Franco Valente

Francesco Maria Carafa della Spina, vescovo di Nola e figlio di Alfonso, duca di Montenero Valcocchiara, venne a Cupone nel 1714 a consacrare l’altare di S. Rocco

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Francesco Maria Carafa  della Spina  fu fratello del padre di Alfonso Carafa che sappiamo essere stato sepolto nella chiesa di S. Giorgio a Petrella Tifernina e del quale ho ritrovato il busto nella chiesa di S. Domenico Maggiore a Napoli.
http://www.francovalente.it/2015/02/04/la-statua-di-s-gaetano-a-napoli-e-don-alfonso-carafa-duca-di-montenero-e-rionero-e-signore-di-petrella/
Francesco Maria, forse nato a Montenero Valcocchiara, fu vescovo di Nola.
Per un puro accidente, ho ritrovato la sua tomba nella chiesa napoletana di S. Paolo Maggiore ( che i napoletani chiamano S. Gaetano) che, per eccellenza, fu la chiesa dei Teatini e dei Carafa della Spina che la fondarono.

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A questo vescovo Gianstefano Remondini (Della Nolana Ecclesiastica Storia) dedica ben 21 pagine.

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Ma a noi interessa la circostanza che Francesco Maria Carafa della Spina  sia stato spesso presente nella Valle del Volturno per la consacrazione di importanti altari.
Tra questi l’altare della chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano di Cupone, in agro di Cerro a Volturno, come si ricava dalla testimonianza della sua consacrazione avvenuta il 17 giugno 1714:
Ego Franciscus Maria Carafa episcopus  Nolanus consegravi Ecclesian hanc in onorem Sancti Rocci Confessores et reliquias Sanctorum Martyrum Felicis et Vincentiae in eo inclusi, et singulis Cristi fidelibus hodie unum annum, et in die anniversario consecrationis huiusmodi ipsma visitantibus quadraginta dies de vera indulgendia in forma Eccclesiac consueta, concessi. (Riprendo la notizia dal sito della Parrocchia di Cupone)

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La storia di questa chiesa è sicuramente più antica, ma fa riflettere il fatto che sia stata dedicata ai santi  Rocco e Sebastiano. Ambedue (ma in particolare Rocco) protettori dalla peste.

Certamente interessante una epigrafe di questo tenore che si conserva al suo interno:
SACELLUM HOC  D.O.M.  DIVOQUE PESTIFUGAE  ROCHO DICATUM  EUSEBIUS  NEGRONIUS , PROPIIS  IN FUNDO ET  AERE A FUNDAMENTIS  EX-CITAVIT, DOTAVIT , EXORNAVIT, A.S.  1655 D. THOMAS NEGRONIUS  FILIUS ET  RECTORE  AMPLIFICAVIT. A.D.  1703.

Credo che il compilatore della scritta, quando la fece fare nel 1703, abbia commesso un errore nella data della dedicazione a S. Rocco “pestifugae”, anticipandola al 1655. Cioè all’anno precedente la grande peste del 1656.
La chiesa di Cupone, dunque, sarebbe stata edificata (o riedificata) a una sola navata a spese di Eusebio Nerone nel 1656 e poi ampliata nel 1703 dal figlio Tommaso.

La circostanza della dedicazione a S. Rocco non è di poco conto perché, come ricorda il richiamato Gianstefano Remondini, Francesco Maria Carafa era nato proprio nell’anno e nel tempo di quella peste allorquando più inferociva in questo regno sì fiera, e memorabil peste, e dalla quale non senza speciale divino aiuto, e suo gravissimo incomodo restò libero, e salvo.

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