In margine al consiglio comunale monotematico sull’ospedale di Venafro.
Franco Valente
Un plauso ai consiglieri di minoranza che hanno dato atto che, se non ci fosse stata la mobilitazione popolare del comitato pro-venafro, la questione sarebbe morta tra i banchi del consiglio comunale dove da anni avevano inutilmente preannunciato il disastro che la Regione stava predisponendo.
Personalmente non sono convinto che il ricorso al TAR (proposto nell’Ordine del Giorno della Minoranza) possa avere effetti sulla vita dell’ospedale. E’ una via da percorrere, ma non l’unica perché dubito che con queste decisioni altalenanti dei magistrati si possa ottenere una resurrezione di una realtà ormai portata a cimitero.
Secondo me sarebbe stato più sostanziosa una proposta di dimissioni in massa del consiglieri comunali nel caso nulla accada per revocare la condanna morte dell’ospedale.
A quel punto si sarebbero contati i veri sostenitori del comitato di protesta.
Il Sindaco, sicuramente imboccato dall’alto, ha fatto la furbata di aderire alla richiesta di azione legale sapendo che probabilisticamente il Tribunale non potrà annullare la decisione politica regionale perché in linea di massima sembrerebbe tecnicamente corretta anche se politicamente scellerata. Ma, come ha detto Antonio Sorbo alla manifestazione al Quadrifoglio, i consigli non valgono come non valse il consiglio di Parmenione ad Alessandro Magno.
Una cosa mi ha fatto effetto.
Secondo me l’aver consentito di leggere lettere di consiglieri regionali (peraltro uno traditore e l’altro giano-bifronte) e l’aver consentito ad un consigliere regionale di raccontare un proprio punto di vista in consiglio comunale ha fortemente menomato la sovranità dell’assise venafrana.
E’ stata una concessione che non si era mai vista nella storia di Venafro.
Gli interventi esterni devono essere consentiti quando si tratta di cerimonie istituzionali e non quando vi è un dibattito fortemente politicizzato. Altrimenti, per correttezza si sarebbe dovuto invitare anche Michele Iorio o i consiglieri regionali di opposizione e ogni cittadino avrebbe avuto diritto a partecipare per dire la sua.
Insomma abbiamo visto un Presidente del consiglio comunale che se avesse fatto ciò in una città dalla grande coscienza civica sarebbe stato pesantemente criticato.
Ma a Venafro la morale politica e il senso della sovranità comunale sono poco più di un optional ed abbiamo i Presidenti che ci meritiamo.


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