Il Partito Democratico nel Molise è democratico?

Il Partito Democratico nel Molise è democratico?

SA.RE.MO.

la SinistrA RagionevolE MOlisana

Laboratorio di progettazione politica per un Molise democratico

All’interno del Partito Democratico la cera si consuma e la processione non cammina.

Roberto Ruta e Danilo Leva stanno portando quello che resta del Partito Democratico alla sua auto-distruzione per un comportamento sciagurato sotto il profilo strategico e sconsiderato sotto quello ideologico.

La loro estemporanea iniziativa di formare un movimento che si definisce “Alternativa” rappresenta per essi una definitiva sconfitta e, soprattutto, una mediocre capacità di leggere la storia.

Già da tempo a molti Molisani questo improbabile contenitore di soggetti intenzionati a formare una sorta di muro trasversale allo strapotere di Michele Iorio era sembrato una sorta di carretta del mare sulla quale si erano raccolti atletici saltatori di fossi ormai in crisi di credibilità e alla ricerca di una verginità da chirurgia plastica.

Purtroppo il Partito Democratico molisano è nelle mani di personaggi che una volta sembravano “ragazzi-prodigio” per essere entrati nelle stanze dei bottoni in età giovanile.

Oggi, a distanza di qualche anno, quei “ragazzi-prodigio” sono rimasi solamente “ragazzi” perché il prodigio è svanito proprio in quel lasso di tempo che li avrebbe dovuto far maturare. Sono, insomma, i bamboccioni della politica nostrana.

Qualcuno ha provato a far entrare nella loro zucca il concetto di partecipazione. Ma è stato un tentativo andato a male. Il tempo ha rivelato una loro personalità politicamente contorta e, soprattutto, poco disponibile a recepire i principi sani della democrazia partecipata.

Da quando il Partito Democratico è nato  dall’innesto delle due costole della Margherita e dei Democratici di Sinistra le cose sono andate via via peggiorando.

In un primo momento sono fuggiti tutti coloro che avevano quella reciproca diffidenza di ex democristiani verso ex comunisti e viceversa.

Nella fase successiva si è vista consolidarsi l’indifferenza di coloro che avevano professato la loro militanza più per educazione che per convinzione.

In un terzo momento qualcuno, più temerario, ha tentato di dare qualche contributo di idee al nuovo partito politico che, nato da una fusione fredda, a fatica sopravviveva in una regione dominata dalle sirene del berlusconesimo ioriano. Ovviamente i detentori delle tessere del partito hanno fatto di tutto per evitare che le loro istanze potessero attecchire e suscitare qualche interesse.

L’ultimo momento è quello del disastro. L’iniziativa di caricarsi sulla barca di “Alternativa” anche autentici filibustieri, nel senso giudiziario del termine, ha fatto capire che nel Partito Democratico non c’è più spazio per le persone perbene e per le menti pensanti.

L’impressione è che nel giro di qualche mese una nuova morìa di cervelli determinerà  una ennesima debacle sul piano della credibilità oltre che su quello numerico.

Da una parte la guerra tra le varie anime della destra determinerà un violento tentativo di allargare il consenso rubando il consenso di chi non è riuscito a capire le ragioni del neonato Partito Democratico e molti personaggi, come sta avvenendo nel capoluogo regionale, trasmigreranno nella corte di Michele Iorio.

Dall’altra, il fascino della rinascita di una sinistra che nella dialettica vede un momento per la riorganizzazione anche culturale di posizioni politiche storicamente consolidate, sarà un motivo per avvicinarsi a formazioni partitiche che della battaglia politica fanno anche un motivo di formazione culturale.

Nel Partito Democratico di Ruta e Leva tutto questo non c’è. Manca l’entusiasmo e qualsiasi prospettiva di cambiamento rende poco interessante restare a mantenere una candela mentre la processione non cammina.

Il loro modo di fare li fa apparire all’opinione pubblica come quei pensionati che, non riuscendo a vincere una partita al circolo bocciofilo, si riscattano esaltandosi nelle riunioni di condominio.

L’impressione è che resteranno sempre più soli. Non solo psicologicamente.

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