Franco Valente

Mario Leporatti è stato mio professore di storia e filosofia a Venafro nel 1963

Mario Leporatti

Nel 1963 avevo 17 anni e frequentavo il liceo classico di Venafro.

Da Roma arrivò un professore che ci sconvolse perché riusciva a contestualizzare Pomponazzi con l’astro nascente della musica italiana che era Rita Pavone. Ma, soprattutto, ci fece capire che il futuro dell’Italia era legato allo sviluppo dell’Africa e del bacino Mediterraneo.

Per noi ragazzini di paese capire il concetto di Bacino Mediterraneo fu un passo avanti fondamentale per la nostra formazione.
Ci spegava quello che veniva scritto sui giornali e che noi consideravamo una cosa per adulti. Ci fece capire cosa fosse la Cassa per il Mezzogiorno.

Sembrava strano che a noi ragazzi si rivolgesse, con il suo tipico accento romano, sempre con il “lei”.

Divenne famosa una sua frase pronunziata mentre interrogava uno studente: “… me parli un po’ de Pomponazzi….”

Mario Leporatti

Il professore si chiamava Mario Leporatti e nessuno di noi sapeva della sua vita privata, sicchè fu considerato una di quelle meteore di passaggio per Venafro.
L’anno dopo Mario Leporatti fu trasferito a Roma e qualche anno dopo divenne preside del liceo Virgilio, forse il più prestigioso di Roma.
Nessuno sapeva del suo passato e nel 1968 fu fortemente contestao dai giovani del movimento studentesco per il suo atteggiamente di professore rigoroso.
Fu in quella occasione che finalmente si seppe chi era stato Mario Leporatti: un eroe della resistenza romana che aveva compiuto una serie di azioni sotto il falso nome di Stefano.
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Sto cercando di riordinare il mio archivio fotografico e ho ritrovato 6 piccole fotografie che avevo fatto abusivamente in classe.

In quell’epoca avevo comprato una macchinetta fotografica che era grande come una scatola di fiammiferi e aveva un obiettivo a fuoco fisso senza lente. Utilizzava dei micro-rollini fotografici.

Tra i professori fotografati mentre tenevano lezione o interrogavano vi fu pure il grande Mario Leporatti.

Credo siano due immagini di una rarità assoluta che per la prima volta pubblico….

MarioLeporatti2

A proposito di Mario Leporatti e dell’anno in cui fu insegnante presso il liceo classico di Venafro, vorrei ricordare alle nuove generazioni il clima di diffidenza che vi era nei confronti di aveva avuto un passato particolare.
Solo oggi che ho saputo chi fosse Mario Leporatti mi si fa chiaro uno strano episodio di cui ho il ricordo preciso ma che all’epoca non capii e non potevo capire.
Un giorno si presentò in classe, senza alcun preavviso e senza bussare, un individuo grasso, pelato e di altezza non particolare. Leporatti stava interrogando una ragazza.
L’individuo si qualificò come ispettore e chiese se ai ragazzi fosse stato spiegato il pensiero di Giovanni Gentile. Il prof. Leporatti farfugliò qualcosa e cercò di giustificarsi dicendo che con il programma non ci si era ancora arrivati.
L’ispettore con atteggiamento sprezzante rivolse al professore alcune parole, che a noi sembrarono mortificanti, e se ne andò. Di quest’episodio si parlò tra noi studenti in classe, ma nessuno seppe dare una giustificazione.

La totalità dei professori che oggi insegna al Liceo Classico di Venafro non sa di questo illustre personaggio che ha contribuito alla formazione culturale di centinaia di giovani venafrani di allora….

Erano straordinarie le sue lezioni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Leporatti

Quell’anno 1963 un altro illustre professore insegnava a Venafro alla nostra classe: Adriano Pennacini.
Più di una volta ho trovato la sua firma in saggi storici che egli scrisse soprattutto per l’UTET. Penso per esempio alla voce “Sanniti”.

Adriano Pennacini (Torino 1929) ha insegnato lettere italiane, latine e greche nel ginnasio e nel liceo di Stato fino al 1969, quando è stato chiamato presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Torino ad insegnare letteratura latina, storia della retorica classica e infine retorica e stilistica nel corso di laurea in Scienze della comunicazione, del quale, come preside della Facoltà (1984-1993), ha promosso l’istituzione. Ha ricevuto nel 1990 la medaglia d’oro di prima classe del Ministero della pubblica Istruzione per i benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte; è stato presidente della International Society for the History of Rhetoric (1991-1993). Ha studiato le letterature classiche da un approccio strutturale e funzionale; e specificamente la retorica antica e moderna in quanto strumento di analisi e di composizione di testi, anche nell’ambito delle contemporanee scienze e tecniche della comunicazione. In questo campo di studi ha pubblicato articoli, saggi e opere specialistiche, ma anche una storia della letteratura latina (con Gianfranco Gianotti) e libri per le scuole. Nel 2000 ha partecipato in qualità di esperto a «Gorgia. La retorica in TV», trasmissione televisiva per RAI Educational. Per Giulio Einaudi Editore ha curato la traduzione italiana delle Guerre di Giulio Cesare (1993) e dell’Istituzione oratoria di Quintiliano (2001).

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Tra gli altri il prof. Emilio Pacitti che quell’anno insegnava per la prima volta.

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