Archeologia e trippa per gatti – Il Volturno navigabile

Associazione culturale virtuale

“Archeologia nel Molise: C’é ancora trippa per i gatti?”

Il Presidente arch. Francesco Valente

CIRCOLARE n. 110 – 1 ottobre 2007

Trippa fresca per chi la spara più grande

“Il Volturno era navigabile davanti all’Abbazia”

Trovati i resti dei cantieri navali…


Cari simpatizzanti e non,

gli abitanti di Mirabello nel Molise, infastiditi da quelli di Ferrazzano, subito dopo l’invenzione dei cannoni ne comprarono uno grandissimo per sparare verso i rivali. Spesero talmente tanto per comprare anche la palla e la polvere da sparo che non avevano più un soldo per pagare un esperto fuochista. Perciò pensarono di fare da soli. Caricarono il cannone ma, inesperti com’erano, lo puntarono al contrario. Verso il proprio paese. Quando dettero fuoco alla miccia partì un colpo così potente che fece crollare la chiesa madre di Mirabello e l’attiguo monastero. Mentre crollavano i muri del paese pare che un paesano di Mirabello abbia detto “Questo è quanto il cannone ha fatto a Mirabello. Pensate cosa succederà quando la palla arriverà a Ferrazzano…”

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Questa era la condotta messa dalla Soprintendenza per intubare il Volturno. Dopo 600 pagine di denunzie è stata rimossa.

 

La missione archeologica di S. Vincenzo al Volturno non finisce di stupirci. Sabato 29 settembre 2007 ha sparato una di quelle palle che manco il cannone di Mirabello avrebbe potuto sparare: “Abbiamo scoperto che il tratto di Volturno che passa davanti alla cripta di Epifanio era navigabile”.

Se non fossi stato presente alla clamorosa comunicazione ufficiale nella Biblioteca Comunale di Isernia, avrei fatto passare per deficiente chi mi avesse riferito una simile cilindrata.

Ormai la Missione Archeologica di S. Vincenzo al Volturno, dopo aver inventato la sala delle abluzioni (un edificio a pianta ellittica dove secondo gli archeologi i monaci si prendevano a secchiate d’acqua) e dopo aver consentito di sventrare il letto del fiume per sistemare il famoso “sventrapapere” (un tubo di acciaio di due metri di diametro per porre il quale hanno demolito due ponti romani), adesso hanno sconvolto gli studiosi di archeologia medievale con la notizia nuova del canale navigabile.

Il Volturno nelle fantasia degli Indiana Jones nostrani era come il Nilo per gli Egiziani.

Quando il comunicatore ha annunziato questa scoperta sensazionale qualcuno del pubblico si è chiesto per quale motivo i monaci avrebbero dovuto navigare in un corso d’acqua largo poco più di un paio di metri.

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Il ponte romano sventrato per far passare il tubo di “protezione” dell’area archeologica!!!

Ma poi è arrivata la certezza scientifica: “I monaci usavano le barche per trasportare i blocchi lapidei necessari alle nuove fabbriche”.

Io non ho capito per quale motivo i monaci si sarebbero dovuto complicare la vita a mettere blocchi sulle barche quando le pietre romane si trovavano esattamente sul luogo dove avrebbero dovuto realizzare il nuovo monastero.

E’ strano che l’illustre comunicatore non abbia tentato di meravigliare l’uditorio sostenendo che le colonne di granito prelevate nell’VIII secolo a Capua siano state portate risalendo il Volturno fino alle sorgenti con barche dotate di eliche a pedali per superare le cascate.

Però, queste grandiose panzanate almeno qualcosa hanno fatto conseguire: la proroga della concessione allo scavo ai nostrani Indiana Jones..

Così ha annunziato trionfalmente l’ex Soprintendente Regionale.

Arriva nuova trippa per i gatti!!!

Del ponte ligneo distrutto scientificamente parlerò la prossima volta.

La presente (come le prossime) viene inviata a circa 800 indirizzi di amici, cultori e conoscenti, nonché al Ministro Rutelli e a tutti i Direttori e le Soprintendenze d’Italia

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