Franco Valente

Testimonianze del culto per i santi Nazzario e Celso a Trivento e Roccapipirozzi

Testimonianze del culto per i santi Nazzario e Celso a Trivento e Roccapipirozzi

Franco Valente

Anche la festa odierna dei santi Nazzario e Celso ci permette di parlare di due luoghi del Molise particolarmente interessanti e dei quali in qualche modo già ho riferito.

lapide 1076

Si tratta della Cattedrale di Trivento, originariamente dedicata a questi santi, e l’omonimo scomparso monastero che si trova nei pressi di Roccapipirozzi.

Come al solito si deve partire da molto lontano per capire qualcosa.

Per il culto dei santi Nazzario e Celso a Trivento si fa riferimento ad una improbabile traslazione che sarebbe avvenuta nel 398 quando le loro teste sarebbero state trasferite addirittura da Milano a Trivento per decisione di S. Ambrogio che in quel periodo le avrebbe scoperte. Però non vi è un solo storico della Chiesa disposto a dare credibilità a questa fantastica ipotesi.

Era talmente dubbioso anche il vescovo triventino Attilio Adinolfi che, per evitare polemiche e contestazioni sull’autenticità delle reliquie, nel 1929 fece traslare da Roma alcune reliquie autenticate di S. Nazzario e S. Celso che furono unite a quelle localmente attribuite ad essi.

Qualche anno dopo, nel 1934, furono aggiunte anche le reliquie autenticate di S. Vittore.

E’ certamente singolare che di tutti coloro che si sono occupati di mettere in ordine le vicende storiche della cattedrale di Trivento, solamente mons. Ennio De Simone, in un suo scritto sulla diocesi di Trivento, abbia dato un giusto risalto ad un documento epigrafico che gli altri hanno sempre ignorato o sottovalutato.

Si tratta di una iscrizione che oggi si trova in vista sul primo pilastro di destra della basilica e che in tempi passati (e sicuramente prima delle trasformazioni ottocentesche) era posta in luogo poco visibile, in prossimità del cornicione. Purtroppo il testo richiamato dal De Simone oggi appare molto rovinato, ma la sua originaria trascrizione lo rende sufficientemente chiaro:
MILLESIMO SEPTAGESIMO SEXTO ANNO AB INCARNATIONE DNI NRI IHS XPI INDICTIO QUARTA DECIMA IDIBUS MAJI DEDICATIO SC.ORUM MARTIRUM NAZARII ET CELSII.

De Simone ritiene importante la circostanza che l’avvenimento sia accaduto il 15 maggio e collega a tale data il motivo per cui nella cattedrale di Trivento il 14 maggio di ogni anno si tenga una solenne celebrazione priva di riferimenti particolari.

Gli altri dati dell’epigrafe vengono ignorati. Anche mons. Vincenzo Ferrara nella sua opera, sembra non dare particolare importanza alla pietra.

A noi invece sembra che vi siano almeno due elementi che possano aiutarci a capire molte cose.
Prima di tutto la data dell’avvenimento: 1076.

Poi la dedicazione ai santi Nazzario e Celso.

La data del 1076 per il territorio di Trivento rappresenta un momento di particolare importanza per i rapporti che si erano concretizzati con Montecassino dove l’abate Desiderio aveva avviato una vera e propria rinascita spirituale, culturale e, soprattutto, organizzativa divenendo uno dei riferimenti importanti per la Chiesa cattolica che lo portò fino al soglio di Pietro quando divenne papa nel 1086 con il nome di Vittore III.

S.Nazzario_mon
Monte S. Nazzario di Roccapipirozzi

Ma c’è un altro elemento che collega l’abate desiderio al culto dei santi Nazzario e Celso.

Riguarda uno dei possedimenti riportati sulle porta di bronzo della Basilica di Montecassino e che fa riferimento a S. Nazzario di Roccapipirozzi addirittura in due diversi pannelli.

S.Nazz

Sul pannello XXXII: SCS NAZARI / VS DE ROCCA / DE PIPERVZO / SCS PETRVS DE / SEXTO . SCS BE / NEDICT. DE BE / NAFRO . S. MAR / CVS DE CARPE / NONE . S. CRVCIS / IN SERNIA .

S.Nazzario

Analogamente sul pannello XXXV: S. NAZZARIVS / DE ROCCA DE PI / PEROCZV . S. / PETRVS DE SEX / TV . S. BENEDIC / TVS DE BENAFRO / S. BENEDICTVS / DE MONTERODO / NI . S. CRVCIS / IN SERNIE

Si sa che queste porte furono realizzate a Costantinopoli su commissione dell’abate Desiderio per essere poste all’ingresso della grande basilica che fu solennemente consacrata nel 1071.

Certamente all’epoca dell’abate Desiderio si potenzia quel percorso che, superando l’antico passo delle Tre Torri, metteva in collegamento Montecassino con il passo di Vinchiaturo e permetteva di scendere agevolmente verso la Puglia garganica per raggiungere il santuario di S. Michele. Il monastero di S. Nazzario, fondato dal monaco Nantaro che lo donò all’Abbazia cassinense, ad un giorno di cammino da Montecassino, venne così a costituire la prima delle tappe dell’itinerario che i monaci dovevano compiere per arrivare a S. Michele.

La citazione più antica di un monastero di S. Nazzario si ritrova in Leone Ostiense quando riferisce della fondazione nel 1039 di un monastero dedicato a S. Nazzario in ipso colliculo de Pipiruzzu, super rivum de Centesimo.

Così Cosmo De Utris:  an.1040. A questo anno si appartiene la donazione del nuovo monastero di S. Nazario di Venafro fatta al Monastero Cassinese.

Leone Ostiense lib. 2 cap. 66. così scrive: Hoc tempore Nantarus quidam sacerdos e monachus de Venafro obtulit in hoc monasterio Ecclesiam S. Nazarii, quam ibidem nuper a fundamentis construxerat in ipso colliculo de Pipiruzzu, super rivum de Centesimo. In qua videlicet ecclesia cum nonnullos fratres ad Dei servitium aggregasset, et codices aliquot, nec non et ornamenta ecclesiastica cum non paucis terrarum possessionibus inibi aadquisisset, eorum omnium omnium consensueandem ecclesiam cum omnibus omnino pertinentiis eius huic cenobio contulit.

S.Nazzario_mon (1)
Quanto rimane dell’antico monastero di S. Nazzario a Roccapipirozzi

Del monastero di S. Nazzario si occupa anche Pietro Diacono che, riprendendo da Leone Ostiense, riporta: … Ecclesiam in honore Santorum Martyrum Nazarii et Celsi in ipso collicello de Peperozo.

Nello stesso documento Pietro Diacono accenna anche all’esistenza di case in quella zona : … ipsa Ecclesia S. Nazarii et Celsi, simulaque cum omnibus terris et vineis et casis, que in predicto loco Peperozo nobis ……

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1 Commento

  1. riccardo 9 febbraio 2015 at 18:59

    Un bel articolo su una zona che voglio visitare per un antico legame di nome…. io vivo nell’altro S.Nazario mensionato sul portone di Montecassino presso Pescomascolino.

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