Franco Valente

Venafro. Partecipare alla propria storia non è solo un dovere, ma anche un diritto.

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Ogni essere umano ha diritto a contribuire alla crescita culturale ed economica della propria comunità.

Quando un amministratore, come il sindaco di Venafro, rifiuta i contributi dei propri cittadini alla costruzione della propria storia compie un atto di violenza la cui memoria sarà stampata con il fuoco negli annali della città.

Il sindaco di Venafro ostinatamente cerca di portare a compimento una delle opere più discutibili della storia urbana spendendo una barca di soldi per una iniziativa di cui si parlerà nel resto dei secoli se questa città riuscirà a sollevarsi dal disastro in cui egli la sta portando.

Non si amministra una città con l’ostinato desiderio di far fuori fisicamente gli avversari politici anche quando dicono cose serie.

L’opera che si accinge ad avviare è del tutto inutile e, soprattutto, non sarà mai utilizzata.

Spendere un milione e duecentomila euro per un teatro di 65 posti e per un progetto di cui nessuno conosce i contenuti significa alimentare il sospetto che ci si trovi di fronte al desiderio suicida di far affondare la barca con tutti i passeggeri.

Sono pronto a rivedere tutte le mie posizioni critiche in un pubblico dibattito in cui venga illustrato il progetto che il sindaco della città intende realizzare nella piena consapevolezza della sua inutilità.

Se il sindaco vuole continuare in questa assurda guerra contro i cittadini e contro gli interessi delle future generazioni ci provi pure.

Dubito che possa ottenere risultati concreti.

La storia, le persone ragionevoli e la logica sono contro di lui.

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1 Commento

  1. Carmelo S. FATICA 10 gennaio 2015 at 23:02

    Credo che questa storia venafrana si possa accostare alle tantissime storie della nostra irriconoscibile Italia, maltrattata e sfigurata dalla cosiddetta “classe dirigente” a tutti i livelli ed in tutti i campi, e non meno dai singoli cittadini, impreparati e diseducati alle responsabilità della democrazia, perchè esercitare diritti democratici non è una passeggiata, è una faticata!
    In bocca al lupo a Venafro e all’ Italia!

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