Franco Valente

Ferdinando Caracciolo di Airola, conte di Biccari, in un’epigrafe di Rotello

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ROTELLO: Perché in questa epigrafe si legge VICARI?
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Marcello è stato il primo dei Caracciolo di Airola a tenere il feudo di Rotello. Secondo Masciotta sarebbe morto nel 1577, mentre pare più attendibile che sia deceduto il 24 novembre 1556.
Fu componente del parlamento napoletano dal 1536 e fu il primo napoletano ad avere il titolo di Cavaliere di San Jago.
Dalla prima moglie Laura Caracciolo ebbe Lucrezia, nota per una triste storia di adulteri con il marito Scipione Tomacelli e del suo assassinio per mano di suo figlio.
Dalla seconda moglie Emilia Carafa ebbe Ferrante (o Ferdinando) che fu, alla morte del padre, conte di Biccari e signore di Loritello (Rotello).
Fu personaggio di grande importanza, tant’è che dal 1575 fu Duca di Airola, ma anche signore di Morrone e Castelluccio nel 1581. Fu Governatore di Otranto e Bari nel 1585 e Strategoto di Messina del 1590 al 1592. Fu pure Deputato del Parlamento per la città di Matera nel 1592.
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RotelloFerdinandoCaracciolo1

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Del periodo in cui fu feudatario di Rotello rimane traccia in una grande epigrafe che molto probabilmente era sistemata sul portale del castello e poi, tagliata in più pezzi, fu utilizzata come architrave di alcune finestre del medesimo castello:
FERDINANDVS CARACCIOLV / S VICARI COM.
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VICARI COM(es), dunque, si riferisce al titolo di “conte di BICCARI” che apparteneva a Ferdinando Caracciolo signore di Rotello

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