RISPOSTA AL COMUNICATO STAMPA DEL PROF. MARRAZZI, EX-RESPONSABILE DELLA MISSIONE ARCHEOLOGICA DI S. VINCENZO AL VOLTURNO

RISPOSTA AL COMUNICATO STAMPA DEL PROF. MARRAZZI, EX-RESPONSABILE DELLA MISSIONE ARCHEOLOGICA DI S. VINCENZO AL VOLTURNO
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Il Volturno intubato per necessità archeologiche!!! Piacerebbe sapere il parere di Marrazzi su questo capolavoro!

Grazie a me il prof. Marrazzi sta avendo un attimo di notorietà e come ringraziamento dice che vuole querelarmi. Lo faccia con comodo.
Con una nuova esternazione rende di pubblico dominio che pende presso il tribunale di Avellino una sua querela per diffamazione.
E’ bene che si sappia che non sono stato querelato per aver detto il falso, ma per essermi espresso, secondo lui, con parole offensive. Vedremo come andrà a finire.
La cosa non cambia i termini della questione che io pongo e per la quale non ho chiesto il parere del Marrazzi il quale per una decina di anni (con la connivenza della Soprintendenza archeologica del Molise) è stato il responsabile della missione archeologica di S. Vincenzo al Volturno senza neppure avere il titolo di archeologo. Titolo che ha conseguito solo qualche mese fa.

Ma le sue performances professionali a me non interessano.

Ho sempre detto che egli è abbastanza preparato in materia di storia medioevale e che se avesse continuato a fare il divulgatore lo avrei anche sostenuto in qualche modo, come quando faceva l’aiutante in campo di Richard Hodges, il grande genio dell’archeologia medioevale che gode di una stima internazionale per le sue scoperte a S. Vincenzo.
Marrazzi mi chiede cosa io abbia fatto per S. Vincenzo.
Nulla. Proprio nulla. Anche perché non ne ho mai avuto il potere.
Io mi vanto solo di fare il sagrestano-factotum al monastero e di tanto vado contento. Almeno mi guadagno qualche sconto sulle future condanne divine per quante maledizioni ho inviato contro coloro che per denaro distruggono il patrimonio culturale.
Sono contento che il Presidente della Repubblica Ciampi gli abbia fatto gli elogi quando è venuto a S. Vincenzo. Non so se a Ciampi (notoriamente grande esperto di archeologia…!) era stato spiegato bene che l’archeologo- scopritore di S. Vincenzo era Richard Hodges e non Marrazzi.

 

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Così la missione archeologica ha scavato e lasciato il ponte dell’VIII secolo

 

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Le travi del ponte dell’VIII secolo sono state prelevate in questo modo dalla Missione archeologica diretta dal prof. Marrazzi. Sullo sfondo il pullmino che le ha trasportate a Salerno al laboratorio di analisi dell’Istituto Suor Orsola Benincasa.

Non so cosa c’entri, poi, la ricostruzione giornalistica di Piero Angela (di cui Marrazzi si vanta) con il disastro archeologico fatto dalla sua missione archeologica. Sulla questione sono stato già ripetutamente querelato dall’Istituto suor Orsola Benincasa e tutte le querele sono state o archiviate o, opportunamente per l’Istituto, ritirate.
Senza dire che sono stato processato anche su querela del Ministro per i Beni Culturali. Anche questa querela è finita nel cestino con assoluzione piena e definitiva.

Il Ministro Urbani voleva da me 10 mila euro per aver offeso la sua reputazione! Gli Avvocati dello Stato che Urbani ha messo a spese dei contribuenti ancora stanno aspettando l’assegno!

In tutta questa vicenda, che appare grottesca, la cosa che fa ridere è che io chiedo dove siano finiti i 950 milioni di lire dati all’Istituto Suor Orsola Benincasa e per risposta Marrazzi mi chiede cosa abbia fatto io per S. Vincenzo!
Io chiedo di conoscere i contenuti delle consulenze costate 80 milioni di lire per la stabilizzazione di lavoratori socialmente utili e per risposta Marrazzi mi dice che vuole querelarmi!
Io chiedo di sapere se è vero che i Boiardi della Soprintendenza (Scichilone, Martines e Pagano) responsabili delle ispezioni e della gestione dei contratti con l’Istituto Suor Orsola Benincasa erano contemporaneamente anche docenti all’Istituto Suor Orsola Benincasa insieme a Marrazzi e Marrazzi risponde aria fritta.

Per le docenze a Benincasa vedi nell’ultima pagina (professori a contratto Martines, Pagano e Scichilone) del sito:
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www.unisob.na.it/Universita/Facolta/Lettere/guida0708.pdf

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Commenti

6 risposte a “RISPOSTA AL COMUNICATO STAMPA DEL PROF. MARRAZZI, EX-RESPONSABILE DELLA MISSIONE ARCHEOLOGICA DI S. VINCENZO AL VOLTURNO”

  1. Avatar Sara Scarpati
    Sara Scarpati

    Spett.le Arch. Franco Valente,
    mi chiamo Sara Scarpati e sono laureanda in Archeologia all’istituto Suor Orsola Benincasa. Per questo mi sento profondamente coinvolta dalle questioni che si stanno scatenando da qualche tempo relativamente alla missione archeologica condotta dal mio Istituto Universitario, missione a cui ho preso personalmente parte. Leggendo le sue considerazioni (espresse in queto sito, ma anche nella sua lettera aperta pubblicata sul giornale PrimoPiano del 5 c.m.) relative all’operato del Prof. Marazzi, alla gestione dell’Università ed al lavoro di tanti collaboratori, ho sentito come un dovere controbbattere a determinate inaccetabili inesattezze. Le sue parole vanno a colpire con infondatezza il lavoro di tante persone che da anni dedicano la loro passione, le loro COMPETEZE, ed il loro spassionato e sopratutto disinteressato amore per l’archeologia ad un sito di inestimabile valore come quello di San Vincenzo al Volturno. L’importanza dell’area archeologica è stata puntualmente sottolinealta e valorizzata dal lavoro di questi archeologi con un modus operandi di estrema precisione, con metodologie che hanno puntato al recupero e alla tradizione di informazioni preziose, alla tutela e alla conservazione degli innumerevoli reperti, e infine alla corretta comprensione del sito, attraverso nuove campagne di scavo.Non riesco proprio a capire come lei possa affermare che sia stato fatto “un danno al patrimonio di proporzioni inimmaginabili” che “gli archeologi stavano mandando questo sito letteralmente in malora” e che “ispezioni del Ministero hanno evidenziato le grosse carenze metodologiche di chi ha fatto gli scavi in questi ultimi 10 anni” (dalla sua lettera aperta su Primo Piano del 5 c.m.). Non crede che, forse, e dico forse, prima di affermare certe cose, dovrebbe chiedersi se quello che sta dichiarando corrisponde effettivamente alla realtà? Evitando, magari di infangare l’operato di persone che lavorano con serietà e alla totale luce del sole, senza pensare ad inutili giochi di potere!! Ma questo ovviamente è solo un’opinione di una studentessa, che lei reputerà sicuramente coinvolta e quindi di parte e non obiettiva. Ma le assicuro che il lavoro di questa Missione Archeologica l’ho visto con i miei occhi, l’ho vissuto in prima persona e credo che dal basso dei miei 25 anni non avrei alcun altro interesse, se non quello di poter sperare che vada avanti sempre e solo la verità e la giustizia, e non che con delle inesatte parole venga distrutto il lavoro di persone oneste di cui ora nessuno sembra volere accorgersi.

    05/08/2008 Sara Scarpati

  2. Avatar franco valente
    franco valente

    Gentile Sara,
    prima di tutto, se Lei mi autorizza, metto il Suo commento sulla prima pagina di questo sito perché considero le Sue osservazioni espresse in maniera garbata e sicuramente disinteressata.
    Mi permetterà pure, in caso affermativo, di pubblicare le mie considerazioni su Marazzi e sulla sua progressiva appropriazione dello scavo archeologico di S. Vincenzo grazie solo ed esclusivamente a quei giochi di potere cui Lei fa cenno.
    Basta dire che è stato 10 anni direttore della missione archeologica senza essere neppure archeologo!
    Chieda a Marazzi dove ha messo le schede che gli furono affidate in custodia e che non ha mai consegnato all’Abbazia di Montecassino che le pagò 800 milioni di lire.
    Chieda a Marazzi che fine ha fatto Richard Hodges che scoprì S. Vincenzo quando lui faceva il suo portaborse e meditava su come fare farlo fuori.
    Gentile Sara,
    se le interessa (e me lo faccia sapere)posso pubblicare le lettere che Marazzi scriveva a Hodges quando ancora era al suo servizio. Lettere nelle quali gli spiegava quali erano i percorsi da seguire per prendere in mano tutto.
    Chieda a Marazzi se nel libro paga dell’Istituto Suor Orsola Benincasa vi sono (o vi erano al tempo dei fatti) i soprintendenti Martines e Pagano nonché l’Ispettore Centrale Giovanni Scichilone che faceva le ispezioni annacquate mentre riceveva soldi dall’Istituto che lo teneva come docente pur essendo egli dipendente del Ministero.
    Se le cose che sto pubblicamente dicendo non fossero vere, perlomeno mi beccherei una querela per diffamazione.
    Invece è tutto vero e documentato.

    Se Lei, poi, sostiene che così si fanno gli scavi archeologici vuol dire che le lezioni di Marazzi sono state così persuasive da infondere in Lei la convinzione che gli scavi archeologici effettivamente si possano fare con sistemi che definire barbari è un eufemismo.
    Io Le consiglio di studiare con qualche altro professore, possibilmente archeologo vero, altrimenti finirà tra quel 98% di archeologi che dopo due anni fanno un altro mestiere.
    Io non ho alcun interesse all’area archeologica di S. Vincenzo perché non sono un archeologo pur essendo uno dei massimi conoscitori (e potrei dire senza falsa modestia “il massimo conoscitore”) delle problematiche di S. Vincenzo al Volturno.
    Marazzi da 15 anni persegue l’obiettivo di diventare Direttore del Parco Archeologico di S. Vincenzo. Finché Dio mi darà la forza farò in modo da non fargli scavare neppure le patate nelle aree adiacenti.

    Infine, per il piacere di sapere quanti soldi ha incassato Benincasa e chi per esso, si faccia dare da Marazzi l’elenco analitico di come sono stati spesi i 950 milioni per le prestazioni intellettuali che sarebbero state fatte dall’Istituto Suor Orsola Benincasa.

    Ultima cosa: credo sia interesse di tutti sapere la verità.
    Si faccia promotrice di un pubblico incontro, in territorio cosiddetto neutro, durante il quale Marazzi porti le sue carte ed io le mie.
    Se Lei ci riesce avrà reso un servizio alla cultura. Io sono pronto a partire da stasera.

  3. Avatar Sara Scarpati
    Sara Scarpati

    Spett.le Arch.Franco Valente,
    sono favorevole al fatto che lei pubblichi in qualsiasi luogo voglia le mie precedenti parole e anche quelle che seguono in risposta. Proverò a controbattere adesso, passo per passo, alle cose da lei espresse nel precedente commento, con la stessa cortesia che gentilmente mi ha riconosciuto. Sono davvero colpita da come lei abbia un po, mi permetta il termine, “strumentallizzato” le mie affermazioni. Se forse non mi sono già espressa con sufficente chiarezza, quello che io ho voluto esternare è il mio totale dissenso nei confronti dei suoi vani tentativi di rendere torbido un qualcosa che non lo è affatto, accanendosi verso persone che il loro lavoro lo hanno svolto egregiamente e nella totale onestà, sempre. Non mi stancherò mai di dirlo. I giochi di potere cui io faccio allusione non sono quelli che lei mi attribuisce, bensì quelli riguardanti il sistematico tentativo si smantellare una figura professionale quale quella del Professore Marazzi. Non so di quale “progressiva appropriazione” possa parlare lei, dal momento che posso affermare a gran voce che quello che il Professore Marazzi, insieme a tutti i suo validissimi collaboratori e all’Università Suor Orsola Benincasa, è riuscito a fare per il sito di San Vincenzo sia ciò che di più straordinario e formativo abbia visto in qualsiasi contesto lavorativo e scientifico cui io abbia partecipato o che io abbia mai vissuto indirettamente. Non vedo proprio come lei possa insinuare una corsa al monopolio da parte del Professore o della nostra Università (appellando la nostra missione “un orticello di famiglia”), visto che in questi ultimi 10 anni ci sono state collaborazioni con, solo per citarne alcune, l’Università di Nizza, Toronto, Tunisi, Venezia (per un totale di 3000 studenti e ricercatori provenuti da tutto il Mondo), ed essendo inoltre stata sancita la convenzione con l’Università del Molise….!

    Il lavoro svolto a San Vincenzo è, a mio avviso, il meglio che si possa offrire oggi ad uno studente di archeologia che volesse imparare, fuori dalla mura della sua Università, come si conduce uno scavo, come si faccia il post-scavo, come si conservino correttamente i materiali, come si lavori alla schedatura, catalogazione e documentazione di migliaia e migliaia di reperti, come si possa rendere fruibile un patrimonio incommensurabile come quello di cui parliamo ( e mi creda che il Suor Orsola ha fatto tutto ciò che era nelle sue competenze e nelle sue possibilità, e forse anche qualcosa in più, affinche questo fosse potuto avvenire….). Per quanto mi riguarda può pubblicare tutto ciò di cui lei afferma essere in possesso, perchè sono più che sicura che non ci sia nulla di infagante. Ma una curiosità mi viene sul perchè delle missive dirette ad altri si trovino invece nelle sue mani. Ma è solo curiosità.

    Purtoppo di “barbaro” in tutta questa vicenda ci trovo soltanto il modo in cui sia stato arbitrariamente obliterato con tonnellate di ghiaia un saggio archeologico, trasformandolo in una specie di lido, scavo condotto perfettamente da archeologi che in quel fiume hanno davvero “buttato il sangue”. Di barbaro ci vedo il modo in cui dei soldi siano si spariti, ma di certo non nelle tasche degli archeologi che hanno lavorato a San Vincenzo, o in quelle del Suor Orsola, perchè può essere tranquillamente verificato il fatto che lì nessuno si è arricchito. Barbariche mi sembrano, in un modo che definirei quasi accecante, le ingiuste accuse di negligenza, di incompetenza e di ladrocinio. Fumo negli occhi.Questa per me è barbarie vera e propria.

    Le chiedo la cortesia di non consigliarmi più di rivolgermi ad altri professori, perchè mi costringe così a sviolinate che non si addicono a chi è ancora studente: in sette anni di Università professori ne ho conosciuti tanti ed il mio Maestro l’ho scelto con coscienza, coscienza della sua sconfinata cultura storica, delle sue doti umane e pedagogiche, della sua vasta competenza in materia di ARCHEOLOGIA. Per questo la invito ad informarsi un poco meglio anche per quanto riguarda il curriculum studiorum del professore Marazzi, pubblicamente consultabile su Internet. Non mi inviti più a rivolgermi a dei veri archeologi perchè mi costringe così ad una sgarbata considerazione, e cioè che dovrei allora anche cambiare interlocutore.
    Se mi permette i 950 milioni di lire, su cui lei mi invita ad informarmi, investiti per le prestazioni intelettuali del Suor Orsola, mi sembrano i meglio spesi di tutti quelli che invece sembrano essere spariti altrove ad opera di altri.

    Per concludere spero affannosamente che chi ha davvero a cuore le sorti di quest’area archeologica abbia la bontà d’animo e la mente nitida per poter riconoscere l’immenso e ottimo lavoro fatto in questi anni, e che si accorga che le cose devono si cambiare, ma in direzione della conclusione di queste inutili e sterili astiosità e verso l’avvio invece di una sana voglia di fare qualcosa per quella meravigliosa terra che, pur non essendo la mia, sento profondamente vicina.

    07/09/2008 Sara Scarpati

  4. Avatar franco valente
    franco valente

    A questo punto credo, mentre mi accingo a mettere in prima pagina del sito tutti questi commenti, che io mi debba spiegare meglio perché ho l’impressione che la signorina Sara non abbia capito bene di cosa stiamo parlando. E dico perché la signorina non ha capito.
    A me che la signorina Sara abbia fatto un’ottima esperienza universitaria non interessa un fico secco. Se io dicessi che anche io ho fatto una bellissima esperienza nel coordinare i lavori di istituzione del Parco Archeologico e le dicessi che sono stato pure pagato a tariffa, anche la signorina Sara direbbe di non avere alcun interesse per le mie soddisfazioni professionali.
    Una cosa però va detta:
    le mie prestazioni professionali sono tornate a vantaggio della comunità perché la comunità gode dei restauri fatti, li può osservare, può utilizzare gli edifici restaurati, l’acqua esce dai rubinetti, le luci si accendono, l’impianto di riscaldamento funziona, 25 ettari di terra sono stati acquisiti al patrimonio, gli ospiti vengono accolti nelle strutture di accoglienza e così via. Cioè io sono stato pagato (insieme ad un’altra ventina di professionisti) per rendere, con la mia attività professionale, un servizio alla collettività. Ed il servizio, fino a prova di falso, è stato reso.
    Aggiungo, però, che se quelle cose realizzate fossero rimaste di esclusivo uso dei miei collaboratori, avremmo commesso un delitto.
    Invece, Benincasa, approfittando delle negligenza dei boiardi del Ministero, si è fatto un orticello nel quale la signorina Sara e altri colleghi suoi (in perfetta buona fede anche se con un pizzico di personale interesse) hanno lavorato senza essere pagati al solo fine di superare esami.
    Io non ho visto né la signorina Sara, né altri colleghi suoi lavorare per la collettività. Lei ha raccolto esperienze solo per diventare archeologa a spese mie (o di chi come me paga le tasse anche per finanziare gli scavi)
    A me, che Benincasa si sia è preso i soldi nostri per far divertire gli Indiana Jones americani (quelli che hanno pagato mille dollari per 15 giorni di scavo) o per far superare gli esami agli studenti napoletani, non interessa.
    Io voglio sapere (e lo saprò dalla Magistratura visto che il professore tutto dice fuorché quello che chiedo) come sono stati spesi i soldi provenienti dalle nostre tasse, dove sono finiti i reperti, dove sono finite le travi del ponte, se è vero che Scichilone, Martines e Pagano sono (o erano) nel libro paga della Benincasa.
    Mi fa ridere la fanciullesca affermazione della signorina Sara: Sono stati spesi bene!!!
    Bene per il suo Istituto, certamente.
    Comunque, sulla questione del disastro archeologico la signorina Sara non ha titoli di studio per parlare (come direbbe proprio il Professore…) come non li aveva il professore di storia per giudicare uno scavo archeologico.
    Come il professore non ha i titoli per giudicare un restauro architettonico o il valore di un’opera d’arte. Può semplicemente esprimere legittimamente opinioni che lasciano il tempo che trovano.
    Egli, però, lo ammetto, ha i titoli per parlare di storia. Punto e basta.
    Ed io delle sue capacità di parlare di storia, non voglio occuparmi perché non mi interessa neppure leggere le cose che scrive.
    Io invece, checché ne dica il professore, ho i titoli di studio per giudicare un danno al patrimonio architettonico ed artistico. E assicuro la signorina Sara che in questo campo i miei giudizi fanno testo.
    Spero che la signorina Sara abbia capito ora quale è il problema. Non vorrei ancora una volta fare domande per avere come risposta altre domande.
    Quando avrò riposte concrete ai quesiti che ho posto potremo cominciare a discutere seriamente.
    Franco Valente

  5. Avatar Sara Scarpati
    Sara Scarpati

    Spett.le Arch.Franco Valente,
    continuo a credere di avere abbastanza chiare le problematiche, nonostante non abbia ancora conseguito il mio titolo di studio e nonostante la mia fanciullezza.
    L’incarico del Suor Orsola Benincasa e della sua missione archeologica non era quello di impiantare servizi igienici, di creare punti di ristoro o di far arrivare l’acqua, tutte cose estremamente necessarie affinchè venga aperto un parco archeologico. L’incarico del Suor Orsola è stato in questi 10 anni quello di indagare scientificamente e con appropriate metodologie un sito archeologico, di produrre dati precisi e documentazioni, di conservarne correttamente i reperti. Tutto ciò viene restituito alla storia grazie alle pubblicazioni,ai faldoni di schede costantemente consegnati, alle conferenze, alle tesi di laurea, agli articoli, a un dvd (vincitore del primo premio Capitello d’Oro), a pannelli esplicativi creati per essere piantati nel sito, ma che per qualche motivo non sono stati affissi, a una piattaforma G.I.S. e alla totale informatizzazione dei dati. Questo non mi sembra affato un qualcosa ad uso e consumo degli Indiana Jones o degli studenti del nostro orto, ma mi sembra un servizio reso ad un comunità, che se chi di cui è competenza, un domani, riuscirà a rendere accessibile il parco archeologico, potrà pienamente e correttamente goderne. Non faccia l’errore di credere che basti creare un “luogo di pellegrinaggio” dove si paga un ticket e dove le persone vengono a fare una scampagnata per dire di aver reso un servizo pubblico. L’archeologia è anche questo, ma è anche e soprattutto produzione scientifica di dati, acquisiti con le giuste metodologie, affinchè quelle stesse persone che verranno a visitare possano comprendere e apprezzare il significato di ciò che vedono, e nessuno può dire che la nostra missione archeologica non è stata in grado di fare ciò. Se poi per danno artistico si intende , ad esempio, persone che lavorano per anni tra migliaia di frammenti di affreschi, soltanto per restituire alla sua integrità un volto o un motivo decorativo, allora vuol dire che davvero non ho chiaro in testa il concetto di danno.

    Purtroppo però ho la sgradevole sensazione che questo botta e risposta possa andare avanti all’infinito, per cui mi ritengo soddisfatta dell’aver espresso la mia opinione e il mio dissendo, sperando che le persone che si trovino a leggere questo “dibattito” possano farsi una loro personale e critica idea. Il resto saranno gli eventi a svelarcelo.
    In ogni caso la ringrazio per aver puntualmente risposto.

    08/09/2008 Sara Scarpati

  6. Avatar Sara Scarpati
    Sara Scarpati

    Spero sia possibile aggiungere in prima pagina anche questo mio ultimo commento, giusto per la complettezza del nostro scambio di opinioni.
    Sara Scarpati

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