Un mistero a Isernia: Di chi è quella testa?

Un mistero a Isernia: Di chi è quella testa?

Non sapremo mai a quali personaggi romani appartengano le quattro statue che da almeno seicento anni sono ai quattro spigoli della base del campanile di S. Pietro a Isernia. Ad una di essa manca la testa. Altre due teste sembrano provenire da altre statue romane. La quarta, invece, è di epoca sicuramente più moderna. Se ne accorse Silvia Diebner  (S. DIEBNER, Aesernia-Venafrum, Roma 1979) che notò, studiando le pietre di Isernia, che era scolpita su un calcare diverso da quello comunemente usato in altri bassorilievi. Ma l’attenzione della Diebner si rivolse particolarmente alle caratteristiche stilistiche che non sembravano riconducibili all’epoca romana. Ipotizzò che si trattasse di una testa di epoca federiciana, quindi del XIII secolo. Una...

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Due croci stazionarie a Isernia

Due croci stazionarie a Isernia

Due croci stazionarie a Isernia Nel mese di marzo vedrà la luce il volume “Croci stazionarie nei luoghi antichi del Molise“. Tra esse anche le due croci di Isernia. La Croce di S. Ippolito a Isernia A Isernia una croce stazionaria è oggi malamente conservata all’interno del piazzale di un deposito di attrezzi per la nettezza urbana. Non abbiamo elementi per dire dove esattamente fosse collocata in origine, ma molto probabilmente era davanti alla scomparsa chiesa di S. Ippolito di cui si ricorda l’esistenza solo nel nome della via che passa davanti all’Ospedale, nelle vicinanze della Taverna di Rufo. E’ costituita da una colonna circolare in travertino (quindi una pietra locale) che si appoggia su un plinto quadrato con la mediazione di un...

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La Croce stazionaria di S. Nicandro a Venafro

La Croce stazionaria di S. Nicandro a Venafro

La Croce stazionaria di S. Nicandro a Venafro Franco Valente La notizia più antica sui Santi Nicandro e Marciano deriva indirettamente dal Breviarium Syriacum del 411 dove si racconta del loro martirio avvenuto nel 303 nella Mesia ad opera di Galerio Massimiano a seguito dell’editto di Diocleziano contro i cristiani. Se una certa letteratura esiste sulle vicende dei Santi, nessuna notizia sicura sull’origine della chiesa ci è pervenuta. Sicuramente un luogo di culto ove si conservavano le reliquie dei Santi Martiri, e che potrebbe anche coincidere con la basilica attuale, esisteva già nell’VIII secolo, perché il duca Arechi II (758-778), quando costruì la grande basilica di S. Sofia a Benevento, vi fece trasferire un braccio del corpo di S. Nicandro....

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15 gennaio. S. Mauro. A Venafro vi era una sua chiesa.

15 gennaio.  S. Mauro. A Venafro vi era una sua chiesa.

La chiesa dei Santi Angeli a Venafro, una volta dedicata a S. Mauro Franco Valente La chiesa di S. Angelo sembrerebbe inserita quasi casualmente tra le facciate delle case della Via per Dentro, la strada interna di Venafro che si sovrappone all’antico decumano maggiore della città romana. Nella realtà la sua facciata si pone come conclusione visiva di un vicolo, detto della Bifora, che su detta via si innesta ortogonalmente. Anche se mantiene il titolo di Chiesa dei Santi Angeli, e che i Venafrani chiamano semplicemente S. Angelo, in origine era dedicata a S. Mauro, il santo allievo di S. Benedetto. Ne abbiamo notizia dagli “Annali di Venafro” di Cosmo De Utris (vol. VII, p.87) che ricorda che la chiesa di S. Angelo sia stata costruita nel 1613 sulla...

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La croce stazionaria del Purgatorio a Venafro

La croce stazionaria del Purgatorio a Venafro

La croce stazionaria del Purgatorio di Venafro Franco Valente Ormai la colonna di granito che sosteneva una croce metallica davanti alla facciata del Purgatorio di Venafro difficilmente si riconosce nella cosiddetta Piazza del Mercato di Venafro essendo stata traslata dall’originaria posizione in fronte alla chiesa per essere sistemata in prossimità delle scalinata di Via Veneto. Non esistono documenti che indichino con esattezza dove si trovasse originariamente e, tantomeno, è documentata la originaria realizzazione. Per una serie di considerazioni ovvie, probabilmente la colonna era sistemata nel medesimo luogo in cui oggi si trova il Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, opera pregevole di Torquato Tamagnini. La colonna granitica non reca...

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Visitate il piccolo grande museo militare Winter-line di Venafro!

Visitate il piccolo grande museo militare Winter-line di Venafro!

Uno dei musei militari italiani più belli si trova a Venafro e porta un nome inglese: WinterLine. Franco Valente Non è grandissimo, anzi si potrebbe definire minuscolo per superficie, ma è straordinariamente interessante per chi vuole avere una idea chiara di quanto sia accaduto nel territorio di Venafro, di S. Pietro Infine e della Valle del Volturno in generale, durante l’ultimo drammatico conflitto mondiale. Un museo privato che è nato qualche anno fa su iniziativa di Renato Dolcigno e Luciano Bucci, due collezionisti di reperti militari, insieme a Donato Pasquale che ha aggiunto la sua collezione personale, con la passione di mettere a disposizione di un vasto pubblico l’immensa quantità di materiale originale trovato in occasione di ripetute...

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Gli affreschi di Paulo Sperduti ed il suo autoritratto nella chiesa dell’Annunziata di Venafro

Gli affreschi di Paulo Sperduti ed il suo autoritratto nella chiesa dell’Annunziata di Venafro

Gli affreschi di Paulo Sperduti ed il suo autoritratto nella chiesa dell’Annunziata di Venafro Franco Valente Alla metà del XVIII secolo la confraternita dell’Ave Gratia Plena compì uno sforzo economico non indifferente per completare le decorazioni interne attraverso un ciclo di pitture che furono affidate all’artista Paulo Sperduti di Arpino, di cui non si conoscono altre opere oltre quelle di Venafro. Lo Sperduti era di origini venafrane o, comunque, la sua famiglia visse per lungo a Venafro. Dai Registri parrocchiali di S. Giovanni in Platea si ricava che Cristofaro Sperduti da Arpino, sposata Diana Graziano nel 1702, si sia trasferito in questa parrocchia. Suo figlio Luca nel 1724 sposava la vedova Margherita Carrola e dall’unione nasceva...

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21 ottobre – S. Orsola in un quadro venafrano

21 ottobre – S. Orsola in un quadro venafrano

21 ottobre – S. Orsola in un quadro venafrano Franco Valente Dalla chiesa abbandonata di S. Angelo di Venafro il suo parroco, circa 40 anni fa, fece opportunamente prelevare i quadri che, dopo una serie di peripezie, furono consegnati alla Soprintendenza ai Beni Culturali che li ha fatti restaurare. Tenuti in deposito per un’altra trentina di anni, alcuni di essi si trovano provvisoriamente (e fortunatamente) esposti nel Castello di Venafro. Un altro paio dovrebbero essere in Isernia in attesa (si spera) che prima o poi la piccola chiesa, un gioiello barocco, possa essere restaurata e riaperta per un uso compatibile con la sua storia. Tra i quadri anche uno dedicato alla Madonna con Bambino tra Santa Rosa e Sant’Orsola, le undicimila vergini ed...

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La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Isernia

La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Isernia

La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Isernia Franco Valente Il centro antico di Isernia si anima soprattutto in occasione dei suoi mercati e delle sue feste tradizionali ed in particolare il 29 settembre quando le vie ed i vicoli vengono invasi da pellegrini, suonatori di zampogne, bande musicali che seguono i portatori delle reliquie di S. Cosma e S. Damiano che si venerano sulla collina che sta dall’altra parte della valle del Carpino. Oggi andare al santuario di San Cosma non costa più fatica. E poi, una volta arrivati, parcheggi su parcheggi possono accogliere centinaia di vetture nella speranza di ridurre la confusione che inevitabilmente ogni anno, il giorno della festa, ravviva tutta la sua collina. A San Cosma si viene ancora come si veniva una...

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San Giuseppe da Copertino nella chiesa di S. Francesco a Venafro

San Giuseppe da Copertino nella chiesa di S. Francesco a Venafro

San Giuseppe da Copertino nella chiesa di S. Francesco a Venafro Franco Valente Oggi, 18 settembre, la Chiesa festeggia S. Giuseppe da Copertino, un santo che era venerato anche a Venafro e del quale si conserva una immagine in un quadro che da poco è stato ricollocato nella chiesa di S. Francesco di Venafro La tela è collocata nell’altare della famiglia del Prete di Venafro, tuttavia non necessariamente si riferisce ad un episodio domestico. La rappresentazione è piuttosto singolare e probabilmente ricorda un fatto straordinario accaduto all’interno di una chiesa. Si tratta della levitazione di un santo francescano davanti all’altare dell’Assunta, alla presenza di alcuni personaggi in abiti settecenteschi che appartengono ad una famiglia...

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Oggi la chiesa ricorda papa Simmaco

Oggi la chiesa ricorda papa Simmaco

Oggi la chiesa ricorda papa Simmaco. Una sua immagine nella cattedrale  di Venafro http://www.francovalente.it/?p=3350 Franco Valente Nella seconda metà del XVI secolo la cattedrale di Venafro fu interessata da un vasto programma di rinnovamento pittorico che determinò la scomparsa di una buona parte degli affreschi trecenteschi che preesistevano. Tra le immagini nuove, tutte di autori sconosciuti, fu realizzata pure quella di papa Simmaco raffigurato nella lunetta interna della cosiddetta Porta Santa. E’ ritratto in atteggiamento benedicente vestito degli abiti papali con il triregno ed un libro stretto al petto con la mano sinistra che regge una ferula, il bastone papale a tre croci. La circostanza che sulla testa di Simmaco sia posto come copricapo il...

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Mario Borgoni a Venafro nel 1898. Pitture di fine secolo in Palazzo Armieri

Mario Borgoni a Venafro nel 1898. Pitture di fine secolo in Palazzo Armieri

Mario Borgoni a Venafro nel 1898. Pitture di fine secolo in Palazzo Armieri da ALMANACCO DEL MOLISE 2009 Franco Valente Un secolo si chiude ed un altro avanza. E’ nell’ordine naturale delle cose. A Venafro il passaggio è documentato dalla presenza di Mario Borgoni, uno dei massimi esponenti della scena artistica napoletana di primo Novecento, che ebbe modo di chiudere il secolo in Palazzo Armieri con un ciclo di pitture che, sebbene ancora sostanzialmente ignorato nei trattati di storia dell’arte, costituisce certamente una delle opere pittoriche più qualificanti del territorio campano-molisano del Volturno. Scoprii queste pitture nel 1972 e ad esse feci cenno qualche anno dopo nel mio volume su Venafro  nel trattare dei suoi palazzi senza aver ancora...

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I LANNOY PRINCIPI DI SULMONA E CONTI DI VENAFRO

I LANNOY PRINCIPI DI SULMONA E CONTI DI VENAFRO

  I LANNOY PRINCIPI DI SULMONA E CONTI DI VENAFRO Una sorta di “damnatio memoriae” nello stemma dell’atrio del castello di Venafro. . Franco Valente Appena superato il portone blindato del nucleo interno del castello di Venafro non si può fare a meno di osservare il grande stemma dei Lannoy che si estende per la quasi intera superficie della volta ribassata che anticipa la piccola corte interna. A prima vista sembra una qualsiasi rappresentazione araldica, ma dietro la sua presenza si nasconde la storia sotto certi versi drammatica della decapitazione di Enrico Pandone e la successiva confisca dei beni. Lo stemma dei Lannoy è di argento caricato di tre leoni rampanti di oro, linguati di rosso e coronati all’antica, posti due, uno, ma nel nostro...

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Un magnifico giardino rinascimentale all’italiana a Venafro

Un magnifico giardino rinascimentale all’italiana a Venafro

Un magnifico giardino rinascimentale all’italiana a Venafro Franco Valente Nel 1498 Carlo Pandone morendo lasciava erede della Contea il figlio Enrico, ancora minore, al quale va attribuita la capacità, tra luci ed ombre, di aver determinato nel territorio venafrano una ventata di rinnovamento che si inquadra nel più vasto clima culturale del Rinascimento italiano del primo ventennio del secolo. Nel 1503, alla monarchia aragonese si era sostituita la dominazione spagnola. In questi primi decenni hanno successo dentro e fuori Venafro illustri personaggi che si affermano nei più diversi campi della cultura militare, giuridica e letteraria. Amico Santabarbara, che fu colonnello di Malatesta Baglioni dopo aver militato con Giovanni dalle Bande...

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Isernia romana

Isernia romana

Isernia romana Franco Valente Lo scritto che segue è integralmente tratto dal mio volume Franco Valente, Isernia – Origine e crescita di una città, Campobasso 1982. Una data importante per Isernia è il 263 a.C.. In quell’anno, secondo quanto riferito da Livio, fu dedotta nel territorio una colonia di Latini confederati con Roma. Un attento esame dell’attuale centro storico ci permette di ricostruire quale sia stato il processo della pianificazione urbanistica di questo primo intervento che ha costituito per 22 secoli la matrice di tutti i successivi mutamenti della città. Isernia è situata su un promontorio naturale di travertino, con la parte superiore a quota 442,00 e quella inferiore a quota 397,00 e perciò con un dislivello da un capo...

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S. Maria delle Monache, monastero longobardo in Isernia

S. Maria delle Monache, monastero longobardo in Isernia

S. Maria delle Monache, monastero longobardo in Isernia Franco Valente Lo scritto che segue è integralmente tratto dal mio volume Franco Valente, Isernia – Origine e crescita di una città, Campobasso 1982. Pertanto le date riportate fanno riferimento all’anno dell’edizione. E’ aggiunta solo la frase finale che si riferisce alle ignobili ferraglie realizzate ultimamente. Dopo che i recenti “restauri” condotti dalla Soprintendenza ai Monumenti hanno praticamente e definitivamente distrutto tutto ciò che poteva essere utile a meglio comprendere la storia di questo insigne monumento, diventa molto difficoltoso ricucire i brandelli di notizie che ci sono pervenuti. Difficoltà ancora più accresciute dal fatto che documenti mai...

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La chiesa dei Santi Nicola e Martino detta di S. Antuono a Venafro

La chiesa dei Santi Nicola e Martino detta di S. Antuono a Venafro

La chiesa dei Santi Nicola e Martino detta di S. Antuono Franco Valente Nel volume sulle origini e lo sviluppo della città di Venafro, che era la sintesi della mia tesi di laurea, nel 1979, tra le altre chiese riportai anche quella di S. Nicola e Martino, popolarmente detta di S. Antuono. Più precisamente S. Antuono dei porci, come veniva definito S. Antonio abate, per distinguerlo dall’altro detto di Padova: La chiesa di San Nicola e Martino è situata all’interno della cinta muraria del nucleo medioevale venafrano e rappresenta una delle testimonianze più antiche dell’attività religiosa della città. Il monumento, più volte trasformato nel tempo, fu costruito utilizzando in gran parte materiale proveniente da edifici romani. Da alcuni particolari...

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Brevi considerazioni sui caratteri stilistici della Casa della Congrega, uno degli edifici più interessanti di Venafro.

Brevi considerazioni sui caratteri stilistici della Casa della Congrega, uno degli edifici più interessanti di Venafro.

Brevi considerazioni sui caratteri stilistici della Casa della Congrega, uno degli edifici più interessanti di Venafro. Franco Valente (estratto da: F. Valente, Le chiese laicali di Venafro, in preparazione) In assenza di qualsiasi elemento epigrafico e di qualsiasi riferimento documentale, appare arduo provare a dare una datazione precisa degli elementi che costituiscono l’apparato stilistico delle finestre della Casa della Congrega dell’Annunziata in Venafro, popolarmente chiamata da chi ha qualche anno “La casa dell’Aquilone”, che era il soprannome dell’ultimo suo abitatore. Per questo si può tentare solo un esame filologico prendendo come spunto iniziale una considerazione che Iacopo Barozzi, detto il Vignola, fa nel 1562 nel II capitolo del suo...

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Agnone anni Trenta

Agnone anni Trenta

Agnone anni...

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Un altare di Cosimo Fanzago nella chiesa di Cristo a Venafro?

Un altare di Cosimo Fanzago nella chiesa di Cristo a Venafro?

Un altare di Cosimo Fanzago nella chiesa di Cristo a Venafro? Franco Valente Cosimo Fanzago (1591-1678) è unanimemente ritenuto il più grande architetto che abbia calcato la scena della Napoli seicentesca. Fu personaggio dalla vita controversa per avere sempre mostrato una grande devozione alla gerarchia cattolica pur essendosi macchiato non solo del delitto di omicidio quando uccise Nicola Botti, suo concorrente nella gestione dei lavori alla Certosa di S. Martino a Napoli intorno al 1630, ma anche di una serie continua di delitti sulla proprietà. Operò anche fuori della capitale partenopea e, per quello che ci interessa, fu diretto collaboratore dei monaci di Montecassino dove rimase diverso tempo (1626-1628) per la sistemazione del presbiterio e...

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