Franco Valente

Ormai non mi credeva più nessuno! “Eppur si muove!”: Forse non avevo torto sull’Appalto dell’Auditorium di Isernia!

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Il 19 dicembre arriverà la cartolina celebrativa dell’Auditorium che non c’è.

Intanto l’Autorità di Vigilanza sui Pubblici contratti ha mandato una lettera alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica.

Provate a leggere cosa ha scritto!

Esattamente le cose che da TRE ANNI sto segnalando alla Procura della Repubblica di Isernia che DA TRE ANNI  chiede ripetutamente l’archiviazione costringendomi a faticose e costose opposizioni!

http://www.avcp.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=4840

Oggetto: Appalto di progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di realizzazione del “Nuovo Auditorium di Isernia e delocalizzazione del campo di calcio”, rientrante negli interventi relativi alle “Celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia”.

 

Vi trascrivo solo le conclusioni dell’Autorità di Vigilanza sui Pubblici Contratti:

 

… omissis…

Il Consiglio
RILEVATO CHE
L’Ordinanza del 23 novembre 2007, recante “Disposizioni per lo svolgimento del grande evento relativo al 150° anniversario dell’Unità d’Italia” tra i presupposti legittimanti la deroga al regime ordinario prevede espressamente, al secondo considerato, “che per il raggiungimento del sopra descritto obiettivo è necessario che la struttura di missione operi … per l’esecuzione delle opere pubbliche … entro la fine dell’anno 2010”.

Con la presente istruttoria l’Autorità ha avuto modo di appurare che le criticità evidenziate nel 2007 e 2009 si sono concretizzate, e quindi che alcuni dei citati presupposti legittimanti la deroga al regime ordinario sono effettivamente venuti meno nel corso del tempo. In particolare, dagli atti emerge che soltanto uno ’stralcio funzionale‘ dell’intervento in questione potrà forse essere realizzato entro il 31 dicembre 2011, salvo ulteriori slittamenti; disattendendo quindi gli obiettivi posti dal Governo con la citata Ordinanza, laddove si stabiliva che la Struttura di missione dovesse garantire “l’obiettivo primario di dare adeguata e tempestiva attuazione al programma generale degli interventi” e comunque “entro la fine dell’anno 2010”. Ciò altresì in ragione del fatto che è stato rilevato come la disponibilità finanziaria per la realizzazione dell’intervento sia risultata sempre insufficiente rispetto alle previsioni, e che comunque è stato registrato un aumento oltre che dei tempi di realizzazione dell’opera – parziale – anche dei costi.

DISPONE

Di contestare all’Unità Tecnica di Missione presso la P.C.M. le procedure per l’affidamento del presente appalto, ancorché nella consentita deroga ad alcune disposizioni del Codice dei Contratti Pubblici, poiché non è stato assicurato il rispetto dei principi fondamentali delle norme comunitarie e dello stesso Codice in materia di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza tra gli operatori del settore, di cui all’art. 2, rilevando che:

    la possibilità di ricorrere alle modalità previste dall’art. 53, c. 2 lett. c), è consentita solo nel caso in cui sia richiesta ai concorrenti la presentazione di un progetto compiuto a livello ‘definitivo’ in sede di gara, sulla base di un Capitolato prestazionale con prescrizioni inderogabili, escludendo perciò la possibilità da parte degli offerenti di poter presentare solo alcuni elaborati progettuali e di formulare soluzioni migliorative;

    il ricorso a continue revisioni progettuali, sia per la presenza di scelte non sufficientemente definite sotto l’aspetto tecnico-funzionale, che per la mancanza di un’adeguata copertura finanziaria per realizzare interamente le opere, oltre a non permettere il raggiungimento dell’obiettivo nei tempi previsti, ha comportato significative variazioni nelle categorie dei lavori e dei costi, con un improprio riferimento alle tipologie di variante previste dalla norma e alla correlata deroga;

    la stipulazione di atti con inserite clausole contrattuali, che legano l’esecuzione di ulteriori opere alla disponibilità di nuovi finanziamenti, non risulta conforme allo spirito della norma, e si accosta all’istituto della trattativa privata.

Di contestare al Comune di Isernia le seguenti fattispecie:

    il bando di gara del Concorso Internazionale di Progettazione si è rivelato carente e impreciso, poiché si sono rese necessarie – dopo la sua pubblicazione – alcune interpretazioni del RUP per consentire una corretta presentazione dell’offerta da parte dei concorrenti, generando così incertezze sulla determinazione del costo complessivo previsto per la realizzazione dell’opera a farsi;

    l’assenza di linearità e tempestività nelle scelte progettuali, sia in fase preliminare, dove non è stata fornita alcuna valutazione di congruità economica dell’incremento di spesa dal progetto vincitore del Concorso di idee a quello posto a base di gara, sia nelle esigenze manifestate alla Struttura di Missione, e sia all’atto della redazione del progetto esecutivo, con significative modifiche legate ai distacchi ed alla viabilità attorno al costruendo edificio.

Di monitorare il restante iter esecutivo, rappresentando all’Unità Tecnica di Missione che, oltre a comunicare l’ultimazione del primo stralcio funzionale ‘attuale’, dovrà assicurare in futuro il rispetto della normativa dei Contratti Pubblici, a garanzia della libera concorrenza e della più ampia partecipazione degli operatori.

Di trasmettere copia della presente delibera alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei Conti, per gli eventuali aspetti di rispettiva competenza.

Di mandare alla Direzione Generale Vigilanza Contratti di Lavori, Servizi e Forniture la presente deliberazione, ai fini dell’esecuzione delle disposizioni impartite e dell’invio delle comunicazioni di rito ai soggetti interessati.

Il Consigliere Relatore: Andrea Camanzi
Il Presidente f.f.: Sergio Santoro

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 24 novembre 2011
Il Segretario: Maria Esposito

© Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture – Tutti i diritti riservati
via di Ripetta, 246 – 00186 Roma – c.f. 97163520584

Contact Center: 800896936

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5 Commenti

  1. amedeo 14 dicembre 2011 at 10:18

    E’ già una bruttura architettonica a prima vista. Poi con quello che è
    successo e sta succedendo, la bruttura si trasforma in vergogna.
    Povero Molise, ha perso tutto e, forse, anche la testa!!!.

    Io non ho mai avuto dubbi sulle tue denunce.
    Ora chi pagherà per questo sgorbio istituzionale?

  2. Franco Valente 14 dicembre 2011 at 10:29

    Ora il rischio è che venga sequestrato tutto. Un aumento ingiustificato di quasi 10 milioni di euro solo per una variante al 1° lotto!
    Appalti successivi a TRATTATIVA PRIVATA! (stiamo parlando di altri 10 milioni di euro!)
    In genere arrestano un geometra se fa una variante ingiustificata di qualche centinaio di euro e se affida un incarico superiore a 7.000 euro di parcella!
    Qui si sono dati incarichi per oltre 200 mila euro ad un solo professionista senza alcuna evidenza pubblica….
    La verità che dietro questo disastro c’era la cricca nazionale che era convinta che sarebbe passata la famigerata legge della PROTEZIONE CIVILE spa.
    Con quella legge sarebbe stato lecita qualsiasi trattativa privata, qualsiasi finanziamento e qualsiasi prezzo unitario…..

  3. Gigi 16 dicembre 2011 at 16:17

    Un lato positivo questo loculo di cemento potrebbe averlo: sarà un monumento alla stupidità degli isernini nella speranza che gli serva da lezione (ma non credo)

  4. Daniele 21 dicembre 2011 at 02:46

    La ringrazio per la giusta battaglia che sta conducendo. Confesso la mia “colpa” di aver fatto parte del gruppo di architetti che lavorò alla redazione del progetto definitivo di questo mostro, che già nel preliminare prometteva ben poco. Come dire: uno di quei progetti “faticosi”, che nascono male. Nel nostro lavoro capita. E’ stata un’esperienza molto breve, da dimenticare umanamente e professionalmente.
    Continuerò a seguirla.
    Daniele

  5. Franco Valente 21 dicembre 2011 at 06:05

    Gentile Daniele, purtroppo noi architetti siamo spesso vittime inconsapevoli del potere politico. Comunque, nonostante tutto quello che è venuto fuori, l’aspetto architettonico è diventato l’ultimo dei problemi.
    Il vero dramma dell’Auditorium è la spesa inutile. Il Sindaco da una parte mena vanto di aver fatto quest’opera inutile e dall’altra parte dice che non ci ha nulla a che fare per scappottarsi dalle responsabilità di altro genere.
    Le prime manifestazioni saranno affollate da curiosi che vogliono vedere come è fatto. Poi tutto finirà nella routine della sciatteria e del disinteresse perché manca anche il bacino di utenza che, in termini puramente statistici, possa assicurare la sopravvivenza di questo pateracchio architettonico-amministrativo.
    Adesso ci hanno riciclato una mostra fotografica che era stata già allestita in un’altra parte d’Italia. Roba ormai inflazionata da volontariato parrocchiale.
    A Natale ci presenteranno un libro di canzonette napoletane scritto da un amante della musica nostrana. Poi qualche manifestazione dai costi stratosferici per poche centinaia di persone (ce ne possono entrare solo 700) e alla fine se ne ammirerà la inutilità.
    Spero che il suo lavoro sia stato almeno pagato. Cosa che accade molto raramente quando si fanno concorsi in cui l’impresa lucra anche sulla progettazione per recuperare i ribassi fuori controllo.

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