Costanza, Ercole, Galeazzo e tanti altri: Storia di amori, di tradimenti e di duelli nel Molise del XV secolo

Costanza, Ercole, Galeazzo e tanti altri: Storia di amori, di tradimenti e di duelli nel Molise del XV secolo

Storia di amori, di tradimenti e di duelli nel Molise del XV secolo. Sono convinto che il quattrocento molisano sia un periodo storico particolarmente ricco di avventure amorose, di tradimenti e di duelli per i quali è possibile trovare una ricca letteratura che, però, molto spesso è poco conosciuta. Anche perché nessun grande scrittore ha avuto l’interesse a prendere spunto per tirarne fuori un grande romanzo. Si è molto parlato della crudele storia di Costanza di Chiaromonte che, ripudiata da re Ladislao, il quale riuscì ad ottenere il divorzio da papa  Bonifacio IX, andò sposa ad Andrea di Capua, fraterno amico del re e titolare del feudo di Riccia e delle terre circostanti. Da questo matrimonio era nato Luigi di Capua che si unì in matrimonio ad...

Continua

Venafro: 23 marzo 1861 – Il tesoro del monaco francescano rubato dai Piemontesi

Venafro: 23 marzo 1861 – Il tesoro del monaco francescano rubato dai Piemontesi

Venafro: 23 marzo 1861 – Il tesoro del monaco francescano rubato dai Piemontesi. ”Questo denaro se l’hanno diviso tra loro i Soldati, ed ora se li consumano in Tavole….” Sta per uscire un prezioso studio di Antonio D’Ambrosio sugli avvenimenti che accaddero nell’area venafrana negli anni cruciali della formazione della nuova Italia con l’annessione del Meridione al Piemonte di Cavour. Il titolo del saggio è: Diario di Venafro di Niccola Nola, suddiacono (1860-1861). Nella introduzione così Antonio D’Ambrosio racconta la scoperta del documento: Alcuni anni or sono ero alla ricerca  di documentazione inedita sul brigantaggio molisano e notizie sulle loro gesta. Le informazioni esistenti erano state pubblicate oltre ogni misura lecita ed...

Continua

Onore a Vincenzo Tiberio, scienziato molisano…..

Onore a Vincenzo Tiberio, scienziato molisano…..

Onore a Vincenzo Tiberio, scienziato molisano….. Dal CORRIERE DELLA SERA: http://www.corriere.it/salute/11_febbraio_09/penicillina-scoperta-italiana-tiberio-corcella_28d1bc0a-307d-11e0-a9d6-00144f02aabc.shtml Lo scienziato dimenticato La penicillina? Una scoperta italiana Ruggiero Corcella 09 febbraio 2011 Nel 1895 Vincenzo Tiberio, un medico molisano, pubblicò uno studio dal titolo “Sugli estratti di alcune muffe” anticipando i risultati inglesi di molti anni dopo Vincenzo Tiberio MILANO – La domanda è più che legittima: perché tanti anni di silenzio? Giulio Capone continua a chiederselo. «È passato più di un secolo dalla pubblicazione di quel lavoro semplice, chiaro, di gran rigore scientifico e tutto è rimasto nascosto»....

Continua

Visitate il piccolo grande museo militare Winter-line di Venafro!

Visitate il piccolo grande museo militare Winter-line di Venafro!

Uno dei musei militari italiani più belli si trova a Venafro e porta un nome inglese: WinterLine. Franco Valente Non è grandissimo, anzi si potrebbe definire minuscolo per superficie, ma è straordinariamente interessante per chi vuole avere una idea chiara di quanto sia accaduto nel territorio di Venafro, di S. Pietro Infine e della Valle del Volturno in generale, durante l’ultimo drammatico conflitto mondiale. Un museo privato che è nato qualche anno fa su iniziativa di Renato Dolcigno e Luciano Bucci, due collezionisti di reperti militari, insieme a Donato Pasquale che ha aggiunto la sua collezione personale, con la passione di mettere a disposizione di un vasto pubblico l’immensa quantità di materiale originale trovato in occasione di ripetute...

Continua

Monacilioni: un documento poco conosciuto di Montecassino che chiarisce l’origine del nome.

Monacilioni: un documento poco conosciuto di Montecassino che chiarisce l’origine del nome.

Monacilioni: un documento poco conosciuto di Montecassino che chiarisce l’origine del nome. Franco Valente A volte, specialmente quando le fonti storiche sono avare di notizie, anche una piccola citazione è utile per capire la storia di un centro antico. Sulle vicende urbane di Monacilioni, ad esempio, è utile un riferimento del 1266. Soprattutto tenendo conto che l’impianto urbano ha subito talmente tante manomissioni, che non esistono più elementi architettonici di una certa consistenza che possano aiutarci a ricostruire la sua nascita e le sue evoluzioni. Questo documento, di cui parlerò più avanti, intanto serve a definire l’origine del nome del paese che, con una certa sicurezza, possiamo confermare essere derivato da un originario “Monachi...

Continua

Finalmente uno che me le canta….

Finalmente uno che me le canta….

Finalmente uno che me le canta…. Franco Valente Ho ricevuto oggi, qualche giorno prima dell’equinozio d’autunno (cioè alla fine della calura estiva), questa singolare nota di Antonio Grano, uno dei massimi ed incompresi (per sua dichiarazione) studiosi di Celestino V (che si firma ex Presidente dell’ex Centro Studi e Ricerche Celestino V, fallito per mancanza di soldi e di interesse da parte delle Istituzioni “Culturali” Molisane). Poiché molti miei amici non vedevano l’ora che qualcuno mi tacciasse di totale ignoranza sulle vicende terrene e spirituali di questo personaggio molisano, sento il dovere di annunziare al mondo che non ho capito niente. Ovviamente mi permetto di dissentire dalle affermazioni di cotanto ingegno che,...

Continua

A S. Angelo Limosano il 21 settembre sulle tracce di Celestino V

A S. Angelo Limosano il 21 settembre sulle tracce di Celestino V

A S. Angelo Limosano il 21 settembre sulle tracce di Celestino V “Celestino V, un papa scomodo in un momento complicato della Cristianità” Martedi 21 settembre, alle ore 17,30, in un incontro organizzato dalla Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali del Molise (presidente Maria Isabella Astorri) e dal Comune di S. Angelo Limosano (sindaco Luigi Sansone) nella Chiesa di S. Pietro cercheremo di dare una conclusione laica alle numerose manifestazioni che si sono tenute nel Molise nell’ambito delle celebrazioni dell’VIII centenario della nascita del papa molisano. L’incontro si terrà a S. Angelo Limosano che ormai, dopo le numerose ed inutili dispute di altissimo valore scientifico, è considerato il più accreditato dei luoghi...

Continua

Ricordando don Angelo Pantoni ad oltre 20 anni dalla scomparsa

Ricordando don Angelo Pantoni ad oltre 20 anni dalla scomparsa

Una passeggiata con Angelo Pantoni, monaco benedettino Estratto da MOLISE OGGI, n.41 dell’8 novembre 1981 Franco Valente Vero è che le devastazioni che la nostra società compie nel territorio (molto spesso giustificate proprio da “interessati interessi” turistici) non sono da meno a quelli che i Saraceni provocarono nelle Terre di San Vincenzo, tuttavia quell’avvenimento rappresentò una pagina di storia di particolare crudeltà. L’undici ottobre scorso (1981) i monaci benedettini hanno voluto ricordare l’eccidio saraceno con un solenne pontificale nella ricostruita chiesa di S. Vincenzo. L’avvenimento ha richiamato tantissima gente ed alle 15,30 la basilica era gremita. Da Venafro ero venuto con mio cugino Bruno anche...

Continua

Ma quale unità d’Italia? Ma se fu annessione violenta…!

Ma quale unità d’Italia? Ma se fu annessione violenta…! Trascrivo da: http://vocedellafogna.wordpress.com/2010/08/13/il-volto-nascosto-della-storia-d%E2%80%99italia-soldati-meridionali-deportati-e-sterminati-nella-fortezza-di-fenestrelle-in-piemonte/ Il volto nascosto della storia d’Italia. Soldati meridionali deportati e sterminati nella fortezza di Fenestrelle in Piemonte. La prima pulizia etnica della modernità occidentale operata sulle popolazioni meridionali detta Legge Pica, promulgata dal governo Minghetti del 15 agosto 1862 “…per la repressione del brigantaggio nel Meridione” Questa legge istituiva, sotto l’egida savoiarda, tribunali di guerra per il Sud ed i soldati ebbero carta bianca, le fucilazioni, anche di vecchi, donne e...

Continua

Jacopo Caldora e Braccio da Montone,

Jacopo Caldora e Braccio da Montone,

Jacopo Caldora e Braccio da Montone, capitani di ventura tra Angioini, Durazzeschi e Aragonesi. Franco Valente Tra le famiglie che nei secoli XIV e XV ebbero parte determinante nella storia del Mezzogiorno italiano è da annoverare quella dei Caldora. Aveva come blasone uno scudo inquartato, il primo ed il quarto di oro, il secondo ed il terzo di azzurro ed il motto Coelum Coeli domino, Terram autem dedit filiis hominum (dette il Cielo al Signore del Cielo, dette invece la Terra ai figli degli uomini) che sarebbe stato ripreso dalla parole del biblico Davide. Dell’epopea di Giacomo Caldora e di suo figlio Antonio parlerò diffusamente la sera del 21 agosto 2010, dalle ore 21, sotto il loro castello di Carpinone Anticipo qualche nota sui rapporti tra Giacomo...

Continua

Venerdì 23 luglio racconto il Castello di Venafro….

Venerdì 23 luglio racconto il Castello di Venafro….

Venerdì 23 luglio, alle ore 21, racconto il Castello di Venafro…. Storie di torri, di battaglie, di assalti, di disastri, di amori, di tradimenti, di armi, di blasoni e di tutto ciò che può accadere attorno e dentro un castello che esiste da oltre mille anni! Vi aspetto davanti al castello Pandone per una serata in cui si parlerà solo di storia, arte ed architettura! Appuntamento successivo a Montorio nei Frentani Sabato 31 luglio, ore 21 Franco Valente racconta Montorio e la sua...

Continua

Un vulcano nel territorio di Monteroduni.

Un vulcano nel territorio di Monteroduni.

Un vulcano nel territorio di Monteroduni. Lo aveva intuito nel 1882 Francesco Scioli. Lo hanno confermato i moderni scienziati coordinati dal prof. Carlo Peretto dell’Università di Ferrara. Franco Valente Giovedì 15 luglio 2010 nel castello di Monteroduni si è tenuto un piccolo, ma interessantissimo convegno per illustrare le conclusioni della prima campagna di scavi a Guado S. Nicola dove è stato trovato un insediamento paleolitico segnalato dalla stessa proprietaria del terreno, la Signora Concetta Leone . L’età del giacimento risale a 200-300 mila anni fa. Ha restituito un numero elevato di resti faunistici e litici contenuti in una serie stratigrafica caratterizzata da depositi vulcanici e fluviali. Il sito di Guado S. Nicola è interessante non...

Continua

LA CRICCA RISORGIMENTALE e l’AUDITORIUM DI ISERNIA: La storia siamo noi!

LA CRICCA RISORGIMENTALE e l’AUDITORIUM DI ISERNIA:  La storia siamo noi!

LA CRICCA RISORGIMENTALE e l’AUDITORIUM DI ISERNIA La storia siamo noi! La ricostruzione storica del Nuovo Risorgimento Isernino. Questa è storia vera! PRIMA PUNTATA Franco Valente Il 19 aprile 2005 si riuniva la Giunta Municipale di Isernia. Era sindaco l’avv. Gabriele Melogli e tra gli assessori anche il dott. Giulio Castiello. Con delibera n. 84 si stabilivano i nomi dei componenti della commissione per l’esame degli elaborati dei partecipanti al concorso di progettazione del Nuovo Auditorium di Isernia. “Presidente onorario” veniva designato lo stesso avv. Melogli il quale vi avrebbe poi partecipato senza alcun diritto al voto. Nell’anticamera della Giunta Comunale gli assessori si chiedevano quale potesse essere il compito di un...

Continua

Oggi 31 maggio è la festa della Visitazione

Oggi 31 maggio è la festa della Visitazione

Oggi 31 maggio è la festa della Visitazione, ovvero si celebra la ricorrenza dell’incontro di Maria con Elisabetta Franco Valente estratto dal romanzo storico in preparazione INCIPIT APOCALYPSIS Intrigo carolingio in un’abbazia longobarda alle sorgenti del Volturno Autperto e la cripta dell’abate Epifanio (…..) Quando tutti si erano sistemati l’abate si alzò e, appoggiandosi con la sinistra alla crozza, benedisse i presenti. Poi, mentre tornava a sedere sulla sua cattedra, invitò con un cenno il primo lettore a iniziare la lezione. L’accolito intanto era pronto con il turibolo a incensare il leggio mentre il fumo profumato già aveva saturato tutto l’ambiente. Autperto era particolarmente attento e seguiva ogni particolare della...

Continua

“Storia di Venafro dal 1848 in poi” – Manoscritto anonimo attribuito a Francesco Lucenteforte

“Storia di Venafro dal 1848 in poi” –  Manoscritto anonimo attribuito a Francesco Lucenteforte

“Storia di Venafro dal 1848 in poi” -  Manoscritto anonimo attribuito a Francesco Lucenteforte Più di una persona mi ha chiesto di mettere sul sito il testo del manoscritto anonimo che va sotto il titolo: “Storia di Venafro dal 1848 in poi”, da me attribuito a Francesco Lucenteforte. E’ stato già pubblicato sull’Almanacco del Molise 2000/2001. Ve ne consiglio la lettura Franco Valente Possiedo un manoscritto anonimo che va sotto il titolo di “Storia di Venafro dal 1848 in poi”. Tempo fa ne avevo fatto una lettura superficiale senza preoccuparmi di capire a chi potesse essere attribuito il racconto. Per me l’autore era uno sconosciuto venafrano poco desideroso di lasciare ai posteri traccia della sua firma, probabilmente per non farsi...

Continua

Un magnifico giardino rinascimentale all’italiana a Venafro

Un magnifico giardino rinascimentale all’italiana a Venafro

Un magnifico giardino rinascimentale all’italiana a Venafro Franco Valente Nel 1498 Carlo Pandone morendo lasciava erede della Contea il figlio Enrico, ancora minore, al quale va attribuita la capacità, tra luci ed ombre, di aver determinato nel territorio venafrano una ventata di rinnovamento che si inquadra nel più vasto clima culturale del Rinascimento italiano del primo ventennio del secolo. Nel 1503, alla monarchia aragonese si era sostituita la dominazione spagnola. In questi primi decenni hanno successo dentro e fuori Venafro illustri personaggi che si affermano nei più diversi campi della cultura militare, giuridica e letteraria. Amico Santabarbara, che fu colonnello di Malatesta Baglioni dopo aver militato con Giovanni dalle Bande...

Continua

544 abitanti di Venafro e paesi limitrofi protestano contro Scipione Pandone

544 abitanti di Venafro e paesi limitrofi protestano contro Scipione Pandone in un’assemblea del 1487 Franco Valente Nel volume che pubblicai insieme a Gennaro Morra sul Castello di Venafro è riportato anche un documento che Morra aveva scoperto a Roma nell’Archivio Gaetani e che riguarda proprio la realizzazione del grande fossato che in questi giorni stiamo svuotando dopo quattrocento anni di interro a seguito di due frane del 1643 e del 1680. Il documento, del 23 agosto 1487, è particolarmente importante perché è il verbale di un’assemblea dei cittadini di Venafro che protestano contro una serie di aggravi e di pretese del feudatario Scipione Pandone. Questi viene accusato,  tra l’altro,  di avere disarmato il Castello e di costringerli a...

Continua

Sul ponte sventola bandiera bianca….

Sul ponte sventola bandiera bianca….

Sul ponte sventola bandiera bianca…. Sono tornato da mezz’ora dal castello dove ancora era l’escavatore a lavorare e mi piace mettere un’immagine in notturna della situazione attuale. Dopo 400 anni di interro, il castello Pandone comincia ad apparire  in tutta la sua splendida monumentalità Sto sul cantiere da questa mattina alle 7 e mi sono assentato per qualche ora perchè ho anche altre cose da fare. Dal 1° marzo i lavori al castello sono un chiodo fisso. Ma da oggi tutto procederà più speditamente. Mi dispiace che la grandiosità dell’evento per giornali e televisione si sia ridotta ad una specie di scommessa sulla caduta del ponte. Oggi la questione si è definitivamente chiusa. Positivamente. Senza vincitori e senza vinti. Con il...

Continua

Leone IX nel Molise

Leone IX nel Molise

Leone IX nel Molise Oggi la chiesa lo festeggia Leone IX e Michele Cerulario in una miniatura palermitana Per saperne di più va all’indirizzo http://www.francovalente.it/?p=2532 vedi pure F. Bozza, per l’individuazione di Sala: http://francescobozza.blogspot.com/1998/06/papa-leone-ix-limosano-cosi-vuole-una.html Pietro vescovo di...

Continua

La drammatica testimonianza di Ludovico Valla nel XVII secolo. Una imponente massa di terrà calò dalla montagna di Venafro l’11 ottobre 1643.

La drammatica testimonianza di Ludovico Valla nel XVII secolo.  Una imponente massa di terrà calò dalla montagna di Venafro l’11 ottobre 1643.

La drammatica testimonianza di Ludovico Valla nel XVII secolo. Una imponente massa di terrà calò dalla montagna di Venafro l’11 ottobre 1643. Franco Valente Nell’aprile del 1629 nasceva a Venafro Ludovico Valla. Sua madre Antonia Martucci aveva sposato  Antonio Valla che da Prata si era trasferito a Venafro in occasione delle sue nozze. Dopo aver terminato i suoi studi in “arte medica”, nel 1656 era uno dei cinque medici che tentarono, su incarico dell’Università, di trovare rimedi alla grande peste che afflisse Venafro provocando migliaia di morti. Dal suo matrimonio con una Mancini ebbe tre figli che morirono prima di lui. Rimasto vedovo, si fece sacerdote fino a diventare Primicerio della Cattedrale. Morì il 31 dicembre...

Continua