Cartoline da S. Maria della Strada in agro di Matrice

Cartoline da S. Maria della Strada in agro di Matrice

Cartoline da S. Maria della Strada in agro di Matrice. Una basilica longobarda nel cuore del Molise.                         La chiesa di S. Maria della Strada in agro di Matrice è tra le basiliche più intriganti del Molise. Non solo per la sua architettura, per le sue leggende, per la sua storia, per le sue espressioni artistiche, ma anche per i suoi misteri. Nel XVIII secolo nel Molise circolava una leggenda secondo la quale S. Maria della Strada sarebbe stata costruita in una sola notte insieme ad altre decine di chiese da un mitico Re Bove per espiare una violenza fatta ad una sua congiunta. Ad aiutarlo sarebbe stato il Diavolo che però non sarebbe riuscito a completare l’opera entro...

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Si chiamava Alferid ed era longobardo il costruttore della prima chiesa di S. Giorgio a Petrella Tifernina

Si chiamava Alferid ed era longobardo il costruttore della prima chiesa di S. Giorgio a Petrella Tifernina

Oggi è S. Giorgio anche a Petrella Tifernina.   Si chiamava Alferid ed era longobardo il costruttore della prima chiesa di S. Giorgio a Petrella Tifernina All’interno del nucleo urbano di Petrella, che evidentemente era munito di una rocca che ritengo coincida con quell’edificio che poi diventerà progressivamente il castello e poi il palazzo ducale, esisteva una chiesa dedicata a S. Giorgio martire. Le vicende architettoniche di S. Giorgio martire di Petrella sono ancora avvolte nel mistero e si sarebbe dovuto approfittare dei vari restauri ministeriali per trovare il bandolo della matassa. Ultimamente una ricca monografia sull’insigne monumento (F. GANDOLFO, M. GIANANDREA, W. ANGELELLI, F. POMARICI. Medioevo in Molise. Il cantiere della chiesa di S....

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Cartoline da S. Giorgio a Petrella Tifernina

Cartoline da S. Giorgio a Petrella Tifernina

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Un nuovo saggio: Medioevo in Molise. Il cantiere della chiesa di S. Giorgio martire a Petrella Tifernina

Un nuovo saggio: Medioevo in Molise. Il cantiere della chiesa di S. Giorgio martire a Petrella Tifernina

Medioevo in Molise. Il cantiere della chiesa di S. Giorgio martire a Petrella Tifernina Il 29 marzo 2012 si è presentato a Roma, nella sede della casa editrice Cangemi, il volume piccolo di formato ma ricco di contenuti, che va sotto il titolo “Medioevo in Molise. Il cantiere della chiesa di S. Giorgio martire a Petrella Tifernina”. Confesso subito che il titolo non mi piace perché è sicuramente riduttivo (e in qualche modo deviante) rispetto ai suoi importantissimi contenuti. Ma non è questo il problema. Il lavoro degli autori (Francesco Gandolfo, Manuela Gianandrea, Walter Angelelli, Francesca Pomarici) costituisce adesso un pilastro fondamentale sul quale edificare le future considerazioni sulla storia di questo insigne monumento che, come viene...

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Due capitelli simili nella basilica di S. Maria di Canneto nel Molise e nell’abbazia di Cruas in Francia

Due capitelli simili nella basilica di S. Maria di Canneto nel Molise e nell’abbazia di Cruas in Francia

  Qualche giorno fa Rachel Boulton (inglese di Londra abita durante le vacanze nella sua casa che, insieme al marito Richard, ha acquistato e restaurato a Civitanova del Sannio) mi ha inviato due immagini ponendomi un quesito su due capitelli che si trovano uno a S. Maria di Canneto (Roccavivara) e l’altro nella cripta dell’antica abbazia di Cruas, piccolo centro francese nel dipartimento dell’Ardèche della regione del Rodano-Alpi. Capitello erratico di S. Maria di Canneto (Roccavivara) Capitello della cripta dell’abbazia di Cruas (Francia) Due capitelli che sembrano essere dello stesso periodo (XI-XII secolo) e che hanno su un lato uno strano personaggio rappresentato con le mani alzate. Per quante ricerche io abbia fatto non sono riuscito...

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Cobella di Castelpetroso nella cattedrale di Venafro

Cobella di Castelpetroso nella cattedrale di Venafro

Nel 1458 moriva Cobella di Alferio di Castelpetroso. Il marito Cristoforo Mancini commissionava l’affresco che è tra quelli quattrocenteschi più belli del Molise per la freschezza di esecuzione e l’immediatezza compositiva. La Madonna con Bambino e Cobella di Castelpetroso Il Capecelatro (F. CAPECELATRO, Storia di Napoli, vol. III, Torino 1870, p. 219) nota che Carlo I d’Angiò abbia concesso il feudo di Castelpetroso a Giovanni d’Alneto, Vice Giustiziere del Regno e il Camera (M. CAMERA, Annali delle Due Sicilie dall’origine e fondazione della monarchia fino a tutto il regno dell’augusto sovrano Carlo III di Borbone – Anno 1268. Napoli 1841) riporta che successivamente Carlo II d’Angiò lo abbia assegnato a Giovanni Scotto. Subito...

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Chiesa di S. Giorgio a Petrella Tifernina: Adamo che esce dalle tenebre

Chiesa di S. Giorgio a Petrella Tifernina: Adamo che esce dalle tenebre

Non è facile capire cosa si nasconda dietro il complesso apparato simbolico della basilica di S. Giorgio a Petrella Tifernina. Una delle immagini più misteriose si trova nella navata di sinistra sotto la colonna che regge l’arco di separazione del presbiterio. Nessuna epigrafe e nessun segno ci aiuta a capire cosa voglia significare, però forse il particolare di una croce astile che si trova a Castel del Giudice potrebbe essere la chiave di lettura della inquietante figura di un uomo che cerca di uscire dalla terra sollevando la base della colonna sotto la quale si trova. Come tutte le chiese medioevali, anche S. Giorgio di Petrella sintetizza nella sua architettura una concezione apocalittica che si regge sulla convinzione che l’universo teologico sia...

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Quel re sul pulpito di Ferrazzano è Federico II?

Quel re sul pulpito di Ferrazzano è Federico II?

Il 27 aprile scorso fa ho pubblicato su questo blog alcune considerazioni sul “basilisco” del pulpito di Ferrazzano: http://www.francovalente.it/2011/04/27/il-basilisco-di-ferrazzano/ . L’argomento mi è sembrato appassionante perché man mano che ci si inoltra nella enigmatica simbologia delle figure che lo compongono, si apre uno scenario che ancora una volta dimostra (ove ce ne fosse bisogno) che in ogni secolo il Molise è stato fortemente condizionato dagli avvenimenti che caratterizzavano la storia dell’Europa. Purtroppo alla carenza di documenti epigrafici spesso è associato anche un sostanziale disinteresse locale ad approfondire alcuni temi iconografici che, credo, possono aiutarci a ricostruire un mondo di cui comunque, diacronicamente, facciamo...

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Gli acrobati nel capitello di Petrella Tifernina

Gli acrobati nel capitello di Petrella Tifernina

Se vi capita di andare a Petrella Tifernina non potete fare a meno di visitare la chiesa di S. Giorgio, soprattutto per osservare le sue anomale trasgressioni architettoniche. Qualcosa ho cominciato a dire qualche tempo fa, ma S. Giorgio meriterebbe un’analisi più approfondita, tante sono le questioni che sono in attesa di soluzione: http://www.francovalente.it/2009/04/23/i-misteri-di-s-giorgio-martire-a-petrella-tifernina/ . Tra le cose particolarmente meritevoli di osservazione vi sono i capitelli del suo colonnato interno ed in particolare il penultimo della navata di destra che mostra due strani personaggi aggrappati ad una corda. Si tratta dei cosiddetti acrobati che, come gli altri di questa chiesa, fanno parte di quella serie di rappresentazioni...

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Guardialfiera: Le lapidi antiche dicono sempre la verità?

Guardialfiera: Le lapidi antiche dicono sempre la verità?

Qualche tempo fa scrissi alcune considerazioni sulla origine della cattedrale di Guardialfiera, che è una delle chiese più difficili da capire per una serie di trasformazioni che nel tempo hanno stravolto la sua architettura. Sulla cattedrale di Guardialfiera hanno scritto in molti, ma tutto ciò che è pubblicato deve essere, credo, riconsiderato con maggiore attenzione. Particolare dal Pacichelli (fine XVII sec.): il Duomo. Vincenzo Di Sabato, uno dei più attenti animatori di cultura della nostra regione, raccoglie con una pazienza quasi maniacale ogni frammento di  carta che per qualsiasi motivo reca scritta la parola “Guardialfiera”. Tra esse una poderosa tesi di laurea redatta da Rachele Nugnes per la facoltà di Architettura di Roma nell’anno...

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L’altare di S. Amico a S. Pietro Avellana

L’altare di S. Amico a S. Pietro Avellana

L’altare di S. Amico a S. Pietro Avellana Franco Valente Tra gli altari secenteschi più interessanti della regione vi è quello di S. Amico a S. Pietro Avellana. Per una serie di concomitanze. La più importante è legata al fatto di conservare il corpo di S. Amico, vissuto nel monastero benedettino di S. Pietro Avellana, la cui vita si arricchì nel tempo di episodi anche leggendari. La seconda è la sua particolare forma architettonica. La terza è la data di esecuzione che, come attesta la lapide laterale fatta mettere dall’abate committente, è del 1623. Non tutti sanno che S. Amico, santo confessore e taumaturgo, è considerato il protettore dalle ernie. Un patronato che gli fu attribuito sulla scorta dei miracoli che sono sintetizzati in una serie di...

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S. Maria della Vittoria nell’agro di Gambatesa

S. Maria della Vittoria nell’agro di Gambatesa

S. Maria della Vittoria nell’agro di Gambatesa Franco Valente Se si legge il volumetto di mons. Donato Venditti sul santuario della Madonna della Vittoria (D. VENDITTI, Maria Santissima della Vittoria, Modena 1955) e poi ci si reca presso quella chiesa, si ha l’impressione che la descrizione riguardi un altro luogo. Si parla infatti di uno spettacolo più unico che raro perché a pochi passi dalla porta ha una bella fontana dall’acqua corrente, limpida e fresca, sgorgante dalla terra sotto il trono della Madonna. Ma già allora il Venditti notava che l’ambiente e la consistenza del complesso andava in deperimento: Il tempo colla sua fredda ala e l’uomo colla sua ingordigia lavorarono a distruggere. Fino a qualche anno fa il monumento era in condizioni...

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La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Isernia

La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Isernia

La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Isernia Franco Valente Il centro antico di Isernia si anima soprattutto in occasione dei suoi mercati e delle sue feste tradizionali ed in particolare il 29 settembre quando le vie ed i vicoli vengono invasi da pellegrini, suonatori di zampogne, bande musicali che seguono i portatori delle reliquie di S. Cosma e S. Damiano che si venerano sulla collina che sta dall’altra parte della valle del Carpino. Oggi andare al santuario di San Cosma non costa più fatica. E poi, una volta arrivati, parcheggi su parcheggi possono accogliere centinaia di vetture nella speranza di ridurre la confusione che inevitabilmente ogni anno, il giorno della festa, ravviva tutta la sua collina. A San Cosma si viene ancora come si veniva una...

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S. Maria delle Monache, monastero longobardo in Isernia

S. Maria delle Monache, monastero longobardo in Isernia

S. Maria delle Monache, monastero longobardo in Isernia Franco Valente Lo scritto che segue è integralmente tratto dal mio volume Franco Valente, Isernia – Origine e crescita di una città, Campobasso 1982. Pertanto le date riportate fanno riferimento all’anno dell’edizione. E’ aggiunta solo la frase finale che si riferisce alle ignobili ferraglie realizzate ultimamente. Dopo che i recenti “restauri” condotti dalla Soprintendenza ai Monumenti hanno praticamente e definitivamente distrutto tutto ciò che poteva essere utile a meglio comprendere la storia di questo insigne monumento, diventa molto difficoltoso ricucire i brandelli di notizie che ci sono pervenuti. Difficoltà ancora più accresciute dal fatto che documenti mai...

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La chiesa dei Santi Nicola e Martino detta di S. Antuono a Venafro

La chiesa dei Santi Nicola e Martino detta di S. Antuono a Venafro

La chiesa dei Santi Nicola e Martino detta di S. Antuono Franco Valente Nel volume sulle origini e lo sviluppo della città di Venafro, che era la sintesi della mia tesi di laurea, nel 1979, tra le altre chiese riportai anche quella di S. Nicola e Martino, popolarmente detta di S. Antuono. Più precisamente S. Antuono dei porci, come veniva definito S. Antonio abate, per distinguerlo dall’altro detto di Padova: La chiesa di San Nicola e Martino è situata all’interno della cinta muraria del nucleo medioevale venafrano e rappresenta una delle testimonianze più antiche dell’attività religiosa della città. Il monumento, più volte trasformato nel tempo, fu costruito utilizzando in gran parte materiale proveniente da edifici romani. Da alcuni particolari...

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Celestino V a Venafro: un’immagine inedita

Celestino V a Venafro: un’immagine inedita

Celestino V a Venafro: un’immagine inedita Franco Valente Riordinando fotografie scattate quando ancora esistevano le macchine fotografiche a rullini ho ritrovato una straordinaria immagine di papa Celestino V fatta intorno al XVII secolo per la chiesa di S. Spirito di Maiella a Venafro. L’autore è sconosciuto. Del quadro, che ha bisogno di un restauro radicale, avrò modo di parlare in futuro. Per il convento di Maiella a Venafro vedi:...

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Agnelli cruciferi nel Molise: “Ecco l’Agnello di Dio…..”. Oggi festa del battesimo di Cristo.

Agnelli cruciferi nel Molise: “Ecco l’Agnello di Dio…..”. Oggi festa del battesimo di Cristo.

Agnelli cruciferi nel Molise: “Ecco l’Agnello di Dio…..”. Oggi festa del battesimo di Cristo. Franco Valente Cattedrale di Larino. I due agnelli cruciferi   (F.Valente) Non è infrequente vedere sugli archivolti di portali di chiese molisane o semplicemente in qualche punto della loro facciata l’immagine di un agnello che regge una croce. Si tratta di una rappresentazione piuttosto consueta nel medioevo dal particolare valore simbolico. Chiesa di S. Giorgio a Scapoli. Agnello di Nicola di Frattura (XIV sec) (F.Valente) Nella nostra regione si è diffuso da un’epoca imprecisabile prima del X secolo fino, sicuramente, al XV secolo. L’Agnello vessillifero sulla croce stazionaria di Civitanova del Sannio (1441) (F.Valente) Salvo pochissimi...

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L’altare di S. Gaetano a Roccamandolfi

L’altare di S. Gaetano a Roccamandolfi

L’altare di S. Gaetano a Roccamandolfi (prima parte) Franco Valente La chiesa madre di Roccamandolfi è dedicata a S. Giacomo il Maggiore, vi si venera particolarmente S.Liberato il cui corpo fu traslato dai Pignatelli nel XVIII secolo da una tomba romana, ma un culto particolare era riservato a S. Gaetano di Thiene a cui la congrega del Monte dei Morti dedicò un altare che ebbe nel tempo il sostegno dei Pignatelli. Dell’incarico per la realizzazione dell’apparato marmoreo, del quale torneremo a parlare diffusamente, la chiesa di Roccamandolfi conserva mirabilmente una puntuale documentazione dalla quale si ricava non solo che l’autore fu Gianbattista Massotti, uno dei più prestigiosi artisti marmorari napoletani del primo Settecento, ma anche i...

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La cripta di Epifanio a S. Vincenzo al Volturno

La cripta di Epifanio a S. Vincenzo al Volturno

Sono tante le richieste di un aggiornamento di quanto ho pubblicato nel 1995 sulla cripta di Epifanio nel volume “S. Vincenzo al Volturno – Architettura ed arte”. Non è stato un lavoro facile perché a volte, quando si parla troppo della stessa cosa, passa la voglia di scrivere. Ma la cripta di Epifanio, uno dei monumenti più straordinari dell’Alto Medioevo europeo, merita questo ed altro. Sono molti gli elementi di riflessione maturati in questi 15 anni. Soprattutto la convinzione che gli affreschi fatti eseguire dall’abate Epifanio poco prima della sua morte avvenuta nell’842 siano diretta conseguenza delle interpretazioni teologiche ed apocalittiche di Ambrogio Autperto, venuto a S. Vincenzo dalla corte di Pipino il Breve,...

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A Ripabottoni il più bel ricciolo barocco della regione

A Ripabottoni il più bel ricciolo barocco della regione

A Ripabottoni il più bel ricciolo barocco della regione Franco Valente Dopo tre anni sono tornato a Ripabottoni insieme all’amico e collega Carlo Melfi, architetto, che ha progettato e sta dirigendo gli interventi di riparazione del centro antico disastrato dal terremoto del 2002.  Insieme a Michele Frenza, sindaco, e a Walter La Marca, dirigente comunale, ho fatto una visita interessata tra i vicoli che tre anni fa apparivano in una angosciante e desolante prospettiva e che ora sono uno straordinario cantiere di cui nessuno parla. Qui un’impresa molisana, tra le migliori, di Joselito Cifolelli,  opera con quelle maestranze che ti fa piacere sapere essere della tua regione per la loro elevatissima qualità. Così per la ricostruzione del Municipio...

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