ARCHEOLOGIA E TRIPPA PER I GATTI:
ALTRO CHE TAMIGI!
Associazione culturale virtuale
“Archeologia nel Molise: C’é ancora trippa per i gatti?”
Il Presidente arch. Franco Valente
CIRCOLARE n. 114 del 24 gennaio 2008
Qualche giorno fa sui quotidiani nostrani è stata data la notizia che un se-dicente archeologo che cura gli scavi a S. Vincenzo al Volturno, preso da un raptus onirico, ha avuto una visione mistica con deformazioni prospettiche.
Le cronache locali hanno riportato che il visionario avrebbe visto concretizzarsi alle sorgenti del Volturno l’immagine del Tamigi e che una fila di battelli sarebbe passata sotto il ponte della Zingara per attraccare al molo S. Vincenzo di fronte ad uno stuolo di monaci plaudenti!!!
Qualcuno mi ha riferito che il novello Indiana Jones avrebbe affermato di essere apparso alla Madonna e che solo per pietà cristiana la notizia non sarebbe stata riportata dai giornali.
Poiché io sono un credulone sono andato a S. Vincenzo per assistere ad una performance del veggente, ma ho trovato qualcosa di spettacolare.
Altro che apparizione alla Madonna! Ho trovato i se-dicenti archeologi intenti a far sparire il ponte romano che ignobilmente era stato portato alla luce dopo che la Soprintendenza lo aveva fatto distruggere in gran parte per posizionare quel tubo di acciaio che solo dopo quintali di articoli di protesta è stato eliminato.
Era una delle testimonianze più straordinarie dell’eccidio saracenico del 10 ottobre 881. Dopo 12 secoli erano tornate alla luce le travi carbonizzate con i segni della storica distruzione.
Questa banda di sedicenti archeologi ha tenuto le delicatissime strutture in un modo che dire ignobile sarebbe un apprezzamento.

Così i se-dicenti archeologi hanno lasciato il ponte ligneo alla fine dell’estate!

Così era il ponte all’inizio dell’inverno!
Quando ormai le travi avevano subito l’essiccamento estivo e il congelamento invernale e quando ormai si preannunciava un rapido deperimento è arrivato il colpo di genio: facciamo sparire tutto riversando decine di camionate di terra argillosa senza alcuna preventiva precauzione.
Guardate le immagini di questo nuovo (e sicuramente non ultimo) scempio del patrimonio storico mondiale, malauguratamente situato nel Molise.
Nonostante le indicazioni degli esperti che raccomandavano un eventuale interro con sistemi delicati, utilizzando limo naturale dopo aver protetto con ogni cura le travi lignee e nonostante il semplice buon senso consigliasse di operare a mano, la Soprintendenza archeologica, sotto la direzione dell’arch. Fioravante Vignone e della dott.ssa Stefania Capini ha fatto riversare decine di camionate di terribile argilla frammista a reperti antichi, utilizzando peraltro potenti escavatori che hanno frantumato il preziosissimo ponte.

Questa la massa di terra argillosa riversata dalla Soprintendenza con gli escavatori sul ponte ligneo!
Quando era stato distrutto oltre il 90 % del ponte finalmente è arrivata la sospensione dei lavori che hanno cancellato in un paio di ore 15 secoli di storia irripetibile.
GUARDATE IN CHE MODO LA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DEL MOLISE TUTELA UNA DELLE TESTIMONIANZE PIU’ STRAORDINARIE DELLA STORIA DELL’ALTO MEDIOEVO EUROPEO!

Sicuramente è un caso, ma la Soprintendenza del Molise è diretta dal Soprintendente dott. Mario Pagano che è anche docente all’Istituto privato Suor Orsola Benincasa. Sicuramente è un caso che il dott. Mario Pagano abbia predisposto la relazione che si è concretizzata con l’affidamento all’Istituto Suoro Orsola Benincasa della concessione allo scavo e allo studio del ponte della Zingara.
Sicuramente è un altro caso che il dott. Mario Pagano abbia fatto trasportare una parte del ponte a Salerno presso il laboratorio di analisi dell’Istituto Suor Orsola Benincasa.
ADESSO VORREMMO SAPERE CHI PAGA (… ma non lo sapremo mai…)

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