A proposito della soppressione della Carpinone-Sulmona

A proposito della soppressione della Carpinone-Sulmona….
…mi scrive Gianluca Di Lonardo

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Caro Franco,
ti scrivo per portare all’attenzione dei tuoi numerosi lettori un argomento a me molto caro che ormai da decenni sembra essere un grosso fastidio per la Regione Molise e non solo.

I miei forti legami con l’Alto Molise mi portano spesso ad alcune riflessioni sulle impressionanti potenzialità che il supporto territoriale possiede e che buona parte delle Amministrazioni locali sottovalutano.

E’ vero, esistono personaggi che non si arrendono a questo costante declino del territorio ma purtroppo combattono soli come Don Quijote contro i mulini a vento… e la citazione “eolica” non è puramente casuale. Vivo al nord, ho vissuto per brevi periodi all’estero e sono un costante viaggiatore.

In tutti i miei viaggi mi è capitato di fare paragoni con la mia terra d’origine, ciò mi ha ulteriormente convinto dell’immobilità in cui versa l’amministrazione del territorio molisano, cercherò di spiegarmi meglio.

E’ di oggi l’articolo su Quotidiano Molise preceduto da una attenta riflessione di Leopoldo Feole in cui si pone l’attenzione sulle scelte errate degli anni scorsi in Molise nel settore della mobilità.

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Condivido totalmente l’interpretazione di Feole sulla cancellazione della storica Carpinone-Sulmona quando definisce il trasporto su gomma una scelta vecchia e sicuramente non in linea con l’idea di uno sviluppo sostenibile di quest’area, scelta che ignora completamente la grave situazione delle infrastrutture di una regione che persegue l’utopia di un collegamento autostradale ignorando lo stato generale delle sue principali arterie di collegamento quali “Bifernina” e “Trignina”.

La Carpinone-Sulmona è chiamata “la ferrovia dei Parchi” ed ha, tra le sue fermate, la seconda stazione ferroviaria più alta d’Italia dopo quella del Brennero e rappresentò una importante opera di ingegneria dell’epoca. Percorrere quella ferrovia regala scorci affascinanti ed avrebbe le notevoli potenzialità per diventare un forte richiamo turistico oltre ad un elemento fondamentale per i collegamenti dell’Alto Molise.

Se in questi decenni si fosse investito parte dei fondi destinati al trasporto su gomma per questa linea avrebbe potuto rappresentare un volano per l’economia locale come molte delle Ferrovie Turistiche del territorio nazionale ed europeo.

Non è difficile capire che, con le dovute accortezze, un collegamento su binari al posto di uno su gomma riduce le difficoltà degli spostamenti in inverno lungo strade impervie e spesso innevate non solo per i potenziali turisti ma anche per i residenti che, tramite una corretta campagna di informazione che pone l’attenzione principalmente sul risparmio economico e di tempo, avrebbero potuto usufruirne al posto degli autobus.

L’intero comparto turistico avrebbe potuto bilanciarsi attraverso questo mezzo di collegamento con un piano mirato e pianificato in base agli orari, le stazioni ormai in abbandono in molti casi avrebbero potuto diventare strutture dotate di servizi per la fruizione del territorio e lo stesso treno avrebbe potuto essere modulabile al trasporto di diverse tipologie di turisti (ad esemipo i cicloturisti ma non solo).

Si sarebbero potuti realizzare pacchetti di diversi giorni con soste lungo il percorso per la scoperta di un’area e non di un Comune, far nascere così un’identità territoriale che và oltre i confini di una municipalità bensì capace di racchiudere ben due Regioni.

Ma non è così, nasce un’agenzia per l’autostrada Termoli-San Vittore la quale rappresenta l’emblema della mobilità privata e del trasporto su gomma, un concetto figlio della Cassa per il Mezzogiorno, un concetto di cinquanta anni fà in cui il singolo si emancipa quando viaggia in auto, meglio se da solo.

Queste sono scelte che si pagano a caro prezzo con lo spopolamento dei Comuni, con la perdita di generazioni intere che abbandonano il loro territorio per svariati motivi e che senza le giuste politiche di coinvolgimento difficilmente faranno ritorno; molti di questi conseguiranno una laurea in altre città d’Italia ed useranno ciò che hanno appreso in altri luoghi, aumentando così il divario tra il Molise e le altre Regioni. Chissà, magari qualcuno se ne accorgerà quando all’inaugurazione dell’auditorium i musicisti suoneranno per una platea tristemente vuota.

Un caro saluto,
Gianluca Di Lonardo

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Commenti

2 risposte a “A proposito della soppressione della Carpinone-Sulmona”

  1. Avatar gabriella di rocco
    gabriella di rocco

    Condivido pienamente quanto scritto da Sig. Di Lonardo.
    Analisi lucida e chiarissima del divario che separa il Molise dal resto dell’Italia e, soprattutto, dell’atavico immobilismo delle istituzioni, ancorate (nel 2010) a soluzioni arcaiche e sorpassate…
    In tempi in cui si cerca di spostare il trasporto di merci e persone su rotaia, noi cosa facciamo? La Termoli/San Vittore! Un affare colossale che (se mai andasse in porto) farebbe la fortuna di pochi, i soliti noti, e segnerebbe lo sfascio paesaggistico e ambientale del Molise con viadotti, ponti e gallerie… Non basta l’eolico selvaggio e devastare la nostra bella Regione???
    Gabriella

  2. Avatar Gianluca
    Gianluca

    Abbiamo deciso di pubblicare online una petizione, una raccolta di firme dove manifestare il proprio interesse alla salvaguardia della Carpinone-Sulmona. Se anche voi siete interessati a tutelare questo patrimonio della nostra terra firmate e fate sentire la vostra voce! Grazie!
    https://www.change.org/it/petizioni/dario-lo-bosco-pres-rfi-mauro-moretti-a-d-f-s-giovanni-chiodi-pres-reg-abruzzo-paolo-di-laura-frattura-pres-reg-molise-ministro-maurizio-lupi-ministro-massimo-bray-salvaguardare-la-tratta-carpinone-sulmona-come-patrimonio-territoriale

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