevano decapitare gli architetti quando creavano delle amenità del genere, io non dico che si debba tornare a quei metodi, ma almeno farla pagare tutte le persone che hanno contribuito a quello sfacelo non sarebbe proprio una cattiva idea.
    Tornando alla salvaguardia degli affreschi della povera chiesa, questi potrebbero essere staccati e portati in salvo come si è fatto negli edifici romanici della Catalogna.
    Carissimo Franco attendiamo una tua manifestazione-dibattito sul caso!

  2. carmelo s. fatica 19 novembre 2014 at 18:23

    Le varie manìe della maggioranza degli architetti del tempo corrente, sono il risultato della presunzione dell’ignoranza. Le belle e vere costruzioni del passato dell’umanità, ancora visibili specialmente nei piccoli centri antichi (foto aeree), non avevano bisogno delle “estrosità” dell’idiozìa, avevano bisogno della geometria connaturata all’uomo, riconoscibile da tutti, geometria della natura, “geometria di Dio”, da pochi decenni indagata dalla branca della “geometria frattale”. Insomma la punta più avanzata della geometria contemporanea è ritornata sulle orme dell’esperienza della storia passata, specialmente su quella grandissima del medioevo: una cosa strabiliante! Capisco che per gli attuali estrosi, ammucchiare un po’ di ferraglia è più comodo e lucroso che studiare il passato e aggiornarsi al presente.
    Sarebbe interessantissimo proporre una ricerca sulla formazione e sviluppo dei “germi” geometrici dei centri antichi dei nostri, purtroppo, sfigurati paesi. Una base irrinunciabile, presente e futura, per la tutela e la pianificazione urbanistica.

  3. Gianluca 3 dicembre 2014 at 09:25

    Caro Franco,
    La firma è evidentemente sempre la stessa che in Molise, vent’anni fa, ha disegnato questi depositi di ferraglia.
    A presto,
    Gianluca

Lascia un commento

*