Franco Valente

Un’epigrafe che da Pietrabbondante è finita a Casalciprano

ProvenienzaPietrabbondante copia

L’utilissimo Giambattista Masciotta nel riferire dei feudatari di Pietrabbondante riporta la trascrizione di una lapide che si trovava sul Castello urbano.

Probabilmente non si tratta dell’antico castello longobardo sulla morgia principale del paese, ma della grande torre urbana baronale che appartenne ai Raho.

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pietrabb743
La Torre-palazzo di Pietrabbondante
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Alfonso de Raho acquistò il feudo di Pietrabbondante nel 1517 da Bartolomeo Carafa che era suo suocero avendo egli sposato la figlia Laura.

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ProvenienzaPietrabbondante copia

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HOSPES ALFONS. RAHVS PATR. NEAPOLIT.
VT SVAE IN CAROL. V. RO. IMP.
FIDEI MONVMENTVM OSTENDERET
AC SIBI ET SVIS TVTVM HOSPITIVM
PARARET
HOC A FVNDO PROPVGNACVLVM EXTRUXIT
ET ARCEM IN MELIOREM VSVM
REDINTEGRAVIT
ANN. SAL. M.D.XXXII

(L’ospite Alfonso de Raho patrizio napoletano per mostrare a tutti il ricordo della sua devozione a Carlo V imperatore romano e per assicurare ospitalità a se stesso e ai suoi familiari costruì questo fortilizio dalle fondamenta e trasformò la rocca per una migliore utilizzazione  nell’anno della Salvezza  1532)

I de Raho mantennero il feudo fino al 1628 quando l’ultimo erede Giambattista lo vendette a Giannandrea della Castagna, barone di Sessano.

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Raho, Rago (de)
Stemma dei de Raho (scaccato di sedici pezzi di oro e di azzurro, i primi caricati da una coda di ermellino)
Feudatari a Baranello, Casalciprano, Gildone, Monacilioni, Vinchiaturo, Caccavone, Frosolone, Pietrabbondante, Montorio nei Frentani.

 

Questa lapide non è più a Pietrabbondante perché da Giambattista, ultimo erede dei Raho in quel paese, probabilmente fu trasferita nel palazzo baronale di Casalciprano che, invece, continuò ad appartenere ai Raho.

Di preciso non si sa quando sia accaduto, ma possiamo ritenere che lo spostamento coincida con la cessione del feudo di Pietrabbondante da parte di Giambattista nel 1628.

Chi era Giambattista?

Porfilia Mazzacane (figlia di Pietro feudatario di Casalciprano) andò sposa ad Alfonso de Raho (nipote dell’Alfonso della lapide) barone di Caccavone e Pietrabbondante.

Da questo matrimonio era nato Giambattista Raho che, dunque si ritrovò ad essere titolare di Pietrabbondante, Caccavone e Casalciprano.

Giambattista dal matrimonio con Emilia Cimaglia, figlia di Orazio barone di Boiano, ebbe un altro Alfonso. I Raho tennero Casalciprano fino al 1750 quando lo cedettero ai Brancia di Mirabello.
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Questa lapide si trova oggi ben conservata sulla parete meridionale di un antico palazzo, interamente ristrutturato da Franco Miranda che accoglie i suoi ospiti nel ristorante dai “Sapori Riflessi” e dalle cantine ricche di vini molisani ( http://www.terrazzemiranda.it/index.php ).

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2 Commenti

  1. Carmelo S. Fatica 26 novembre 2014 at 19:54

    Spero per Te che, dopo il pranzo da Franco Miranda, non Ti sei rovinata la digestione andando a visitare le due chiese del paese recentemente manomesse dalla “Famigerata”, per non parlare poi dell’Annunziata.
    Un saluto, Carmelo

  2. Franco Valente 26 novembre 2014 at 20:26

    Carmelo!…. non ci sono ancora andato…. A questo punto sono preoccupato! Ci farò una scappata!

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