Benedetto XVI oggi ha parlato di Ambrogio Autperto, abate carolingio di S. Vincenzo al Volturno

Benedetto XVI oggi ha parlato di Ambrogio Autperto, abate carolingio di S. Vincenzo al Volturno

Franco Valente


Carlomagno consegna ad Ambrogio Autperto un diploma di conferma dei beni di S. Vincenzo al Volturno (Chronicon Vulturnense)

Una notizia che per il Molise dovrebbe avere una certa importanza, è stata riportata dall’ANSA.
Riguarda il discorso odierno di papa Benedetto XVI. Così è stata diffusa dall’ANSA:

Notizie Ansa 22.IV.2009
Papa, cupidigia radice tutti i mali
Sant’Ambrogio, avidita’ dei ricchi anche in anime monaci
Papa, cupidigia radice tutti i mali (ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 22 APR – La crisi economica mondiale che stiamo vivendo dimostra che la cupidigia e’ la radice di tutti i mali, ha detto il Papa. La denuncia del santo padre nella udienza generale in piazza San Pietro. Illustrando la figura di sant’Ambrogio Autperto, monaco dell’VIII secolo e autore di un trattato sui vizi, Benedetto XVI ha osservato che Ambrogio denunciava come la ‘avidita’ dei ricchi e dei potenti nella societa’ del suo tempo esistesse anche all’interno della anime dei monaci’.

Chi era Ambrogio Autperto?

Nel 774 Carlomagno aveva confermato il suo potere nella penisola deponendo Desiderio e attribuendosi il trono di re dei Longobardi, con il sostegno di papa Adriano I. Da questo momento a Roma vengono recuperati i modelli di riferimento di quell’universalismo che sarà alla base della politica carolingia. I monasteri meridionali in particolare forniscono la fonte giuridica, storica, artistica e letteraria alla quale attingerà la cultura nordica.

Ad Ambrogio Autperto deve attribuirsi il merito di aver intensificato i rapporti tra il monastero vulturnense e la corte reale carolingia dalla quale egli proveniva. Infatti, in questo periodo Carlomagno dotò il cenobio di S. Vincenzo di numerosi privilegi, di cui si ha memoria nelle trascrizioni del Chronicon Vulturnense, e, non potendo fare altro, confermò ad esso le precedenti donazioni dei duchi longobardi di Benevento.

Autperto, uomo di grande cultura, a S. Vincenzo ebbe modo di ampliare i suoi orizzonti integrando i suoi obiettivi politici con la conoscenza delle Sacre Scritture. Questa circostanza, per il secolo successivo del monastero, dovrà considerarsi sicuramente l’aspetto più positivo perché Autperto, di fatto, fu l’artefice della riorganizzazione sistematica, alle sorgenti del Volturno, dei princìpi della regola benedettina nell’ambito della più vasta problematica del Cristianesimo, essendo egli riuscito ad esaltare in termini programmatici universali tutto quanto la comunità monastica aveva accumulato al proprio interno.

La sua interpretazione degli scritti di S. Giovanni Evangelista ed il suo Commentario dell’Apocalisse contribuirono in maniera decisiva alla formazione di una cultura vulturnense che ebbe così carattere di assoluta originalità per le conseguenze che si determinarono negli anni immediatamente successivi, sia sul piano della corrispondenza tra organizzazione monastica e strutture architettoniche, sia su quello del rapporto tra espressioni artistiche e simbologia.

Mentre egli era ancora in vita, gli successe prima Airirad, dal 778 al 780, e poi lo stesso Potone, che però fu destituito nel marzo 781, per essere poi reintegrato nel luglio di quello stesso anno, dopo la morte di Ambrogio, avvenuta in circostanze misteriose.

Siamo in un momento estremamente travagliato del cenobio vulturnense dove si vivevano, e non solo di riflesso rispetto al resto del regno carolingio, gli scontri tra la fazione longobarda e quella franca.
Della disputa tra Autperto e Potone rimane traccia in una documentazione controversa e che è stata riordinata da Vincenzo Federici e che si riferisce ad avvenimenti che non vengono narrati dal monaco Giovanni VI estensore del Chronicon Vulturnense forse per amore verso il suo monastero, come nota lo stesso Federici.

Una diversa versione della storia di S. Vincenzo vuole che la successione degli abati all’epoca di Autperto non sia quella precisamente riportata nel Chronicon. Sembrerebbe che l’elezione di Autperto alla morte dell’abate Giovanni I (777) sia stata immediatamente contestata dalla fazione longobarda che avrebbe dato luogo ad un vero scisma interno eleggendo parallelamente Potone come abate (videtur scisma). In realtà da due lettere di Adriano I a Carlomagno si ricava che all’interno del monastero dal 777 al 783 (morte di Potone) si sarebbe svolta una violenta diputa tra Autperto e Potone quale diretta conseguenza degli avvenimenti politici che vedevano come protagonisti Carlomagno e la Chiesa di Roma subito dopo la caduta del regno longobardo.

L’opera di Ambrogio Autperto richiamata oggi da Benedetto XVI è Oratio contra septem vitia.

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