Una singolare croce stazionaria a S. Angelo del Pesco
Franco Valente

Una croce stazionaria molto particolare mi è stata segnalata da Ugo Matteo e si trova nel cimitero di S. Angelo del Pesco, in fondo al viale di ingresso.
Il cimitero di S.Angelo del Pesco fu costruito nel 1883, ma, ai piedi della croce, una epigrafe ricorda su un lato che fu FU DA ME RESTAURATA, su un altro lato che l’autore del restauro è un non meglio identificabile M. N. G. F(ece).
Di fronte, invece, il nome del sindaco CARMINE SCARAMUZ(zo) SINDACO ANNO DM 1750, attesta l’anno del restauro.
Dunque questa croce che, come vedremo era più antica, nel 1750 doveva stare in un altro luogo. Sono convinto che stesse davanti all’antica chiesa di S. Angelo nella parte alta del nucleo abitato originario oppure davanti alla scomparsa chiesa di S. Rocco. Il 9 novembre 1943 i tedeschi lo distrussero completamente per far terra bruciata agli alleati. Così a S. Angelo furono cancellate anche le ultime tracce del piccolo abitato che si stringeva attorno all’antico nucleo fortificato che, secondo la consuetudine longobarda, era stato dedicato a S. Michele Arcangelo. Rimane qualche rudere ed il toponimo catastale di via della chiesa vecchia nella parte più alta del colle.
E’ probabile che, dopo la distruzione del paese, la croce sia stata recuperata e portata nel cimitero.
La stele era stata realizzata in effetti nel 1596 e quella data è scritta in caratteri dell’epoca sul suo lato destro.

In quell’anno S. Angelo apparteneva ai d’Afflitto, titolari del feudo di Trivento, che lo tennero per 140 anni, dal 1465 al 1605.
Anche in questo caso la croce , sebbene ripeta i canoni tipologici delle altre, contiene alcuni elementi assolutamente originali. Primo fra tutti la particolarissima immagine della testa di Adamo ai piedi di Cristo che, nel nostro caso, non è rappresentata da un teschio ma dalla testa di un vivente.
Inoltre, non vi sono le tipiche tibie incrociate, ma una serie di ossa che formano una vera e propria raggiera attorno al capo.
La croce è inserita in una cornice perfettamente circolare assolutamente priva di elementi decorativi. Cristo è in posizione frontale con le braccia e le gambe simmetricamente allungate. Nessun accenno ai chiodi ed il panno di lino è ridotto all’essenziale. Egualmente il capo che è rotondo con un sintetico accenno ai capelli. I tratti del volto imberbe sono solo accennati.
Ai lati due cherubini sono rappresentati con le ali spiegate che reggono il capo perfettamente circolare. Essenziale allo stesso modo il volto del Padreterno che, sembrando un sole senza raggi, è di una semplicità quasi sconcertante.
Sul retro vi si legge una sintetica epigrafe dedicatoria DM SSO (Domino Sanctissimo) intramezzata da uno stilizzato sole raggiato che in qualche modo fa ricordare quello di S. Bernardino da Siena. Eguale riferimento al santo francescano sembra essere l’IHS (Iesus Hominum Salvator) che si legge più in basso, sotto una croce a bracci con terminazione trilobata, che sembra essere di epoca successiva, forse contemporanea ai lavori di risistemazione della metà del sec. XVIII.


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