Si era portato dietro un pastore capellone della valle del Volturno per predicare contro i lavori al castello di Venafro.
La cosa straordinaria di questo pittoresco comunicatore pagato dallo Stato è che apre la bocca e ci soffia dentro. Ed escono parole in assoluta libertà.
Si agita con la chioma al vento con l’eleganza di un conduttore di televendite di padelle.
Parla, parla, parla “Io ho fatto…. io ho creato la pinacoteca…. io ho dato lustro a Venafro…. io rappresento il Ministro ….. io porto milioni di bambini a vedere castelli e ossa di dinosauri…. io faccio le notti per voi …io inchiodo telai …. io …. io ….. io….”
Sembrava che quell’ …i0 …. io …. io …. io …. fosse il residuo dell’eco: …(Pinocch)io…. (Pinocch)io…. (Pinocch)io.
Ma perché prima di parlare non si legge almeno qualche manuale delle Giovani Marmotte a fumetti?
“ Scitis, fratres mei dilectissimi. Sit autem omnis homo velox ad audiendum; tardus autem ad loquendum, et tardus ad iram. Ira enim viri, justitiam Dei non operatur “(Jacobus 1,19-20)
Se non è in grado di capire il latino, Pinocchio può farsi tradurre San Giacomo il Minore dal capelluto pastore che si è portato dietro…. Sicuramente ne sa più di lui….
Il comunicattore alla fine della performance si è misurato il naso.



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