Il restauro della Torricella di Venafro: un massacro!

Il restauro della Torricella di Venafro: un massacro!

Franco Valente

GUARDATE COME L’HANNO RIDOTTA!!!

Domenica scorsa, approfittando della bella giornata, di buon’ora sono salito alla Torricella di Venafro. Non avevo saputo resistere al richiamo di questo monumento che per ogni venafrano rappresenta la propria gioventù perché non è facile arrivarvi.

Ero attirato soprattutto dal fatto che dopo due anni sono state tolte le impalcature che l’avvolgevano e, nella qualità di Componente del Consiglio Scientifico Nazionale dell’Istituto Italiano dei castelli (che è il più importante e prestigioso Istituto per lo studio e la valorizzazione dei castelli) volevo rendermi conto di quali lavori avessero fatto.

Non è senza sconforto che ho rilevato una sciagurata cementificazione che, di fatto, ha cancellato irrimediabilmente ogni possibilità di trasferire alle future generazioni una straordinaria testimonianza della nostra architettura castellana.

Ovviamente sulla scellerata distruzione del monumento chiederò che si apra una inchiesta già sapendo che il primo a fregarsene sarà il Sindaco di Venafro e che il secondo sarà l’Assessore ai Lavori Pubblici, che il terzo sarà l’Assessore alla Cultura, che il quarto sarà l’Assessore al Turismo e via via tutti gli altri.

Domenica stessa appena sceso ho telefonato ad uno dei direttori dei lavori il quale mi ha detto che ne avrebbe riparlato con me. Da domenica non si è fatto sentire.

Ho cercato telefonicamente il responsabile dell’Alta Sorveglianza per conto dela Ministero per i Beni Culturali (lo stesso che ha fatto pittare di celeste la Centralina Liberty al Laghetto), ma mi ha detto che il lavoro è stato effettuato con perizia e in perfetta coerenza con le regole del restauro.

Mi sono cadute le braccia!

Io so che se un’opera del genere venisse illustrata da uno studente di architettura, verrebbe cacciato a calci nel culo dalla facoltà.

Più delle parole parlano le immagini.

Ho scritto al Direttore Regionale dei Beni Culturali, al Soprintendente ai Beni Architettonici, ai Direttori dei Lavori, al Responsabile dei Procedimenti. SILENZIO DI TOMBA!

Guardate come hanno intonacato l’interno!

Questi lavori sono costati 400 mila euro!!!

E’ stata usata malta bastarda!!! Un impasto di cemento e calce ovvero quanto di più assurdo per restaurare un monumento!!!

Per avere un’idea dei danni che la malta cementicia provoca sui monumenti leggetevi una nota (a caso) che trovate su Internet: http://www.forum-restauro.org/forum/m-1156627113/.

Un intonaco applicato come non si applica neppure ai gallinai!!!

Si è scavato senza assistenza archeologica l’intera superficie interna della torre dove era evidente, prima dei lavori, la presenza di reperti fondamentali per comprendere la storia del monumento.

Non dico che dovevano mettere la gommapiuma sotto il piede dell’impalcatura, ma almeno una tavoletta di legno potevano metterla nel vano della cisterna scavata a picco e pala senza l’assistenza di uno straccio di archeologo!!!

Per non parlare della superficialità nella ricostruzione di cose mai esistite.

Guardate cosa si sono inventati per chiudere la linea apicale!!!

Avevo segnalato ripetutamente ai direttori dei lavori (e l’avevo pubblicato su questo sito) che il davanzale della finestra era stato buttato qualche metro più in basso e poteva essere ricollocato sul sito originale perché erano disponibili numerose immagini della posizione originaria.

E’ stato come parlare ad un cinese sordomuto.

Guardate dove sta buttato il davanzale!

 

 

Ricostruzione senza alcuna analisi filologica preventiva di parti murarie previa distruzione di elementi inconfutabili di parti architettoniche come la finestra al livello superiore inglobata nella muratura


Vedete sulla destra la traccia dello stipite dell’osservatorio. E’ stato distrutto e murato.

 

 


Le buche pontaie: tutte murate e cementate!!!

Il disastro più grave all’esterno.
Sono stati capaci di cancellare ogni più significativa peculiarità architettonica mediante una intonacatura generalizzata su tutte le pareti


Così era la Torricella prima della cementificazione:


ADESSO CEMENTO, CEMENTO E SOLO CEMENTO!!!


800 milioni di lire buttati all’aria per distruggere, cementificare e basta!

Cosa sono stati capaci di fare su un monumento composto di una sola stanza!

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Commenti

5 risposte a “Il restauro della Torricella di Venafro: un massacro!”

  1. Avatar dott.geol.Antonella Forli
    dott.geol.Antonella Forli

    Purtoppo siamo soffocati dall’ignoranza, dalla mediocrità e dalla pressapochezza di chi ci amministra e di chi riveste ruoli decisionali importanti nella gestione del bene pubblico, della res publica e del nostro patrimonio storico-culturale e paesaggistico. Non ho parole, tempo fa nel mio comune di residenza, in occasione di alcuuni di lavori di sbancamento per la costruzione del nuovo cimitero fu rinvenuto un basolato di strada romana, interrogata la sopraintendenza, dopo un lungo silenzio, si decise di ricoprire con cemento l’antica via ….. Buon lavoro

  2. Avatar alessandro
    alessandro

    franco,
    come puo’ succedere questo… in un piccolo comune dove tutto e’ sotto gli occhi di tutti. e’ forse l’ignoranza, forse il desiderio di arricchirsi con lavori pubblici eseguiti senza conoscenza alcuna del restauro da fare ?
    cosa lasceranno queste persone ai loro figli, forse una bella villa con piscina e un grande SUV, purtroppo questi sono i simboli della “nuova cultura”.

  3. Avatar federica
    federica

    Non ho veramente parole………
    non ho veramente parole…
    sono anni che nn si usa piu il cemento per fare questo tipo di interventi di restauro..ma malte molto chiare o comunque conformi il piu’ possibili all’originale…

  4. brutto dirlo ma non mi stupisce più niente ..un ennesimo scempio fatto da chi se ne intende poco e niente….

  5. che peccato. avevo deciso di farci una gita in questi giorni, l’ho vista da giù tutta illuminata ed ero così contenta che era stata restaurata!! e adesso che dispiacere scoprire l’ennesimo scempio…. ma perché??? che rabbia

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