Franco Valente

Il comune di Montaquila vuole distruggere l’antica Osteria dei Rotondi alla scafa sul Volturno

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La Regione Molise impegna qualche milione di euro per la Via Francigena e il comune di Montaquila vuole usarli per distruggere quello poco che è rimasto sui tratti molisani, ammesso che di via Francigena si tratti.

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19) ScafaMontaquilaTaverna
L’antica Taverna dei Rotondi alla scafa di Montaquila 

 

Orbene, se qualche dubbio può nascere sulla corretta individuazione dell’antica strada di Carlomagno, la certezza della volontà di trasformare i soldi pubblici in un ennesimo tentativo di cancellare la storia ancora una volta viene da una pubblica amministrazione.

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16) Cart. G. Trutta 1776 DIRAMAZIONE copia

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Pochi giorni fa è stato approvato dal comune di Montaquila un progetto per la demolizione di una delle testimonianze più importanti sull’antico itinerario che collegava Napoli all’Abruzzo e che passava per la storica Scafa di Montaquila.

Un luogo dove era posizionata la pandetta con i pedaggi che si dovevano pagare e che oggi è malamente conservata proprio a Montaquila.

http://www.francovalente.it/2009/09/03/una-pandetta-a-montaquila-e-il-casino-staffieri-a-masserie-la-corte/

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17) Carlo_di_Borbone_1716-1788

Ma soprattutto la Scafa fu utilizzata da Carlo di Borbone che si recava con il proprio esercito nell’aprile del 1744 a organizzare le difese del limite settentrionale del Regno.

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10) d'evoli863

L’esercito borbonico era comandato dal capitano generale, il duca di Castropignano. Era formato da due reggimenti delle guardie, composti di 16 fanti (2 erano Valloni, 4 veterani, 4 Svizzeri, 1 era estero e 5 della provincia), e 5 squadroni di cavalleria e dragoni, scelti tra vari reggimenti e comandati da D. Eustachio duca di Laviefville, grande di Spagna.

Della Scafa di Montaquila oggi rimangono i ruderi dell’antica taverna posta sul lato occidentale del fiume.

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Dalla descrizione del trasferimento, che assunse colori drammatici per la quantità di incidenti derivati dalle cattive condizioni del tempo, abbiamo una testimonianza scritta dell’abate Galiani che ci permette anche di ritrovare il nome della taverna nella quale si fermò, in attesa di poter passare il fiume, la corte di Carlo di Borbone:

30. La pioggia, avutasi per tutto il viaggio, da che si partì da Napoli, avendo più che mai continuato in questo giorno, non poté partirsi da Venafro; e per la notizia avutasi che la strada per andare ai Fornelli fusse affatto impraticabile, si continovò, a dimorare a Venafro anche pel giorno 31 di marzo. La sera. verso le ore 23, dei 30 di marzo, giunse in Venafro il marchese Ranconi, cavallerizzo del duca di Modena, spedito dal detto duca suo padrone che si trova nell’Apruzzo ; e propriamente nella città di Atri col Gage, comandante spagnuolo: il qual Ranconi è, venuto per inchinarsi a S. M., in nome del suo padrone. lo ebbi l’alloggio in Venafro, in casa di Nicola di Marino, dove lasciai alcuni miei libri.

 

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21) ScafaMontaquilaVolturno
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Aprile 1744.
A di 1°, mercoledì santo. – Si partì la mattina da Venafro, e si giunse la sera ai Fornelli.
Avendo S. M. rinfrescato all’osteria dei Rotondi, elle è nel luogo dove si passa la scafa del Volturno, piovette tutta la giornata; per lo che il fiume Volturno era in mediocre piena. Dal re e da pochi altri si passò il menzionato fiume sopra la scafa. Ma da tutti gli altri del numeroso seguito si passò a guazzo; da alcuni in galesse, da altri a cavallo, e da alcuni anche a piedi: il che non fu senza pericolo, per l’impeto con cui le acque correvano. Bagnati e malconci, giugnemmo la sera ai Fornelli, dove, per l’angustia degli alloggi, quasi tutti stettero assai male; ed a me toccò di alloggiare in casa di un povero villano.

Dunque il comune di Montaquila vuole distruggere la Taverna dei Rotondi, come era chiamata al tempo dei Borbone.

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Il basolato dell’antica strada che rischia di essere smantellato per essere sostituito dall’asfalto.

 

E insieme alla Taverna dei Rotondi vuole cancellare le tracce di una strada sulla quale rimangono i segni di una storia che costituisce uno dei momenti fondamentali di questa Europa della quale ci riempiamo la bocca solo per fare danni.

Fortunatamente il progetto è stato inviato alla Soprintendenza ai Beni Architettonici del Molise (arch. Birrozzi e ing. Luigi Bucci) e alla Commissione Beni ambientali della Regione Molise (arch. Francesco Manfredi Selvaggi) che lo hanno bocciato con motivazioni che io avrei accompagnato con un deferimento all’Ordine degli Architetti per la gravità di una simile proposta progettuale.

Sicuramente non bisogna abbassare la guardia per difendersi dalla Pubblica Amministrazione che ancora una volta invece di stare dalla parte della storia, della cultura, della memoria storica, cavalca l’ignobile tigre dell’Appalto a tutti i costi…IMG_20141204_0001IMG_20141204_0002IMG_20141204_0003

 

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2 Commenti

  1. Donatella Capo 4 dicembre 2014 at 10:57

    Bhe! se si tratta del medesimo sindaco di quell’ostello per anziani di cui alla cronaca nera…… che ci si poteva aspettare!!!!
    ” se si nat mappina, non poi addiventà foulard”
    Un grazie per le notizie storiche!
    Donatella Capo

  2. Franco Valente 4 dicembre 2014 at 13:13

    Sono le stesse persone che condividono l’idea dell’autostrada del Molise.
    Tra l’altro mente si parla di valorizzazione di quella parte del Volturno sta per iniziare un’altra avventura per un’altra centrale idroelettrica a sfregio sullo stesso punto in cui da qualche mese siamo riusciti a scongiurarne una. Non si finisce una guerra che ne comincia un’altra!

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