Franco Valente

La Porta Santa e i Giubilei nella Cattedrale di Venafro

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Gabriele Cotugno nelle sue Memorie storiche di Venafro ricorda che nel 1399 Andrea Fiascone di Prata Decano della Chiesa di Venafro fu scelto Vescovo dopo la mor­te di F. Ruggiero. Ebbe governata questa Chie­sa per alcuni anni; ma non si fa menzione dell’anno preciso della di lui morte.

  20) IVBILEUS

All’epoca del vescovo Fiascone va fatta risalire una pietra che era stata già citata da Cosmo De Utris nei suoi Annali di Venafro, senza che però alla stessa venisse dato il risalto che meritava. Del documento lapideo, inserito alla base della facciata, sulla destra del portale principale, non si era avuta più notizia dal tempo del De Utris e solo dopo i lavori di scorticatura di quell’intonaco sicuramente sovrapposto nel XIX secolo (in epoca successiva allo studioso venafrano) si è avuto modo di poterlo osservare di nuovo. Anche se il solco dei caratteri è ap­pena abbozzato, vi si legge: 1408 IVBILE, es­sendo evidentemente mancante la finale VS perchè la pietra è stata spezzata prima della ricollocazione.

55) Porta santa

Invece il giubileo del 1575 viene ricordato per l’apertura, e la successiva chiusura nell’anno seguente, della Porta Santa che corrisponde al portale di destra della facciata.

E’ comunemente definito come “Porta Santa” per la tradizionale cerimonia giubilare attestata dalla lapide che il Vescovo Caracciolo fece inserire nell’archivolto in occasione della sua chiusura muraria nell’anno 1576.

HAEC SANCTA PORTA QVAE PRI
MO CLAVDEBATUR LIGNO NVNC
VERO CONSTRVITVR ET CRVCIS
ADHORNATVR, HORATIVS CA
RACCIOLVS D. G. EPS. VENAF. EAM
APERVIT ET CLAVSIT A. D. MDL
XXVI SVB GREG PP. XIII

30) cattedrale venafro

La Porta Santa fu riaperta 250 anni dopo la sua prima chiusura, nel 1826, dal vescovo Deodato Gomez Cardosa, che in quell’epoca reggeva contemporaneamente le diocesi di Venafro ed Isernia, con una cerimonia di cui si ha il ricordo nella lapide inserita nella lunetta del portale di destra

HANC PORTAM SANCTAM
QVAE AB HORATIO CARACCIOLO EPISC. VENAFRANO
APERTA ET CLAVSA FVIT ANNO MDLXXVI
ADEODATO GOMEZ CARDOSA EPISCOPVS
EODEM QVO ROMAE FIT SOLEMNE RITV
ADSTANTE MAGNA POPVLI MVLTITVDINE
APERVIT ITERVM CLAVSITQVE ANNO MDCCCXXVI
LEONE XII PONTIFICE MAXIMO
FRANCISCO I BORBONIO SICILIAR. REGE

28) cattedrale venafr0

L’avvenimento è ricordato in un mano­scritto di un anonimo venafrano che così riferisce (F. VALENTE, Il Seminario di Venafro, una ispezione al sarcofago di S. Nicandro e l’apertura della Porta Santa da alcuni inediti anonimi del XVIII e XIX secolo, Venafro 1983):

Regnante Leone XII, terzo anno del suo Pon­tificato, prima Annibale della Genga di Spo­leti, anni 66 e Francesco primo, d’anni 49, Re delle Due Sicilie, secondo anno del suo go­verno, figlio di Ferdinando IV poi terzo, fi­nalmente primo nella famiglia Borbone. A 26 febbraio terza Domenica di Quaresima Mon­signor D. Diodato Gomez Cardosa, abitante provvisoriamente nel Convento dei PP. Cap­puccini, si portò nella Chiesa del Purgatorio accompagnato dalli Fratelli delle Congrega­zioni Laicali, indove si vestì pontificalmente di unità con tutto il Clero, vestito anche con pluviali, pianete e tonacelle, e sotto il baldacchino processionalmente si portò nella Cattedrale accompagnato da tutto il popolo venafrano, che chiusero le case, oltre l’incre­dibile numero di diocesani, e d’altri forastieri, che furono affretti fare tre registri di parchetti, oltre la gente che si situarono sopra gli ortori d’olivi, giunto avanti la porta Santa, che sfabricò dopo 250 anni fabricata come si rileva dall’iscrizione ivi sopra situata, sfabri­cò, dico, secondo il sottoscritto cerimoniale, e stabilì quattro Basiliche per l’indulgenze cioè 1) La Chiesa Cattedrale e cinque penitenzieri, cioè D. Pietro Primo Primicerio Lucenteforte d’anni … D. Vincenzo secondo Primicerio del Vecchio d’anni 59, D. Filippo Pilla canonico Decano d’anni 66, D. Antonio Canonico Mac­chia d’anni 40, D. Gio. Battista Canonico Melucci d’anni … 2) Basilica la Chiesa della Nunciata 4 penitenzieri D. Giuseppe Canonico Cimorelli – D. Tommaso Canonico Eddoma­dario Bianchi – Don Michele Canonico Eddo­madario Manzelli – D. Salvatore Raja parroco di S. Paolo. 3) Basilica la Chiesa del SS. Via­tico 4 penitenzieri D. Donato Canonico de Cola – D. Carlo Canonico Eddomadario Manzelli – D. Felice Renzi Parroco di S. Ma­ria di Loreto – D. Vincenzo Giuliani ex reli­gioso Antoniano. 4) Basilica la Chiesa de’ PP. Cappuccini – il Padre Guardiano – D. Pietro Paolo Canonico Mancini – D. Pietro Castrilli ex religioso Antoniano. A 22 maggio detto anno Festività della SS. Trinità abbitante detto Vescovo nella Casa del suo Aggente Dottor D. Gio. Battista Armieri, si vestì nella Chiesa de’ suppressi PP. Agostiniani, come sopra e di unità con tutto il Clero e processionalmente si portò a chiudere detta porta Santa secondo il qui sotto descritto ce­rimoniale, e su la soglia di detta porta vi furo­no fabricati cinque roggiole, cioè una vi stava scritto A.D. 1826 Diodato Gomez Cardosa Ve­scovo – Pietro Primo Primicerio Lucenteforte Penitenziere Maggiore – Filippo Canonico Decano Pilla Penitenziere Maggiore – Gio. Battista Canonico (Melucci). Antonio Macchia Canonico penitenziere Maggiore, e vi furono fabricate diverse monete di rame del presente Re Francesco Primo.

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