Considerazioni di Francesco Di Rienzo sulla fondazione di Capracotta

Considerazioni di Francesco Di Rienzo sulla fondazione di Capracotta

Come è noto a molti, nello stemma civico di Capracotta si vede una capra che salta il fuoco. Proprio partendo dalla leggenda di una capra bruciata Francesco Di Rienzo fa risalire ai Longobardi la fondazione di Capracotta. LA FONDAZIONE LONGOBARDA DI CAPRACOTTA Francesco Di Rienzo Il sacrificio di una capra, un banchetto rituale, l’adorazione della testa dell’animale, una danza vorticosa e l’intonazione di un canto sacro. È il rito di fondazione di Capracotta, compiuto da un gruppo di conquistatori longobardi sulle alture della Terra Vecchia in un anno imprecisato dei primi secoli dell’Alto Medioevo. Il rinnovato interesse degli studiosi verso gli “uomini dalle lunghe barbe” ha ampliato il quadro delle conoscenze sui loro usi e costumi e ci...

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Fornelli e il suo borgo in un volume di Anna Iannarelli

Fornelli e il suo borgo in un volume di Anna Iannarelli

Fornelli, nel Molise, è tra i nuclei urbani più compatti. La sua struttura urbana è facilmente riconoscibile e facile è il riconoscimento della sua cinta muraria. Sebbene nel tempo abbia subito pesanti manomissioni per una diffusa mania di mettere infissi di alluminio o pavimentazioni a coda di pavone, ultimamente comincia a recuperare il gusto del bello e del pittoresco. Per questo motivo aspira a entrare nel grande sodalizio dei Borghi Belli d’Italia. Un contributo notevole a definire le qualità di questo vivace paese dell’Alta Valle del  Volturno viene da un volume piccolo di dimensioni ma grande di contenuto che da un paio di anni è stato pubblicato da una giovane architetto, Anna Iannarelli, con la presentazione del prof. Marcello...

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Monacilioni: divagazioni in libertà sulla sua origine

Monacilioni: divagazioni in libertà sulla sua origine

Monacilioni: divagazioni in libertà sulla sua origine Franco Valente Sulla scorta di pochi e lacunosi documenti continuo le mie divagazioni in libertà sull’origine di Monacilioni senza alcuna pretesa che si tratti di affermazioni definitive. Per capire di cosa stia parlando si deve tornare alla prima parte: http://www.francovalente.it/?p=7234 (…) Torniamo indietro di qualche anno per vedere, sinteticamente, cosa accadeva nel monastero di Montecassino in conseguenza di quegli avvenimenti politici e militari che avrebbero sconvolto tutta l’Italia meridionale. Nel 1250 era morto Federico II lasciando l’impero al figlio naturale, Manfredi,  che ne divenne titolare dopo la morte del fratello Corrado. Manfredi si era opposto al tentativo militare...

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La Torre di Magliano a dominio della piccola valle del Tona

La Torre di Magliano a dominio della piccola valle del Tona

La Torre di Magliano a dominio della piccola valle del Tona (prima parte) Franco Valente Ancora si vedono alcuni insigni vestigi posti sopra un colle di buon’aria, e una Torre , che si ritrova in buon essere, e questa si appella il Castello, e Torre di Magliano, che confina con il territorio di Montelongo, distante dal fiume Tona circa duecento passi, e da S. Croce un miglio e mezzo. Così mons. Giovanni Andrea Tria descriveva la Torre di Magliano nel suo volume sulla storia di Larino e della diocesi dato alle stampe a Roma nel 1744. Il Tria è l’unico storico che nel passato abbia cercato di sapere qualcosa di più di una fortificazione che, in oltre mille anni di storia sepolta, ha dato il nome non solo ad una illustre casata della Frentania, ma anche ad...

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La drammatica testimonianza di Ludovico Valla nel XVII secolo. Una imponente massa di terrà calò dalla montagna di Venafro l’11 ottobre 1643.

La drammatica testimonianza di Ludovico Valla nel XVII secolo.  Una imponente massa di terrà calò dalla montagna di Venafro l’11 ottobre 1643.

La drammatica testimonianza di Ludovico Valla nel XVII secolo. Una imponente massa di terrà calò dalla montagna di Venafro l’11 ottobre 1643. Franco Valente Nell’aprile del 1629 nasceva a Venafro Ludovico Valla. Sua madre Antonia Martucci aveva sposato  Antonio Valla che da Prata si era trasferito a Venafro in occasione delle sue nozze. Dopo aver terminato i suoi studi in “arte medica”, nel 1656 era uno dei cinque medici che tentarono, su incarico dell’Università, di trovare rimedi alla grande peste che afflisse Venafro provocando migliaia di morti. Dal suo matrimonio con una Mancini ebbe tre figli che morirono prima di lui. Rimasto vedovo, si fece sacerdote fino a diventare Primicerio della Cattedrale. Morì il 31 dicembre...

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Fossalto, l’antica Fossaceca normanna.

Fossalto, l’antica Fossaceca normanna.

Fossalto, l’antica Fossaceca normanna. Franco Valente Il documento più antico nel quale si ritrovi il nome di Fossaceca, come si chiamava anticamente Fossalto, è una bolla di Anacleto II che porta la data 1130. Siamo nel periodo in cui Montecassino riacquisiva vari monasteri che sicuramente preesistevano a quella data mentre all’interno della Chiesa si consumava una lotta spietata tra vari aspiranti al soglio papale. Due personaggi in particolare caratterizzarono questo momento perché furono eletti ambedue papa nel medesimo giorno, ma da due fazioni che si contendevano il primato nell’amministrazione della chiesa: Anacleto II e Innocenzo II. Anacleto II, considerato antipapa di Innocenzo II, appena eletto si affrettò a ricambiare il sostegno ai...

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Il castello di Pentime sul Volturno (Sesto Campano)

Il castello di Pentime sul Volturno (Sesto Campano)

Il castello di Pentime sul Volturno (Sesto Campano) Franco Valente Secondo alcune testimonianze della fine del XIX secolo l’incontro di Vittorio Emanuele II con Garibaldi sarebbe avvenuto in una zona che si trova tra Sesto Campano e Presenzano. La questione potrebbe essere approfondita, ma a noi quest’area interessa per un altro motivo. Nel Molise attuale, tra Sesto Campano e Presenzano, poco distante dal confine con la Campania, vi é un territorio in pianura che dalla gente del posto viene chiamato “le Pientime”. Quel territorio si trova subito a valle della confluenza del rio S. Bartolomeo con il fiume Volturno e nella cartina dello Zannoni viene segnalato come Lago di Pienteme . Particolare della carta di G. Trutta (1776) Pientime era anche...

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Isernia dai Longobardi agli Angioini

Isernia dai Longobardi agli Angioini

Isernia dai Longobardi agli Angioini da Franco Valente, Origine e crescita di una città (1982): Estratto e riveduto per Castelli, rocche e cinte fortificate del Molise. (Volume in preparazione) (Con preghiera di citare la fonte in caso di utilizzazione del testo per motivi di studio. Questo articolo è protetto da diritti Creative Commons) G.B. Pacichelli – Isernia a volo d’uccello – Fine sec. XVII Con la caduta dell’Impero Romano e con le invasioni barbariche l’assetto istituzionale dello Stato subì delle trasformazioni sostanziali che modificarono non solo la struttura politico amministrativa, ma anche la realtà etnico-sociale ed urbanistica. Anche il paesaggio si modificò per la decadenza di quelle poderose strutture di cui i...

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Sesto Campano, il nucleo antico

Sesto Campano, il nucleo antico

Franco Valente, Castelli, rocche e cinte fortificate del Molise. (Volume in preparazione) (Con preghiera di citare la fonte in caso di utilizzazione del testo per motivi di studio. Questo articolo è protetto da diritti Creative Commons) Per antica tradizione storica il nucleo alto di Sesto sarebbe collegato alla presenza di un conte longobardo di cui non si ha traccia nei documenti. Nel X secolo pare che Sesto sia stata capoluogo di una delle 34 Contee del ducato di Benevento. La notizia certa è che all’inizio della dominazione normanna Sesto già aveva un castello. Si ricava dalla donazione del conte Paldone di Venafro all’abate Desiderio nel 1064 di una parte dei suoi possedimenti. Sull’ampiezza della donazione vengono avanzati dubbi, come rileva G....

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Montaquila . Il centro antico

Montaquila . Il centro antico

Franco Valente, Castelli, rocche e cinte fortificate del Molise. (Volume in preparazione) (Con preghiera di citare la fonte in caso di utilizzazione del testo per motivi di studio. Questo articolo è protetto da diritti Creative Commons) Montaquila ebbe uno sviluppo consistente solo in epoca angioina per la necessità di dare sicurezza a quella parte del territorio che comincia ad insinuarsi nella fascia più stretta dell’alta valle del Volturno. Allora Montaquila era feudo di Andrea d’Isernia e poche sono le notizie sulle sue vicende feudali. Dai d’Isernia passò ai Montaquila e, di certo nel 1505, fu feudo dei Carlino. Poco prima del 1600 passò ai Caracciolo, poi ai Pagano e dal 1701 di nuovo ai Caracciolo di Miranda. Chiesa di S. Maria Assunta ...

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Roccaravindola

Roccaravindola

da Franco Valente, Castelli, rocche e cinte fortificate del Molise. (Volume in preparazione) (Con preghiera di citare la fonte in caso di utilizzazione del testo per motivi di studio. Questo articolo è protetto da diritti Creative Commons) Lo stato di degrado del nucleo antico di Roccaravindola rende particolarmente difficile una ricognizione puntuale della sua struttura urbana e non consente una ricostruzione precisa della sua evoluzione muraria. Tuttavia con l’aiuto della mappa catastale aggiornata agli anni ’70 è possibile tracciare la linea di una murazione difensiva che possiamo definire angioina per la sopravvivenza di torri circolari a scarpa che costituiscono un eccellente punto di riferimento tipologico. Uguale ragionamento vale per l’area del...

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S. Polo matese e la sua capitaneria

S. Polo matese e la sua capitaneria

da Franco Valente, Castelli, rocche e cinte fortificate del Molise. (Volume in preparazione) (Con preghiera di citare la fonte in caso di utilizzazione del testo per motivi di studio. Questo articolo è protetto da diritti Creative Commons) S. Polo Matese deve la sua origine alla posizione di controllo di una delle vie che, inerpicandosi tra i contrafforti del Matese, permette di raggiungere il cuore del massiccio. Posizionato su un colle dalle caratteristiche non particolarmente aspre anche se sufficientemente scoscese per attrezzare un sistema murario, ha perso la buona parte dell’impianto difensivo antico e quello che rimane è appena sufficiente per farci capire il disegno complessivo del piccolo nucleo fortificato. S. Polo ha sofferto non solo delle...

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S. MARTINO IN PENSILIS ED IL SUO CASTELLO

S. MARTINO IN PENSILIS ED IL SUO CASTELLO

da Franco Valente, Castelli, rocche e cinte fortificate del Molise. (Volume in preparazione) (Con preghiera di citare la fonte in caso di utilizzazione del testo per motivi di studio. Questo articolo è protetto da diritti Creative Commons) Il Castello di S. Martino in Pensilis a seguito di una serie di divisioni ereditarie e di trasformazioni architettoniche ha perso ormai i caratteri unitari di un edificio destinato a rispondere ad esigenze difensive, tuttavia il suo impianto ed il suo sviluppo volumetrico sono sufficienti a farlo individuare in maniera chiara nell’ambito di una struttura urbana che da tale castello risulta fortemente condizionata. Nel XVI secolo, come vedremo da una descrizione di cui si è persa la fonte, ma fortunatamente riportata dal...

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BUSSO

da Franco Valente, Castelli, rocche e cinte fortificate del Molise. (Volume in preparazione)     (Con preghiera di citare la fonte in caso di utilizzazione del testo per motivi di studio. Questo articolo è protetto da diritti Creative Commons) Che Busso avesse un castello si può desumere solo dalla circostanza che il nucleo urbano sicuramente esisteva in epoca normanna, anche se nel Catalogo dei Baroni del XII secolo il suo feudo non viene riportato. Cercheremo di spiegare il mistero più avanti, dopo aver documentato gli elementi che ci inducono ad affermare la sua esistenza almeno intorno alla metà di quel secolo. Sappiamo che il Catalogo dei Baroni è il registro fatto redigere dal re normanno tra il 1150 ed il 1168 per una grande leva generale...

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