Sta per essere distrutto irreversibilmente l’unico tratto sopravvissuto della storica Via degli Abruzzi, ultima testimonianza della storia isernina del periodo delle drammatiche giornate preunitarie.
VERGOGNA!

La strada borbonica, iniziata da Carlo III per collegare Caserta alle proprie tenute di caccia in Terra di Lavoro, superando il Volturno e passando per Isernia per raggiungere gli Abruzzi, pian piano assunse il carattere di vera e propria strada internazionale. Una delle più importanti strade della dorsale appenninica nel sud dell’Italia.
Una strada che si sovrappose ad antichi tratti romani e medioevali e che attraversa luoghi significativi della nostra storia.
Gran parte del suo tracciato è stato successivamente inglobato nelle moderne strade statali, mentre solo un paio di chilometri sono rimasti praticamente intatti nei pressi del valico del Macerone in uno scenario di incomparabile bellezza, già a forte rischio di menomazione per sciagurate sistemazioni territoriali che appaiono all’orizzonte.
Questa strada nell’ottobre del 1860 fu teatro dei violenti scontri tra i Piemontesi e le truppe che erano rimaste fedeli ai Borbone. Il 5 ottobre i piemontesi in una disordinata ritirata verso Rionero e Castel di Sangro, dopo aver assalito inutilmente la città di Isernia, nei pressi del Macerone, persero non meno di cento volontari. Due settimane dopo l’esercito savoiardo, dopo essersi riorganizzato, riprese la via di Isernia.
Di nuovo presso il Macerone si consumò lo scontro cruento che vide la sconfitta delle truppe borboniche che subirono la cattura di oltre 700 soldati.
Cialdini, entrato vittorioso in Isernia, trasmetteva il famoso dispaccio: “Faccia pubblicare che fucilo tutti i paesani armati che piglio. Oggi ho incominciato”.
Oggi quei due chilometri saranno cancellati per creare una bretella in sostituzione provvisoria della statale che è recentemente franata.
Fatte le debite distinzioni, sarebbe come asfaltare la via Appia!
Come al solito la superficialità dei nostri amministratori non ha limiti.
Uno dei luoghi più importanti della storia nazionale perché vi si sono combattute le battaglie che hanno anticipato l’incontro di Vittorio Emanuele con Garibaldi, qualunque si il giudizio che si voglia dare a quegli avvenimenti, sta per essere distrutto dalla insipienza locale.
A Isernia si spendono 56 milioni di euro per un Auditorium che avrebbe dovuto contribuire a ricordare quei fatti drammatici e poi con poche migliaia di euro si distrugge la testimonianza più viva di quell’epoca.
Facciamo un appello all’ANAS, al Presidente della Giunta Regionale, al Presidente della Provincia di Isernia, al Commissario-Sindaco di Isernia e al Mionistero per i Beni Culturali per fermare questo ennesimo scempio.
Nelle immagini i tratti di basolato ancora perfettamente conservato.
Quattro ponticelli in pietra realizzati ai primi del XIX secolo, perfettamente conservati, saranno miseramente travolti da un intervento che ancora una volta dimostra che gli interessi dei venditori di cemento e di asfalto è di gran lunga più importante della nostra storia.







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