Franco Valente

ll salotto di Mimmo Cimino a Venafro, la Terra del Nulla.

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Sono amico d’infanzia di Mimmo Cimino e quando una ventina di anni fa aprì un negozio di antiquariato a Venafro fummo in molti a dirgli che era come mettere i pomodori sulla luna.
Venafro è un pessimo ambiente sul piano culturale e gli amanti di cose belle sono pochissimi, tanto è vero che, salvo alcuni palazzi che sono ormai come i monasteri tibetani, è imperante la sciatteria.

E si vede anche da come i nostri amministratori tengono la città.

Mimmo decise di avviare questa attività per il piacere di parlare di cose antiche, di restauri impossibili, di carte introvabili.
L’aspetto economico per lui era assolutamente secondario.

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Insieme abbiamo fatto viaggi per l’Italia alla ricerca di tracce del passato, come quello a Gorizia per andare a “toccare” alcune carte di Durer mentre preparavamo una straordinaria mostra su “Albrecht Durer e i suoi contemporanei” (con un catalogo scritto a due mani) che è rimasta negli annali di Venafro, Cassino e S. Vincenzo al Volturno.
Solo un abate illuminato come Bernardo D’Onorio (che ci mise a disposizione oltre 200 stampe del 500 di Montecassino) e due pazzi amanti dell’arte potevano concepire di fare una mostra del genere a Venafro, “la terra del nulla”.
Eppure avemmo, tra Venafro, S.Vincenzo e Cassino, oltre 20.000 visitatori paganti.

A spese nostre facemmo le cornici, le assicurazioni, il montaggio, i pannelli, i faretti (con braccetti snodabili prelevati dal magazzino della CMV di Venafro), passando decine di pomeriggi a guardare e riguardare quei fogli di carta per analizzarne i contenuti e per decidere come esporli.
Ricordo solo la botta di culo (perché a volte è utile anche quella) di quando mi telefonò per dirmi che aveva trovato a Cuneo l’edizione del Muratori con la trascrizione del Chronicon Vulturnense che era privo, però, delle riproduzioni delle miniature.

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La botta di culo perché quasi un anno dopo, attraverso un altro canale, trovò, in altra parte d’Italia, proprio le 6 pagine con le miniature che erano state tagliate con un bisturi ed erano state immesse nel mercato in un altro circuito di vendite.
La gioia nell’aver riunito grazie a Mimmo un’opera ormai dispersa!
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E poi le carte geografiche antiche.
Per il negozio di Mimmo sono passate migliaia di carte di Amsterdam che hanno fatto la storia della navigazione in Europa. Tutte rigorosamente catalogate e repertate prima di essere vendute.
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Oggi con Mimmo continuo a scambiare impressioni ricevendo sempre illuminati pareri quando ho bisogno di infilarmi in questioni antiquarie che non fanno parte del mio mestiere.

Del suo salotto dell’antico rimane solo il ricordo perché alla fine Mimmo si è reso conto che a Venafro, se metti una fabbrica di cappelli, nascono tutti senza testa…

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