Franco Valente

Aurora Del Monaco mette un altro tassello nella storia di Pietracupa. Fra pochi giorni il suo nuovo saggio storico.

S.Gregorio1
Nel mese di agosto Aurora Del Monaco presenterà il suo nuovo saggio storico su Pietracupa.

Aurora Del Monaco
Le Querce del Cantone. Memorie dalla pietra cupa

Me ne ha dato notizia e con piacere anticipo un piccolo tassello.
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L’architrave di S. Gregorio di Pietracupa

di Aurora Del Monaco
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Credo di avere risolto il “mistero” delle lettere sull’architrave della chiesa di San Gregorio a Pietracupa.
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Ho ritrovato una copia precisa, che avevo fatto cinquant’anni fa, dell’epigrafe, allora ancora dipinta di rosa.Togliendo il colore l’hanno abrasa e quindi è diventata ancora meno leggibile.La lettera che sembrava una G è invece una T perché sopra recava un taglio orizzontale di cui resta una traccia minima ancora oggi.
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E’ la stessa T della scritta SALVATOR sopra il portale della chiesa rupestre: una T gotica con la curva un po’ troppo accentuata. Questo dà un altro indizio interessante per altre vicende di quel tempo.
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PietracupaSalvator copia 2
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Ricostruendo con pazienza tutti gli elementi della vicenda fra Roberto di Pietracupa  e Pietro dell’Aquila (il vescovo di Trivento della Bolla che lei cita  (http://www.francovalente.it/2013/07/21/e-di-roberto-da-pietracupa-il-misterioso-stemma-sul-portale-di-s-gregorio/), di cui parla anche Guicciardini come inquisitore a Firenze), credo proprio che la frase voglia dire: Roberti Patroni Tempore Constructum Templum.
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Giannotto Coppola non c’entra nulla con l’epigrafe, neppure per ipotesi, perché diventò abate dopo il ritorno di Roberto, e non c’era alcuna ragione per inserirlo cripticamente nella scritta che invece assume un significato se la si collega alla questione del patronato della chiesa, che ebbe la sua conclusione nella Bolla.
Io credo che Roberto e Giannotto tornassero insieme: come avrebbe potuto Roberto, che era venuto molto probabilmente dalla Sicilia, presentare al vescovo un frate estraneo al Molise se non l’avesse conosciuto prima, nel teatro di guerra oppure durante il viaggio di ritorno?
E come poteva Giannotto, un napoletano di nobile famiglia, trovarsi a Pietracupa giusto in tempo per diventare abate?
Il ritorno e la stesura della Bolla sono vicini nel tempo (nel 1360 Roberto non era tornato, e la Bolla è del 27 febbraio 1361), quindi è molto probabilmente da escludere che ci sia stato tempo per un viaggio di Roberto a Napoli, dove avrebbe incontrato Giannotto.
Ho poi trovato i successori di Roberto di Pietracupa: sono Bartolomeo (morto prima del 1402), Roberto (documento di riconferma del feudo di Pietracupa firmato da  Alfonso I d’Aragona nel 1450),  Nicola Benedetto,  (documento di riconferma del feudo di Pietracupa firmato da  Alfonso II d’Aragona nel 1494). Il feudo poi passò alla famiglia De Regina.
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Ho fatto tutto ciò oggetto di una rielaborazione narrativa inserita nel mio prossimo libro, che sarà presentato a Pietracupa ad agosto.
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