SA.RE.MO. la SinistrA ResponsabilE MOlisana
Abbiamo ricevuto e volentieri rimbalziamo due scritti di Nicola Occhionero e Guido Testa
CAMPOBASSO febbraio 2011
Con queste poche righe, molto sommessamente, mi rivolgo agli intellettuali molisani, agli operatori culturali che in forma singola o associata lavorano e producono pensiero, in modo disinteressato e libero. Nella mia breve esperienza di amministratore, ho avuto il piacere di conoscere donne e uomini capaci di infondere con il loro operato sentimenti nobili e quindi preziosi.
Marx terminava la prefazione alla prima edizione del Capitale con un noto verso di Dante: “Segui il tuo corso e lascia dir le genti”.
Una raccomandazione che suona come un monito, a cui, noi classe dirigente del Molise, dobbiamo appellarci se e quando le nostre convinzioni offrono la possibilità di muovere grandi ideali. Senza utopie ma con grandi sogni è possibile lavorare alla trasformazione della società, dal punto di vista più avanzato possibile, ideologico quanto e quando necessario, semplicemente progressista.
Non è sufficiente rilevare le condizioni di crisi economica e sociale della nostra terra, magari con riferimenti scientifici e statistici, non è sufficiente un’azione di denuncia permanente delle consorterie, è indispensabile comprendere che senza un progetto concreto la comunità molisana è destinata a perdere la temibile competizione del cosiddetto federalismo.
L’insania consumistica ha pervaso in modo quasi irreversibile lo stato ed i suoi apparati, le forze politiche governative, la politica economica. La risposta delle forze politiche di centrosinistra deve essere coraggiosa e coerente, matura e schiva da pregiudizi di bottega, responsabile e libera da condizionamenti di interessi individuali. “ Felix qui potuti rerum conoscere causas” (Virgilio, Georgiche, II, 489), Virgilio definisce beato chi sa elevarsi sopra della mentalità ed i pregiudizi del volgo, vorrei mutuare la preziosa riflessione per ragionare su quali ipotesi reali è possibile unire le risorse umane necessarie a determinare il cambiamento.
L’alleanza di centrosinistra, così come costituita, è stata definita da alcuni segretari politici insufficiente a fronteggiare le destre, pertanto, da più voci dentro e fuori i luoghi formali di incontro, è emersa l’esigenza giusta di aprirsi quanto più possibile alle realtà associative che lavorano sui territori.
Se non erro nell’ultimo comunicato stampa delle segreterie politiche è stata mostrata la disponibilità a raccogliere contributi programmatici di provenienza diversa. Questo ultimo argomento appare quasi come una concessione da parte di chi detiene un presunto potere, oppure vanta primogeniture, al contrario mi sforzo di pensare che questa debba trasformarsi in un’occasione vera, non solo per fornire migliori e nuovi punti di vista sui vari temi, ma anche per lasciare di stucco quanti credono poco o nulla nei rapporti di forza “orizzontali”.
Quale deve essere l’intervento della cultura nell’elaborazione di un progetto di rinnovamento della società molisana? “Infatti, anche solo per non ricadere nella negativa esperienza del centro-sinistra, noi dovevamo e dobbiamo guardarci dall’errore di ogni progettazione fatta unicamente a tavolino.”(on.E.Berlinguer, Teatro Eliseo, Roma 15 gen.1977, convegno degli intellettuali).
Più di trenta anni ci separano dall’incontro di Berlinguer con i maggiori intellettuali comunisti, riformisti e cattolici italiani, tuttavia si presenta ancora attuale la necessità di incontrare gli altri. Le menti creative debbono assumere un ruolo decisivo nella stesura del programma elettorale ma soprattutto possono aiutare coloro che auspicano di passare dalla teoria alla pratica amministrativa.
Altro argomento nell’agenda politica che non trova ancora soluzione è il metodo per la scelta dei candidati alle presidenze di Provincia e Regione. Non ho mai esitato a comunicare il mio punto di vista sulla questione, così come il segretario politico
del mio partito e molti altri, ma anche in questo caso occorre un radicale cambiamento. Alcuni partiti politici hanno maturato notevoli successi elettorali per aver propagandato bene l’idea del cosiddetto nuovismo. Idee basate sui numeri dei sondaggi, con sfumature a volte di sinistra a volte conservatrici, hanno conquistato coloro che si dicevano distanti e delusi dai partiti di tradizione politica.
C’è stato un tempo in cui si predicava la moralità del codice penale (purtroppo ancora ispirato al noto “codice Rocco”), una flessibilità del lavoro necessaria per far crescere le imprese, senza dimenticare l’idea di scegliere i candidati dal basso per mezzo di consultazioni all’americana.
Come evidente, la moralità non si è risolta con i tribunali, la flessibilità mortifica e affama i lavoratori, le imprese fuggono o chiudono e le consultazioni primarie ora non piacciono più a chi le ha inventate in Italia. Cosa succede? Succede che a vincere le
primarie in Puglia è stato un omosessuale di sinistra, a Milano un noto professionista di sinistra, a Venafro un noto giornalista di sinistra, a Larino un noto politico di sinistra.
Vuoi vedere che il problema si chiama sinistra?
Ironia a parte, è indispensabile recuperare un contatto reale e diretto con i potenziali elettori senza per questo cadere nel cesarismo, ma semplicemente cogliendo un’opportunità singolare di conquista democratica e sana del consenso morale e politico. Le primarie di coalizione non possono essere accantonate per ricatto di pochi, né per obiettivi poco attinenti la politica, e nessuno tenti il gioco dei tempi corti; il tempo delle rese dei conti è finito, la nostra democrazia è a rischio e i problemi delle classi più deboli devono essere prioritari su ogni altro argomento.
Un lungo periodo di “pace politica” deve segnare il cammino del centrosinistra, voi intellettuali molisani, voi realtà associative, offrite la vostra disponibilità ad elaborare un progetto politico alternativo e chiedete con forza la consultazione delle primarie di coalizione del centrosinistra.
Per tale ragione, utilizzate il comunicato stampa sui media locali, così come una cortese e-mail ai segretari politici ed ai partiti tutti.
Nicola Occhionero
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Il 16 ottobre 2005 si tennero le Primarie , che videro prevalere Romano Prodi. Quella giornata , purtroppo , venne funestata dall’ assassinio di Francesco Fortugno in Calabria .
Malgrado quel tragico evento, le elezioni suddette segnarono un prima e un dopo nella storia della democrazia nel nostro Paese : gli italiani furono invitati a scegliere il candidato Premier e la partecipazione popolare risultò considerevole ed entusiastica .
Ancora oggi , i cittadini vogliono essere coinvolti nelle scelte politiche , non intendono subirle .
Tenuto conto di ciò , io non posso non condividere la posizione di chi , all’interno del centrosinistra, si batte al fine di ottenere le Primarie per l’individuazione del candidato Presidente della Provincia di Campobasso e del candidato Governatore della Regione Molise .
Perché qualcuno dovrebbe opporsi a tali elezioni ?
Perché negare alla collettività , la possibilità di esprimersi attraverso questo meraviglioso strumento di democrazia partecipativa ?
Le ombre , che hanno caratterizzato la consultazione tenutasi a Napoli , non possono e non devono indurre nessuno a dire no alle Primarie .
La presenza di regole rigorose e di procedure cristalline è assolutamente sufficiente a garantire la piena validità di un siffatto metodo di scelta .
Sono convinto, pertanto, che, se verrà sottratta questa opportunità agli elettori , i medesimi si sentiranno defraudati e, di conseguenza, ci puniranno, indirizzando i propri consensi altrove o, addirittura, astenendosi dal recarsi alle urne.
Perciò, chi dovesse chiudere la porta alle Primarie, per privilegiare i conclavi, si assumerebbe la grave responsabilità di rendere la nostra parte politica aprioristicamente soccombente .
A tal riguardo , è bene che sia chiaro ciò : un centrosinistra, che dovesse perdere la Provincia di Campobasso e che dovesse tornare all’ opposizione in Consiglio Regionale, risulterebbe ridicolo , patetico e, quindi, non più credibile .
Guido Testa
(Coordinamento del Circolo del Partito Democratico di Campobasso)
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