Questa mattina aprendo il mio blog ho trovato un commento che ritengo meritevole di risalto.
Il Molise negato!
Mi permetto di aggiungere: Molise negato da chi viene pagato per farlo conoscere.
Questo blog è l’unico sito sempre aperto.
L’assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Molise credo che non sappia manco se esiste.
Ultimamente un organismo godereccio della Regione Molise che ci costa centinaia di migliaia di euro di indennità e che si chiama Fondazione Cultura del Molise (il cui Direttore, Sandro Arco, è stato nominato pur non avendo il titolo di studio previsto dalla legge e con procedure del tutto anomale) manda in giro per il mondo giovani (purché elettori del centro-destra) a spese nostre a fare master e stronzate del genere per assistere i turisti nel Molise.
Centinaia di migliaia di euro che ogni anno vengono investiti in clientela elettorale.
Se solo mettessero questi giovani raccomandati a tenere aperti i monumenti più importanti della regione, la regione ne ricaverebbe benefici immensi.
Si dice che l’altro giorno un signore si sia recato di pomeriggio all’Assessorato alla Cultura della Regione Molise e lo abbia trovato chiuso.
Pare che abbia chiesto alla guardia all’ingresso “Ma questi il pomeriggio non lavorano?”
Dicono che la guardia abbia risposto ” Questi il pomeriggio non vengono. E’ la mattina che non lavorano”.
Nel Molise, con operazioni che l’Autorità di Vigilanza sui Pubblici Contratti ha ritenuto delinquenziali, è stato semi-costruito un Auditorium che costa 56 MILIONI DI EURO e che è ignobilmente chiuso ed inutilizzabile perché ingestibile. Eppure non si trovano poche centinaia di migliaia di euro per tenere aperti TUTTI I MONUMENTI PIU’ IMPORTANTI DEL MOLISE.
Con una Procura della Repubblica che di fronte a illegalità conclamate chiede sistematicamente l’archiviazione del procedimento nonostante l’ordine del Giudice delle Indagini Preliminari di indagare, cosa ci vogliamo aspettare!
Ho detto tutto!
Gentile Sig. Valente, buongiorno a lei e a tutti i visitatori di questo interessantissimo blog.
Il mio (lunghissimo) intervento potrà forse sembrare non pertinente, di questo mi scuso, ma mi farebbe piacere comunicare a lei ed ai visitatori del blog la mia esperienza di visita (ieri, sabato 18 agosto – pomeriggio) a Venafro.
Mi chiamo Vincenzo, sono di Napoli e scrivo, dunque, da turista.
Mi piacerebbe innanzitutto confermare (come se ce ne fosse bisogno) che la piazzetta dell’Assunta è davvero bellissima (l’ho vista ieri per la prima volta): l’insieme di tutti gli edifici che insistono sulla piazzetta è davvero notevole – mi associo quindi all’invito a godere di questo bel “salotto aperto” anche se, purtroppo e ovviamente, non potrò pertecipare.
Venafro tutta, in realtà, è come un gioiello allo stato (molto) grezzo, ed è bastata una breve passeggiata per rendersi conto di un numero davvero notevole di edifici di grande qualità architettonica (su tutti il castello, la chiesa dell’Annunziata stessa, la Cattedrale, alcuni palazzi nobiliari di cui non conosco il nome).
Un numero che non ti aspetteresti di trovare in un luogo che è mediamente sconosciuto alla grande maggioranza del pubblico non molisano (e questo è un peccato davvero), non menzionato in nessuna guida turistica, non consigliato da nessun itinerario.
Del resto come potrebbe essere altrimenti se ieri, sabato della settimana di ferragosto, giornata di buoni – e facilmente prevedibili – flussi turistici (Venafro è pur sempre sulla strada che unisce il polo turistico di Roccaraso-Castel di Sangro alla Campania) i visitatori sono lasciati a “brancolare” per il centro antico sperando di trovare una chiesa o un palazzo visitabile o un minimo di accoglienza organizzata (quella spontanea è invece molto calorosa e gentile, devo dire..).
Erano ben serrati, infatti, i tre monumenti chiave (secondo me) della città: la chiesa dell’Annunziata, la Cattedrale, il castello.
Soprattutto la chiusura delle due chiese mi è parsa inspiegabile, dato che persino nei più negletti paesi della peggiore Campania abbandonata a se stessa la chiesa più importante (gerarchicamente come può essere la Cattedrale o volumetricamente come può essere l’Assunta nel caso di Venafro) è facilmente visitabile – non dico un mercoledì di gennaio alle ore 19 – ma almeno il sabato pomeriggio.
Faccio notare al riguardo che oltre a me e alla mia fidanzata, ho notato un minimo di altri tre gruppi di visitatori (tra i quali una famiglia di francesi!!) che come noi visitavano il centro storico in quella fascia oraria (17 – 18 circa) presumo con le stesse perplessità e difficoltà.
A queste considerazioni volevo aggiungere che la sensazione di abbandono e di vero peccato per Venafro è stata accresciuta in me dal fatto che tornavo da una vacanza in Abruzzo (val di Sangro).
Lì un piccolo paese come Roccascalegna (CH) (ma potrei citarne molti altri, per non parlare di realtà più grandi ed affermate come Sulmona o Pescocostanzo) incredibilmente sperduto com’è tra le montagne, con un patrimonio storico artistico architettonico non paragonabile a Venafro, riesce ad offrire ai visitatori – non pochi – una ottima accoglienza, un castello e chiese aperti fino alle 20 (tutti i giorni); di questo, ovviamente, molti riescono anche a fare microimpresa (vendita di miele, prodotti tipici ecc..).
Una nota positiva (spero) è nell’aver notato una grandissima quantità di cantieri di restauro architettonico in opera. I restauri terminati mi sono sembrati in fondo (anche se ovviamente ad un’occhiata veloce e non troppo approfondita) di buonissima qualità (a proposito, a quando la chiusura del cantiere di restauro del castello Pandone e del suo fossato?) e molto meglio riusciti di tanti altri che si vedono soprattutto nella mia regione.
Spero davvero di tornare a Venafro prossimamente e di trovare un’ambiente urbano godibile a pieno e soprattutto in linea con il suo patrimonio di grande qualità e valore.
Cordialmente
Vincenzo


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