Meno male che in Italia c’è pure qualcuno che ragiona!

Qualche giorno fa nel Molise è venuto Salvatore Settis a presentare il suo libro dal titolo misterioso: Paesaggio Costituzione cemento.

E’ stata l’occasione per la passerella di alcuni noti complessati della comunicazione ministeriale che, approfittando della ingenuità di uno stimato uomo di cultura, hanno mostrato, ove ancora ce ne fosse bisogno, tutta l’imbecillità di alcuni boiardi dello stato.

Mi ero rassegnato a credere che io fossi un cecato nel deserto che vedeva nero nell’organizzazione periferica del Ministero per i Beni Culturali, ritenendo che il Molise fosse l’ISOLA INFELICE dove venivano mandati per punizione i condannati all’esilio dai palazzi di Roma.

Invece, in soccorso di chi non la pensa come gli esiliati del Ministero, arriva il libro di Luca Nannipieri contro la struttura Stato – Soprintendenze – Università e “contro” il suo massimo rappresentante: Salvatore Settis. La bellezza ingabbiata dallo Stato.

Un libro dove l’autore, pur esprimendo apprezzamento sul piano umano e culturale per l’impegno di Salvatore Settis, ci aiuta a dimostrare che il Molise è una di quelle isole che tutte insieme fanno l’ARCIPELAGO INFELICE degli esiliati romani.

IL LIBRO
E’ uscito nelle librerie e on-line il libro Salvatore Settis – La bellezza ingabbiata dallo Stato di Luca Nannipieri (Edizioni ETS, 2011, euro 8). Con questo libro Luca Nannipieri mette sotto accusa il sistema dei Beni Culturali oggi vigente in Italia, che attraverso Soprintendenze, Università e Consigli di ricerca, paralizza ogni intervento privato ed individuale su case, dimore e paesaggi, che non sia riconosciuto dallo Stato. Il libro mette in discussione il ruolo dello Stato, delle Soprintendenze e delle Università, perché troppo bloccati e gerarchici, nella valorizzazione e nella conoscenza della bellezza del nostro patrimonio storico-artistico e del paesaggio in Italia.
Il saggio-pamphlet si confronta criticamente con una delle personalità della cultura più importanti in Italia: Salvatore Settis, direttore storico della Normale di Pisa, editorialista di Repubblica e Sole24ore, Presidente del Comitato scientifico del Museo del Louvre, esponente di quel mondo e che di quel sistema è stato ed è un esimio rappresentante.
L’esperienza e lo spessore culturale che figure come Settis hanno messo a disposizione nella gestione italiana del patrimonio artistico e culturale oggi non possono sfuggire al confronto che anche altri soggetti possono offrire in questo contesto in un’ottica meno statalista, meno ingessata, meno calata dall’alto.

Dichiara l’autore Luca Nannipieri: “Salvatore Settis rappresenta una cultura del Novecento che ha dato una risposta ineccepibile sulla bellezza e sul patrimonio artistico e paesaggistico; ma questa risposta ineccepibile ha una vittima: la persona. Pensare che il patrimonio storico artistico, da Pompei all’ultimo borgo dell’Umbria, possa essere difeso anzitutto e soprattutto dallo Stato e dalle leggi è come convincersi e cercare di convincere che l’acqua va dalla foce alla sorgente. Non può essere: è l’evidenza che te lo nega. E sui beni culturali, l’evidenza mostra che Stato, Soprintendenze e Università non hanno difeso e valorizzato la bellezza dei nostri luoghi: al contrario, l’hanno spenta, l’hanno ingabbiata. In altri termini, così come sono, hanno fallito. Per questo Settis, nonostante sia considerato uno dei guru indiscussi degli ambienti intellettuali europei, rappresenta un modo tutto novecentesco di concepire i beni culturali e la bellezza dei nostri luoghi”.

L’AUTORE
Luca Nannipieri, già collaboratore del Corriere della Sera (edizione toscana) e Resto del Carlino, è direttore e fondatore del Centro Studi Umanistici dell’abbazia di San Savino presso l’omonima abbazia medioevale a Pisa, nella quale dirige anche un festival artistico, ospitando le maggiori personalità della cultura italiana, coinvolgendo le comunità del luogo e dedicandolo ogni anno ad un pensatore del Novecento. Il festival e i dibattiti culturali che dirige sono mirati a valorizzare monumenti e bellezze storico-artistiche italiani solitamente poco riconosciuti o in degrado.
http://www.centrostudisansavino.it/



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