Franco Valente

SONO STATO CONDANNATO ALLE SPESE DI GIUDIZIO PER UNA CAUSA CIVILE CHE HO PERSO. Esulta il cronista locale di Venafro!

Judex

Che io sia convinto che la Legge è uguale per tutti, ma non la Giustizia, è cosa nota.

Nell’immaginario collettivo il giudice dovrebbe avere due sali. Il sale della sapienza per non essere insipido e il sale della coscienza perché non sia un diavolo.

“Judex habere debet duos sales, salem sapientiae, ne sit insipidus, et salem conscientiae, ne sit diabolus”

Non sempre è così.

 

Judex

.
Nell’immaginario collettivo i giornalisti sono coloro che raccontano i fatti che accadono.

Che vi siano da una parte giornalisti seri e dall’altra cronisti stronzi è cosa altrettanto nota.

Di questi ultimi qualcuno ogni tanto me lo trovo davanti agli zebedei…

In particolare uno di Venafro, che notoriamente fa parte di quella categoria di personaggi che camminano con lo sguardo rivolto a terra, è convinto che si possono dire cose vere per farne capire altre false.

Uno stronzo di cronista locale, con un forte complesso di inferiorità, per la terza volta scoreggia e dice al mondo, ripetendo per la terza volta la stessa notizia, che sono stato condannato insieme ad altri due architetti a pagare le spese di giudizio perché abbiamo perso una causa civile.

Per il clamore che viene dato alla notizia, peraltro senza spiegare bene cosa sia accaduto, il lettore distratto immagina che io sia tato condannato per chissà quale delitto.

Il pover’uomo pensa in questo modo che io perda la mia reputazione ed è convinto che, una volta fatta la scoreggia, io stia in silenzio a sentirmi la sua puzza.

 

diavoli_giotto_3
Ed elli avea del cul fatto trombetta
. (Dante, Inf. XXI, v. 139).

 

Ma quali sono i fatti così gravi da farmi meritare titoli così imponenti?

Insieme a gli architetti Paolo Vacca e Carmine D’Orsi ho fatto nel 1987 il progetto di restauro del Verlascio di Venafro.

Per quella prestazione non siamo mai stati pagati.

Grazie a quel progetto la Comunità Montana ebbe un finanziamento che, per propria incapacità e avedo delegato tutto alla Soprintendenza, andò perduto.

Per la perdita del finanziamento gli amministratori finirono davanti alla Corte dei Conti dove non pagarono nulla per prescrizione.

Poiché noi tre architetti, da coglioni, facemmo il progetto senza sottoscrivere una convenzione, abbiamo avuto torto e la Cassazione ci ha condannato alle spese di giudizio.

Al danno, quindi, si è aggiunta la beffa!

La causa è durata 24 anni!

E questo stronzo di cronista da sottoscala non spiega una beata mazza….

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4 Commenti

  1. donatella Capo 20 novembre 2014 at 19:46

    Che le cause durino tanto non è una cosa nuova. Mia sorella Mirella ha citato gli altri sei fratelli per una divisione giudiziaria. La divisione di un terreno di Isernia per la scelta del suo pezzo: ebbene, 13 anni. Quindi non mi meravigliano i tuoi 24 per cosa ben più importante!!!
    Ma quello che mi stupisce è la prescrizione di negligenze commmesse da altri, provocata sicuramente dalla letenzza della magistratura e il mancato riconoscimento della compilazione di un progetto !!
    Questa è l’Italia della Legge, sinquando al Magistrato italiano , come qualsiasi impiegato dello Stato (me compresa) non verrà applicato il giudizio di responsabilità diretto (a proprie spese e con sequestro dei patrimoni) Quanto al giornalista…. povero mentecatto, sicuramente invidioso, non hai certo mancato di dirgli quello che pensi di lui! Pensa che adesso tutti finalmente sappiamo perchè sei stato condannato a pagare le spese di giudizio! Prima che lui facesse la sparata si poteva pensare chissà quale reato tu avessi commesso. Sai che ti dico, che quasi quasi ti ha fatto un favore e ha ridato la giusta tonalità alla tua immagine. Ciao sempre con ammirazione ed affetto. Donatella Capo

  2. Franco Valente 20 novembre 2014 at 20:24

    Donatella…. sei faziosa!

  3. Carmelo S. Fatica 21 novembre 2014 at 01:16

    Carissimo Franco,
    gli imbrattatori di carta spacciati per giornalisti, gli infami in servizio permanente, la giustizia ottusa dei cavilli e dei formalismi, hanno già avuto il disprezzo di chi come me Ti segue, conosce la Tua storia specchiata e l’amore per quello che fai. Grande è la Tua amarezza, ma oltre a chi scrive sul Tuo blog vi sono tante presenze anonime che Ti stimano, e ultimamente pure un alto dirigente della regione Molise me lo ha confidato, a dimostrazione che hai sempre un grande sostegno, specialmente in questi momenti avversi.
    Carmelo

  4. Franco Valente 21 novembre 2014 at 05:41

    Carissimo Carmelo, in qualche modo, in cuor mio, sono convinto che quello che dici sia vero.
    Intanto è dura essere attaccati da cronisti piccoli piccoli che hanno il cervello ingarbugliato.
    Ho sempre chiesto a questi geni dell’imbecillità di fare un’intervista prima di dire cazzate. Fermo restando il loro diritto a criticare tutto.
    Sono piccoli servi di padroncini più piccoli di loro.

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