Il 20 agosto a Venafro racconto Venafrum

Comunicato stampa per le redazioni giornalistiche molisane

Gentile Redazione,
per fare cultura ci si deve rimettere di tasca propria. Al massimo un caciocavallo o una cena tra amici.

Le pubbliche amministrazioni, salvo poche eccezioni, sono impegnate a trovare i soldi per le indennità e non hanno tempo per dedicarsi alle iniziative culturali.

Per questo motivo chiedo a codesta Redazione, sul piano assolutamente personale, di voler dare un certo rilievo a uno degli ultimi racconti di piazza che farò in questa estate.

Il 20 agosto, alle ore 21, sulla bellissima piazzetta dell’Annunziata di Venafro, racconterò la Venafro romana con una conversazione che avrà come sottotitolo: Venafrum, quantum fuerit, ipsa ruina docet. (Quanto sia stata grande Venafro lo dicono le sue rovine).

Sarà un viaggio nella storia antica di Venafro partendo dalla leggendaria fondazione attribuita a Diomede e passando per le trasformazioni urbanistiche, la creazione del grande acquedotto che conduceva le acque dalle sorgenti del Volturno, le lapidi più significative, il suo teatro, il suo anfiteatro, la sua Venere.

Un viaggio anche alla ricerca dei termini antichi che sono sopravvissuti nel dialetto attuale a dimostrare una sostanziale continuità tra l’epoca romana e quella di oggi.

Il tutto con l’aiuto di immagini e ricostruzioni grafiche.

La serata è organizzata dalle Associazioni culturali “il Gruppo di Venafro”  e  “Movimento Giovanile Venafrano”.
Dunque sono tutti invitati la sera del 20 agosto, alle ore 21, a stare comodamente seduti in uno dei luoghi più suggestivi della Venafro borbonica per sentir parlare della Venafro romana e di ciò che ancora oggi sopravvive.

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Commenti

2 risposte a “Il 20 agosto a Venafro racconto Venafrum”

  1. Gentile Sig. Valente, buongiorno a lei e a tutti i visitatori di questo interessantissimo blog.

    Il mio (lunghissimo) intervento potrà forse sembrare non pertinente, di questo mi scuso, ma mi farebbe piacere comunicare a lei ed ai visitatori del blog la mia esperienza di visita (ieri, sabato 18 agosto – pomeriggio) a Venafro.

    Mi chiamo Vincenzo, sono di Napoli e scrivo, dunque, da turista.
    Mi piacerebbe innanzitutto confermare (come se ce ne fosse bisogno) che la piazzetta dell’Assunta è davvero bellissima (l’ho vista ieri per la prima volta): l’insieme di tutti gli edifici che insistono sulla piazzetta è davvero notevole – mi associo quindi all’invito a godere di questo bel “salotto aperto” anche se, purtroppo e ovviamente, non potrò pertecipare.

    Venafro tutta, in realtà, è come un gioiello allo stato (molto) grezzo, ed è bastata una breve passeggiata per rendersi conto di un numero davvero notevole di edifici di grande qualità architettonica (su tutti il castello, la chiesa dell’Annunziata stessa, la Cattedrale, alcuni palazzi nobiliari di cui non conosco il nome).

    Un numero che non ti aspetteresti di trovare in un luogo che è mediamente sconosciuto alla grande maggioranza del pubblico non molisano (e questo è un peccato davvero), non menzionato in nessuna guida turistica, non consigliato da nessun itinerario.

    Del resto come potrebbe essere altrimenti se ieri, sabato della settimana di ferragosto, giornata di buoni – e facilmente prevedibili – flussi turistici (Venafro è pur sempre sulla strada che unisce il polo turistico di Roccaraso-Castel di Sangro alla Campania) i visitatori sono lasciati a “brancolare” per il centro antico sperando di trovare una chiesa o un palazzo visitabile o un minimo di accoglienza organizzata (quella spontanea è invece molto calorosa e gentile, devo dire..).
    Erano ben serrati, infatti, i tre monumenti chiave (secondo me) della città: la chiesa dell’Annunziata, la Cattedrale, il castello.
    Soprattutto la chiusura delle due chiese mi è parsa inspiegabile, dato che persino nei più negletti paesi della peggiore Campania abbandonata a se stessa la chiesa più importante (gerarchicamente come può essere la Cattedrale o volumetricamente come può essere l’Assunta nel caso di Venafro) è facilmente visitabile – non dico un mercoledì di gennaio alle ore 19 – ma almeno il sabato pomeriggio.

    Faccio notare al riguardo che oltre a me e alla mia fidanzata, ho notato un minimo di altri tre gruppi di visitatori (tra i quali una famiglia di francesi!!) che come noi visitavano il centro storico in quella fascia oraria (17 – 18 circa) presumo con le stesse perplessità e difficoltà.

    A queste considerazioni volevo aggiungere che la sensazione di abbandono e di vero peccato per Venafro è stata accresciuta in me dal fatto che tornavo da una vacanza in Abruzzo (val di Sangro).

    Lì un piccolo paese come Roccascalegna (CH) (ma potrei citarne molti altri, per non parlare di realtà più grandi ed affermate come Sulmona o Pescocostanzo) incredibilmente sperduto com’è tra le montagne, con un patrimonio storico artistico architettonico non paragonabile a Venafro, riesce ad offrire ai visitatori – non pochi – una ottima accoglienza, un castello e chiese aperti fino alle 20 (tutti i giorni); di questo, ovviamente, molti riescono anche a fare microimpresa (vendita di miele, prodotti tipici ecc..).

    Una nota positiva (spero) è nell’aver notato una grandissima quantità di cantieri di restauro architettonico in opera. I restauri terminati mi sono sembrati in fondo (anche se ovviamente ad un’occhiata veloce e non troppo approfondita) di buonissima qualità (a proposito, a quando la chiusura del cantiere di restauro del castello Pandone e del suo fossato?) e molto meglio riusciti di tanti altri che si vedono soprattutto nella mia regione.

    Spero davvero di tornare a Venafro prossimamente e di trovare un’ambiente urbano godibile a pieno e soprattutto in linea con il suo patrimonio di grande qualità e valore.

    Cordialmente

  2. Carissimo Franco,
    ogni volta che mi capita di leggere commenti simili a quello che ha lasciato ieri Vincenzo di Napoli, mi assalgono inquietudine, rabbia e, soprattutto, un senso di colpa personale nei confronti di tante persone le quali hanno diritto ad essere bene accolte, informate, ospitate con tutti i crismi (non solo a Venafro ma in tutta la Regione). Mi sento davvero in colpa, pur non avendone alcuna… potremmo dare peggiore immagine di noi? Credo di no! Abbiamo raggiunto il fondo del barile e intanto chi può continua a raschiare ed ingrassare e altri continuano la loro opera di sensibilizzazione volontaria, appassionate e… gratuita!
    Un abbraccio,
    Gabriella
    PS in bocca al lupo per la tua conferenza a Venafro che sarà, come sempre, un successo!

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