Una Pandetta a Montaquila e il Casino Staffieri a Masserie La Corte

Una Pandetta a Montaquila e il Casino Staffieri a Masserie La Corte

Franco Valente

Una volta per andare da Montaquila ad Isernia si scendeva alle Masserie La Corte e, seguendo una via che in gran parte è stata inghiottita dall’attuale statale, si raggiungeva l’antica Taverna dove, poco prima della Scafa sul Volturno (un ponte di barche sul fiume), si procedeva al pagamento del pedaggio per l’uso del servizio. Le tariffe erano riportate su una pietra che oggi si conserva nel Municipio del paese.


La pandetta della Scafa di Montaquila (Foto Augusto Giammatteo)

Questo il testo:
PHILIPPUS V DEI GAZIA REX
PANNETTA SEU TARIFFA DELLI DERITTI DELLA SCAFA DI MONT
AQUILA DELL’ILL.RE DUCA DI MIRANDA D GIULIO CARACCIOLO UTILE P(adro)NE
DELLA TERRA SUDDETTA E SCAFA POSTA IN TERRITORIO DI DETTA TERRA SOPRA
IL FIUME VOLTURNO QUALE S’AVE DA ESIGGERE DA OUELLE PERSONE, SOME, ANI
MALI ED ALTRO CHE PASSARANNO PER D SCAFA ALLA SOTTOSCRITTA RAGIONE
SENZA ALTERATIONE DA OSSERVARLA INVIOLABIL. ALIAS SINTENNA INCORSO
ALLA PENA DELLA PERDITA DI D. SCAFA ED ALL’ESATTORE ANNI TRE DI GALERA SERVATA
LA FORMA DELLE REG. PRAMM. E COSTIT DEL REGNO SENTENDOSI CIASCHEDUNA PERSONA
LESA SE NE PIGLI DALLA CORTE CONVICINA INFORMATIONE SI MANDI IN CAMERA.
EXACTIO PREDICTA FIT HOC MODO VIDELICET

IN TEMPO DI ESTATE
PER OGNI PERSONA A PIEDI GRANO UNO E
MEZZO PER OGNI SOMA SOMARINA GRANA
DUE PER OGNI SOMA D1 MULO GRANA (tre”)
PER OGNI CALESSO GRANA DIECI (per ogni)
LETTIGA GRANA VENTI PER OGNI
NI CINQUE PER OGNI CENTINAIA DI (animali grossi)
SI CIOE, VACCHE, BOVI, BUFALE, CAVAL ( e giumen)
TE GRANO UNO A TESTA. PER CENTI (naio di ani)
MALI MINUTI CIOE CAPRE, PECORE, AGNEL
LI E CAPRONI CARLINI CINQUE.

IN TEMPO D’INVERNO
PER OGNI PERSONA A PIEDI GRANA TRE PER
OGNI SALMA SOMARINA GRANA QUATTRO PER
OGNI SOMA DI MULO GRANA SEI, PER OGNI CA
LESSO GRANA VENTICINQUE PER OGNI
LETTIGA CARLINI QUATTRO PER CENTI
NAIO DI ANIMALI GROSSI CIOE VACCHE,
BOVI, BUFALI, CAVALLI E GIUMENTE GRA
NA DUE PER PEZZO PER CENTINAIO DI ANI
MALI MINUTI CIOE PORCI, PECORE, AGNEL
LI, CAPRE E CAPRONI CARLINI DIECI

DATUM NEAPOLI EX REG. CAM. SUM. DIE 23 MEN MAII 1707 D. ANDREAS
GUERRERO DE TORRES 2 MC LAND SIXTO V.F. IANUARIUS CECERI ACT.
EXTRACTA PRESEN. COPIA A REGISTRO INTITULATO DE DECRETI
DELLA REG. CAM. DELLA PROHIBITIONE E LIMITAZIONE DE PASSI
DEL PRESENTE REGNO PENES SUBSCRIPTUM ACTUARIUM CUM
QUO FACTA COLLATIONE CONCORDAT ET IN FIDEM E & DAT
NEAP EX REG CAM. SUM. D. 22 M. IUNII 1707 DOMINICUS CECERI ACT.

Poco prima della Taverna, Vincenzo Staffieri alla fine del XVIII secolo, sul tratto rettilineo, vi costruì il suo casino di campagna avendo cura di disporre la facciata in maniera che guardasse a Mezzogiorno e fosse allineata ad una stradina interna che forse, nelle intenzioni, doveva trasformarsi in un viale di querce.

La iniziali del suo nome sono ancora ben visibili sul concio centrale del portale della piccola costruzione che, secondo la consuetudine dell’epoca, mantenne in bella mostra una epigrafe a ricordo un Lucio Sattio della cui vita nulla sappiamose non che apparteneva alla tribù Teretina.
L(uci) SATTI /C(ai) F(ilii) TER(etina)

Però Augusto Giammatteo mi aiuta a ricordare la circostanza particolare che i Sattii era una famiglia di fabbricanti di mattoni che venivano esportati anche altrove. Avevano una importante fornace nel territorio venafrano. Lo attesta un originale tegolone trovato a Pietrabbondante nell’area del tempio grande. Su di esso due schiavi di Erennio Sattio (Amica e Detfri) si erano divertiti a lasciare l’orma dei loro piedi prima dell’essiccamento aggiungendo il loro nome nella doppia lingua latina ed osca.

L’epigrafe di Montaquila era stata riportata anche da Garrucci, da Salzillo e da Mommsen (CIL 10, 04988), ma prima di loro l’aveva annotata Cosmo De Utris nei suoi Annali di Venafro “vicino l’osteria di Montaquila

da Cosmo De Utris – Annali di Venafro – ms sec. XIX

Una facciata dignitosa che racconta i sogni del suo originario costruttore con il bel portale in pietra che ha attirato, fortunatamente senza esito, anche l’attenzione di moderni collezionisti di cose altrui. Una monofora ovale, con belle cornici in pietra,  rivela la posizione della scala interna che porta all’unico piano superiore la cui stanza centrale non poteva essere priva di un balcone, ultimo ricordo di prospetti rinascimentali.

Ospiti indesiderati, comunque, il casino degli Staffieri dovette avere anche ai primi dell’Ottocento, quando le pubbliche strade erano frequentate da personaggi poco piacevoli, spesso anche armati. Fu in quel periodo che i padroni decisero di ampliare il casino con l’aggiunta di un corpo di fabbrica che, mediante un ampio arco ribassato, avrebbe permesso di creare una sorta di passetto attrezzato per sparare sugli ospiti indesiderati. Una piccola torretta e un parapetto munito di una feritoia posizionata all’interno del cortile è quanto rimane del rudimentale sistema di difesa che consentiva, senza essere visto, di colpire chi, poco gradito, si fosse avvicinato alla soglia della casa.

Il Casino di campagna fu pure di quel Marcantonio Staffieri che fu arciprete di Montaquila dal 1880 al 1894.

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Commenti

Una risposta a “Una Pandetta a Montaquila e il Casino Staffieri a Masserie La Corte”

  1. Casino 1284491515…

    Casino 1284491515…

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