Franco Valente

L’OLIVA A ZIZZELLA E LE CITTA’ CHE LA PROMUOVONO

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Nella dialettica di sinistra, una volta, quando si voleva dare una stoccata finale e far fuori un interlocutore, lo si accusava di qualunquismo.
Dopodiché la discussione finiva in rissa e la dialettica andava a farsi benedire.
Mentre si facevano alcune considerazioni sulla protesta promossa da Franco Di Zazzo contro Stefania Passarelli che aveva deciso di uscire dall’Associazione delle Città dell’Olio, sono stato definito qualunquista in una discussione che non è mai cominciata perché è rimasta solo alle premesse.
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Ma Internet è uno strumento pericoloso perché ognuno decide di chiudere la discussione solo quando vuole e, soprattutto, perché è difficile mentire.
Orbene, poiché io mi rizelo quando vengo definito qualunquista, credo sia opportuno che io chiarisca il perché della mia posizione ostile.
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Stiamo parlando delle Città dell’Olio, un’Associazione che si regge sulla contribuzione volontaria di 320 enti associati che, da quello che ho capito, versano ogni anno mediamente una quota di 1.000 euro.
Ovvero l’associazione riceve ogni anno circa 320 mila euro dagli Enti.
Non è una cifra altissima, ma comunque consistente per un’associazione privata fatta da Enti Pubblici.
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L’Associazione ha un suo sito internet che aiuta a capire quali sono i suoi obiettivi, ma nulla dice sui risultati raggiunti.
Ma soprattutto nulla dice:
*su come vengano utilizzate le risorse,
*se vi sono indennità
*su come vengono effettuati i cosiddetti rimborsi per le gite che i componenti dell’associazione fanno con una certa frequenza.
Infatti la pagina della cosiddetta “TRASPARENZA” è rigorosamente vuota dal momento dell’impianto del sito.
http://www.cittadellolio.it/trasparenza/
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Ho provato poi a vedere sulle pagine dei singoli comuni in cosa consista l’attività promozionale dell’Associazione e vedo che le pagine sono desolatamente vuote.
SCANDALOSAMENTE VUOTE DA TRE ANNI!
Ogni tanto qualche generica notizia sulla bontà dell’olio (qualcuno ripete la solita pippa che il proprio è il migliore del mondo).
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Olivo

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Il comune di Venafro ci ha piazzato un meraviglio documentario realizzato da Salvatore Ricciardi, Barbara Falcinelli, Fabrizio Durante, Fausto Colella, che con l’olio non ci azzecca niente e del quale il sindaco si fa promotore senza averci messo una cippa di contributo:
https://www.youtube.com/watch?v=tBodjJMrNj0&feature=youtu.be
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E allora noi cittadini vogliamo sapere come funziona questa prestigiosa Associazione sicuramente benemerita per coloro che si fanno le gite sociali a spese della collettività, ma della quale nessuno conosce in concreto il funzionamento.
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Noi vogliamo sapere poche cose:
*Esiste una indennità per i componenti dei vari consigli, comitati di consulenti?
*Quali indennità sono stabilite per gli organi apicali (Presidenti, vicepresidenti e componenti)?
*Le missioni, come quelle per l’ultimo convegno di Matera, sono state pagate dai partecipanti con denaro proveniente dalle proprie tasche oppure dall’Associazione oppure dai Comuni di provenienza?
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Piccoli quesiti dalla facile risposta che servono a chiarirci i dubbi.
Senza andare per farfalle.
Io rimango convinto che le associazioni finalizzate a promuovere i prodotti privati debbano essere sostenute da chi ne trae vantaggi materiali.
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SE L’ASSOCIAZIONE HA PRODOTTO FRUTTI POSITIVI IN CIRCA TRENT’ANNI DI ATTIVITA’, E’ ORA CHE LE QUOTE LE PAGHINO COLORO CHE NE HANNO TRATTO VANTAGGI E CHE GLI AMMINISTRATORI VADANO A FARE LE GITE A SPESE DEGLI IMPRENDITORI.

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