Franco Valente

La cena di gala molisana all’Expo di Milano: pesce spada alla messinese…

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Grazie alla cena molisana all’Expo di Milano ho scoperto che la Tartalletta è il dolce tipico di Ficarazzi in Sicilia.
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Qualcuno mi ha scritto che dico cretinate.
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Allora faccio parlare il menù della serata di gala molisana all’EXPO:
Budino di parmigiano reggiano
Ravioli al pecorino romano
Pesce spada alla messinese
Tartalletta con kiwi
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Per una stronzata del genere sarebbe saltata la giunta regionale della Lombardia o di qualsiasi regione d’Italia…
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Frattura dovrebbe licenziare immediatamente chi ha organizzato questa ignobile farsa.

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CRONACA DI UNA GIORNATA ALLUCINANTE

Sono andato all’EXPO di Milano in condizioni drammatiche insieme al sindaco di Petrella Alessandro Amoroso e al parroco di S. Giorgio don Domenico Di Franco.
Sono stato contattato all’ultimo momento dalla regione e non mi hanno manco prenotato un biglietto per il treno e per l’albergo.
Per una serie di blocchi autostradali venerdì 17 abbiamo perso il treno da noi prenotato e siamo partiti con quello successivo.
Durante il viaggio siamo riusciti a sapere più o meno che c’era una cena per gli ospiti molisani all’EXPO e che, fortunatamente, tre giornalisti erano mancati all’appello e avremmo potuto occupare le loro stanze perché già pagate.
Non abbiamo trovato il “passi” all’EXPO ma grazie a Stefano Di Lauro abbiamo trovato un biglietto per entrare. Siamo arrivati appena in tempo per la cena.
Cena molisana:
Antipasto: Tortino di Parmigiano reggiano.
Primo: Ravioli al pecorino romano
Secondo: PESCE SPADA ALLA MESSINESE
Dolce: Tartalletta con kiwi.

All’uscita ho perso gli occhiali sul decumano ma sono riuscito a ritrovarli.

Dopo mezzanotte approfittando della corriera dei giornalisti siamo andati in albergo. Fortunatamente tre giornalisti non sono venuti e noi abbiamo occupato le loro stanze.

Con la corriera dei giornalisti siamo andati la mattina dopo all’EXPO. Ci ha lasciato a un paio di chilometri dall’ingresso.

La Regione non ci ha fatto trovare il passi che ci era stato garantito, sicché abbiamo dovuto fare una fila di un’ora per entrare sotto un sole bestiale.

Io avevo lo zaino per portare i libri per la presentazione. Immaginate che significhi fare qualcosa come tre chilometri come uno sherpa sotto un sole a picco…
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Il tempo di arrivare allo stand del Molise per depositare in un ripostiglio i bagagli che è arrivato il sindaco di Zagabria in perfetto orario per un incontro con la delegazione regionale che, ovviamente, non c’era.

Mi hanno pregato di illustrare le peculiarità del Molise in attesa della delegazione perché non c’era nessuno dell’organizzazione che sapesse bene cosa di cosa parlare.

L’ho fatto volentieri cercando di capire quale fosse il filo logico dello stand molisano.
Poi è arrivato il presidente Frattura e hanno accroccato un tavolo per l’incontro dopo aver spiccicato con una grazia isterica le locandine che avevo dovuto appiccicare al tavolo nella totale indifferenza delle ragazze che erano venute a mostrare se stesse allo stand.
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Ho saputo che durante l’incontro il sindaco di Zagabria mi ha rigraziato per le spiegazioni che ho dato. Era convinto che io facessi parte dello staff della Regione.
Poi è arrivato Pietraroia a presentare un progetto di immagini dell’Unioncamere occupando buona parte dello spazio temporale che era riservato alla presentazione del mio libro.

Non mi ha neppure salutato e, ovviamente, non ha chiesto manco scusa dello sforamento nello spazio che non era suo.
Ha fatto la solita predicozza sulle cose che egli dovrebbe fare e che pensa debbano essere fatte dagli altri.
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Poi, finalmente, abbiamo presentato il mio libro “Le pietre parlanti di Petrella”.
Frattura è stato molto gentile e ha ribadito il suo appoggio all’iniziativa editoriale.
Ovviamente manco un misero caffè mentre le ragazze dello stand molisano continuavano a svolgere il gravoso lavoro di mostare se stesse e basta.

Dopodiché con la gerla sulle spalle, nella confermata indifferenza della delegazione molisana (che sta ancora là ad aspettare l’arrivo di Renzi) ce ne siamo andati a prendere la metropolitana rifacendoci i tre chilometri sotto il sole per raggiungere la stazione centrale e ripartire.
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Checché se ne dica, l’EXPO è spettacolare.
E’ costato un fiume di denaro e di cemento che però rimangono scolpiti nel cervello di chi ci va.
EXPO è una grande occasione e ci tornerò con calma a vedere l’Annunciazione di Montorio al padiglione di Farinetti e di Sgarbi quando avrò la certezza di non trovarvi molisani che vanno lì a perdere tempo con il nostro denaro.

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3 Commenti

  1. Carmelo S. FATICA 20 luglio 2015 at 09:17

    Dalle foto pubblicate sul Tuo blog, si nota un’altra rozzezza, che spero venga smentita, e cioè il dipinto esposto dell’Annunciazione di Montorio è impedito dai condotti della climatizzazione e dalle canalette dell’illuminazione!
    Riguardo al “pranzo molisano”(?), da cristiano cattolico, vorrei aggiungere che la consumazione del cibo è soprattutto un alto sacrificio per la rigenerazione del nostro corpo, di cui ringraziare il Creatore: da questo ne discende l’indispensabile rito estetico. Tale considerazione esalta gli uomini consapevoli, non banalizzando così il gesto dell’alimentarsi.
    Mi rendo conto di dire queste parole nel vuoto di un’epoca intrisa di volgarità, presunzione, squallore e disperazione culturale.

  2. sergio 23 luglio 2015 at 16:42

    Tragicomico! Sembrano scene tratte da un film di Fantozzi! Non trovi?

  3. Fulvio Rocco Martone 1 agosto 2015 at 00:51

    Sarebbe interessante sapere quanto è costata la trasferta del nostro amato Molise all’EXPO e se ne abbiamo ricavato qualcosa! Dico in fatti e non a parole! Perché altrimenti è sicuro che i nostri politici la sanno lunga a decantare i loro successi! Peccato che personaggi come Te (ti conosco da una vita) debbano essere trattati così. Non è giusto! Io penso che la parte migliore del Nostro Molise debba prima o poi venir fuori e non andar fuori come sta accadendo e mi auguro che professionisti della Tua Levatura possano fare da catalizzatore. Me lo auguro di cuore!

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