Viva il vento e le pale eoliche quando sono belle e si muovono!

Viva il vento e le pale eoliche quando sono belle e si muovono!
Franco Valente

Da piccolo avevo un bicicletta che aveva sul manubrio una variopinta girandola che girava con una velocità che era direttamente proporzionale alla velocità che riuscivo a raggiungere. Più forte pedalavo e più velocemente ruotava la girandola. Era una sfida continua che rivelava l’esistenza fisica dell’aria.
Secondo una visione cosmologica cristiana il cielo non è altro che una tappeto bucato che copre la terra come una grande tenda.
In una interpretazione teologica questi buchi sono le stelle attraverso cui passa non solo la luce, ma anche lo “spiritus”, che è l’anima del mondo.
In altri termini, attraverso questi buchi passa l’aria, cioè la vita, che si trasforma in vento.

Ambrogio Autperto nel secolo VIII, alle sorgenti del Volturno, spiegò che il Quinto Angelo dell’Apocalisse nell’ordinare agli altri Arcangeli di mantenere fermi i venti, si prepara ad avviare la distruzione del mondo.
Per questo motivo, quando guardo intorno e vedo girare queste gigantesche pale eoliche, ho la sensazione che la fine del mondo sia ancora lontana.
Quando sono ferme, invece, comincio ad avere un preavvertimento di morte.
Io sono decisamente favorevole alle pale eoliche. Più grandi sono e più mi affascinano.
Ciò non significa che si possono mettere da tutte le parti e qualsiasi forma sia bella.

Per decine di anni (era il 68) ci siamo battuti per le energie alternative, come quelle del vento, del sole e dell’acqua.
Non appena l’industria ha capito che dall’aria si potevano fare grandi affari si è sviluppata una ricerca che ha portato alla realizzazione di macchine eoliche sempre più efficienti e sempre più belle.
In America ormai si è capito che possono essere grandiose sculture in movimento.
Contemporaneamente è nato un movimento che fa capo a personaggi singolari che, definitisi ecologisti, stanno facendo una battaglia che io sinceramente non condivido.
Tra questi il presidente di Italia Nostra, Ripa di Meana, o il mio amico Vittorio Sgarbi che insieme a battaglie sacrosante per la tutela del patrimonio artistico e monumentale, hanno intrapreso anche quella contro le centrali eoliche.
Battaglia che non mi sento di condividere in maniera generica come purtroppo stanno facendo alcuni personaggi nostrani più che altro per politica becera.

Sicuramente c’è ancora molto da fare per una corretta localizzazione (che non vuol dire nasconderle alla vista), ma l’idea che si tratti di strutture che producono energia pulita mi fa stare tranquillo, anche se in qualche caso potevano essere realizzate con maggiore accortezza.
Mi farebbe piacere se coloro che gridano allo scandalo per i presunti (veramente presunti) danni ambientali degli impianti che saranno realizzati al largo di Termoli si preoccupassero un poco più dei danni provocati dalla speculazione sulla costa con l’urbanizzazione selvaggia contro la quale non hanno speso una sola parola.

Mi farebbe piacere se si interessassero un po’ di più dei disastri archeologici creati dal Ministero per i Beni Culturali nel territorio molisano dove i danni sono irreversibili.

Mi farebbe piacere se si interessassero un po’ di più della catastrofe ambientale provocata nei paesi del terremoto del 2002 dove si sta cancellando irreversibilmente la cultura di quelle comunità in nome del dio denaro.
Sono convinto che quello dei pali eolici è solo un problema psicologico male pilotato e che prima o poi i detrattori ideologici dovranno ravvedersi.
Anche perché appartengono a quella categoria di persone che vogliono la moglie ubriaca e la botte piena.
… comunque, se ne vogliamo parlare, sono graditi commenti sull’argomento.

 

Spread the love

Commenti

8 risposte a “Viva il vento e le pale eoliche quando sono belle e si muovono!”

  1. Pienamente d’accordo.
    ciao Vate

  2. Premesso che ritengo l’impianto off shore una soluzione adeguata e non impattante (una via che avrei iniziato a percorrere da subito!)e mi meraviglio della levata di scudi di personaggi che hanno consentito che si arrivasse a circa 600 torri eoliche già autorizzate, posizionare queste ultime sarà molto difficile senza assestare un colpo mortale alle residue risorse ambientali e paesaggistiche del nostro Molise.
    Salutami il fantasma….

  3. Avatar testa salvatore
    testa salvatore

    rispetto i suoi gusti circa le pale eoliche, però viste da me, con l’occhio del montanaro e dell’escursionista sono un pugno nell’occhio nei nostri paesaggi altomolisani. sarei curioso di sapere quanta energia producono e quanta convenienza ci sia visto che l’importo delle nostre bollette enel cresce in misura proporzionale al proliferare degli impianti eolici. non sarebbe più produttivo (con meno impatto ambientale) il fotovoltaico? la invito a venire in alto molise e verificare gli scempi. saluti Salvatore

  4. Mi ha scritto Antonio Grano e volentieri pubblico il suo appello.
    Caro Franco,
    non credo che l’eolico risolva il vero problema di questa nostra società dei superconsumi.
    Le pale non sono innocue e devastano l’ambiente. Certo, sono il meno peggio,
    ma il punto non è questo.
    L’ “umanita” del terzo millennio, dell’energia prodotta da quelle roselline di bicicletta se ne sbatte.
    Vuole il nucleare! Vuole miliardi di miliardi di megawatt di energia.
    E’ questo il punto!
    Caro Franco, prendimi pure per pazzo, ma io ti dico che l’Apocalisse di
    Giovanni è alle porte, mentre noi continuiamo a parlare di “consumo
    sostenibile”.
    Franco! Dobbiamo fermare il consumo!!!
    Non abbiamo alternativa.
    Ci siamo avvitati in un diabolico circuito perverso: produrre di più,
    consumare di più.
    Consumare, consumare, consumare; produrre, produrre, produrre.
    Produrre e consumare sempre di più.
    Fino a scoppiare.
    L’umanità è impazzita.
    Dobbiamo fermare questo consumo forsennato, dissennato, selvaggio, bestiale,
    disumano, sporco, pacchiamo e devastante.
    Abbiamo distrutto il pianeta, l’abbiamo portato al punto di non ritorno, gli oceani sono immense cloache di scorie nucleari ecc.
    Ci stiamo suicidando, caro Franco.
    Giorno dopo giorno sottraiamo terra all’agricoltura e giorno dopo giorno cresciamo, cresciamo, cresciamo.
    Cemento, cemento, cemento, cemento, cemento.
    Sette miliardi, otto miliardi, cento miliardi…e riduciamo lo spazio vitale.
    Meno spazio e più utenti; più utenti e meno spazio.
    Se questo non è suicidio, me lo spieghi cos’è il suicidio?
    La Chiesa! La Chiesa!!!
    Crescete e moltiplicatevi, moltiplicatevi, moltiplicatevi!
    E soffrite, soffrite, soffrite!
    Se questo non è sadomasochismo, me lo spieghi cos’è il sadomasochismo?
    Franco! Dobbiamo fermarci! Abbiamo superato il limite di tollerabilità della terra.
    Quale consumo sostenibile?
    Bisogna fermare i consumi.
    Il 99 per cento di ciò che consumiamo è superfluo, inutile; è mommezza prima ancora di diventare monnezza.
    L’uomo, il più grande errore del Grande Costruttore, Dio (nessuno è
    perfetto), finalmente ha dispiegato tutta la sua luciferina potenza.
    Il diavolo siamo noi!
    Noi siamo il carcinoma della terra, e la terra si vendicherà.
    Almeno lo spero. Spero di vederla all’opera con un terremoto planetario del milionesimo grado della scala Mercalli che travolga, finalmente, questi sette miliardi di mostri che l’affliggono, che la straziano, che la seviziano, che la violentano, che la stuprano.
    Per consumare, per consumare, per consumare.
    La terra grida vendetta! Ma deve vendicarsi ora e subito, perché se non si affretterà a distruggere l’uomo, l’uomo la distruggerà.
    Non ce la facciamo? E’ impossibile fermare la planetaria armata della
    superproduzione di merda?
    Va bene. Ma allora dobbiamo saperlo: Non c’è scampo.
    Moriremo annaspando nei mille milioni di miliardi di miliardi di miliardi di monnezaza che produciamo ogni giorno.
    Altro che palette eoliche!
    Un caro saluto.
    Antonio

  5. Il mio carissimo amico Antonio Grano ama farsi chiamare, polemicamente, S.Antonio da Macchia.

    Carissimo frate Antonio da Macchia,
    spero che tu abbia spento il congelatore e abbia rinunciato a vedere la
    televisione. Sicuramente a breve interromperai anche le comunicazioni
    internet e così avrai dato il tuo contributo all’ambiente.
    Sulla circostanza che ci stiamo avviando alla distruzione del mondo, vuoi
    dirlo proprio a me che sono un apocalittico convinto!
    Ma come tutti gli apocalittici cerco di rinviare quanto più possibile il
    giorno fatidico.
    Il problema che ho posto non è se le pale producono o non producono.
    A me, sinceramente, interessa poco la questione energetica. Pongo solo la
    questione se sono belle o sono brutte.
    A me le pale eoliche probabilmente piacciono come potrebbero piacere gli
    infissi di alluminio a chi di architettura capisce quanto un deficiente.
    Tutte le disquisizioni se costano o non costano, se producono o non
    producono, se ci guadagnano i comunisti o i fascisti, i capitalisti o i
    proletari non mi passano manco per l’anticamera del cervello.
    Se dovessi dare un giudizio sul rapporto costi benefici nella costruzione
    della Basilica di S. Pietro a Roma, dovrei dire che sarebbe stato meglio se
    il papa avesse distribuito le ricchezze ai poveri.
    Ma a me S. Pietro, il Rinascimento, il Barocco e tutto quello che ci viene
    appresso piace senza condividere, necessariamente, l’idea antiriformista che
    ne ha determinato la nascita.
    Se all’epoca di Giulio II ci fosse stato Ripa di Meana o qualche
    ambientalista con la puzza al naso, il progetto di S. Pietro sarebbe stato
    impallinato prima della presentazione.
    Quanta dell’architettura fascista è straordinariamente bella. Dovrei dire
    che è brutta perché dietro c’è il fascismo?
    Il bello è bello perché è bello. Non perché piace, come dicono i coglioni.
    Il giudizio storico è cosa ben diversa da quello estetico.
    Ora delle macchine eoliche si parla con i pregiudizi psicologico-politici,.
    Figuriamoci se il dibattito potrà mai essere sereno.
    Franco Valente

  6. Ho ricevuto questo commento dal grande GB:
    Ué, uagliù, la finite di rompere il cazzo con i vostri sofismi? L’estetica, l’etica, la politica, i pali eolici, la panda, le montagne russe, la monnezza, l’apocalisse, la bicicletta con le rotelline, gi ambientalisti, i coglioni, i cretini di ogni età, i preti, i sordomuti, sua eminenza, i deficienti, il buco dell’ozono, la merda elettronica, le scatolette di simmenthal, i pali della luce, lo squaglio del ghiaccio artico, le balene appese agli uncinetti, la statua di mosè, dio universale, la bellezza eterna, l’anarchia planetaria, la torre di babele, l’imbratto sui muri, l’avanzata dei turchi, sua santità, le impronte digitali, la muraglia cinese, i tifoni, la scala richter, i decibel, i farabutti, gli squagliachiummo, la torre eiffel, W la libertà, i massoni, w carlo cafiero!, l’asfalto putrido, gli angeli notturni, le tasse, il diavolo con le corna, il fetore cadaverico, il padrino, le borse in calo,la piramide di cheope, il pugnale dell’assassino, gli zingari, la scrivania tarlata, le zanzare, l’adsl, l’aids, le puttane non dovrebbero stare sul marciapiede, fanno schifo, e i magnaccia?, la ragnatela….
    scusate, mi metto a letto

  7. A S. E. Rev.ma
    Franco Valente
    Patriarca di
    Venafro e Pozzilli

    Eminenza,
    questa volta mi hai beccato con le mani nella marmellata.
    Ebbene sì, lo confesso: il responsabile del buco nell’ozono e della morìa delle vacche sono io.
    Pentito e contrito, onde lucrare l’indulgenza semi-plenaria, ho svuotato il frigorifero (una trota di allevamento, due scatolette di Simmenthal e una fetta di anguria) e ho dato tutto ai poveri.
    Come penitenza digiunerò per quaranta giorni nel deserto di Fragnete.
    Per quanto riguarda la televisione la terrò spenta notte e giorno, ma ti prego, dammi una deroga per il telegiornale di Rete 4 delle 18-45. A Emilio Fede non posso rinunciare!
    Su Internet, sei proprio spietato: come faccio a privarmi della Cronaca di Toprabana se la chiudo?
    Certo, lo so, i miei sono consumi smodati (35 euro mensili di Enel, 40 di internet e telefono): devo ridurre, ridurre, ridurre.
    Pensa che avevo deciso di alienare la mia Panda, lo Status Simbol della mia vita dissipatrice, per comprarmi una bicicletta con rosellina ruotante, ma
    quei bastardi della concessionaria volevano 500 euro per prendersela.
    Questo significa che con i miei duemila chilometri l’anno mi renderò responsabile dell’inquinamento atmosferico dell’Europa e dell’Asia messe
    insieme, mentre quei poveri milioni e milioni di onesti cittadini che con i loro fuoristrada da centomila cavalli, le loro navi da 200 metri che solo mentre mettono in moto consumano quanto io consumo in 15 anni, sono costretti a subire le pestifere esalazioni del mio catorcio.
    Che vergogna!
    E’ la solita storia di sempre. Chi erano i colpevoli dei roghi romani? I cristiani.
    E chi ha fatto crollare la scuola di San Giuliano? I bambini.
    E chi è il capo degli inquinatori italiani? Io.
    E vuoi sapere di chi è la colpa della monnezza di Napoli? Ma sì, è lui, ‘On Alfonso ‘o terrorista, quel malavitoso di Pecoraro Scanio che esplicando tutta la sua potenza luciferina ha impedito la costruzione dell’inceneritore
    di Acerra.
    Lo volevano tutti: Bassolino, Iervolino, cinque o sei capi di Governo che si sono avvicendati negli ultimi 15 anni, tutti i notabili della destra, del
    centro, e della sinistra, due o tre Capi di Stato. Lo volevano Prodi,
    Berlusconi, Bertinotti Casini e Bossi. Lo volevano i Questori, i Prefetti, gli assessori, i carabinieri, la finanza, la polizia, la Digos, la CIA,
    Bush, Putin e il KGB e perfino la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta, la Sacra Corona Unita e la Jakuza giapponese, ma invano. Tutte queste forze coalizzate nulla hanno potuto per respingere i devastanti attacchi dall’Attila
    salernitano. Li ha sbaragliati tutti. Che uomo! Anzi, che bisex!
    Emine’,
    io avevo parlato di patate, ma tu hai preferito parlare di fagioli.
    Siccome non ti interessa la questione della super produzione di merda che sta distrugendo il pianeta (“non mi interessa la questione energetica”),
    introduci in modo gratuito e surrettizio la questione dell’arte, del bello e dell’estetica (“a me interessa solo se le pale sono belle o sono brutte”).
    E qua mi freghi un’altra volta perché io in materia di armonia del creato sono più ignorante di una capra.
    Lo confesso, non sono un esteta, e da quell’ inguaribile materialista che sono, mi preoccupo di cose molto più terra terra come ad esempio la fine del mondo prossima ventura.
    Tu dici che te ne freghi, ma poi dici che fai di tutto per rimandarla. E come, facendo una dissertazione sul Pinturicchio mentre in questo momento,
    mentre io ti scrivo, si stanno scaricando alcuni miliardi di tonnellate di sostanze tossiche nell’aria?
    Boh.
    Poi sostieni che le pale ti fanno schifo e che solo ad un deficiente possono piacere (“mi piacciono come potrebbero piacere gli infissi di alluminio a chi di architettura capisce quanto un deficiente”), ma dici anche “viva le pale eoliche”.
    Boh.
    “Tutte le disquisizioni se costano o non costano, se producono o non
    producono, se ci guadagnano i comunisti o i fascisti, i capitalisti o i proletari non mi passano manco per l’anticamera del cervello”.
    Con tutto il rispetto, Eminenza Eccellentissima, a me me pare ‘na strunzata.
    E mi fa rivoltare lo stomaco sapere che ci sono al mondo uomini che per
    arricchirsi (anche con le pale eoliche!) mandano al macero la vita di milioni di cittadini inermi.
    Ma tu dici che l’arte ci salverà. Io credo che l’arte, ove detenesse questo potere, è arrivata con ritardo. Combattere l’’atomica con l’arte è come andare a caccia di balene con un uncinetto.
    E veniamo a San Pietro.
    Hai ragione tu: meno male che al posto di Giulio II non c’era quel
    terrorista di Ripa di Meana.
    Altrimenti a quest’ora non avremmo San Pietro e non saremmo il Paese più sagrestano, più integralista, più assolutista, più teocratico e più cattocomunista del pianeta.
    Come sarebbe stato brutto. Pensa che oggi saremmo costretti a fare le leggi dello Stato in Parlamento. E invece, grazie a Giulio II (ma Giulio II non è Andreotti?), le leggi dello Stato vengono proposte, discusse, approvate e promulgate in Via della Conciliazione. Che culo!
    Alla faccia dei Paesi Islamici. Tie’!
    Pensa che invece di essere un felicissimo paese a sovranita limitata; invece di essere ammorbati da un’asfissiante cappa di potere teocratico; invece di
    attribuire al Papa il potere di fare e disfare a suo piacimento i governi,di far cadere Prodi e far salire Berlusconi, avremmo corso il richio di essere un paese laico e civile, in cui i governi sono eletti dal popolo.
    Pensa che un povero cristo che soffre dolori atroci, che è ridotto ad una larva umana, rischierebbe addirittura di poter determinare la sua esistenza e di morire quando cazzo vuole lui.
    Che orrore.
    “Il bello è bello perché è bello. Non perché piace, come dicono i coglioni”.
    Eccellenza, va bene, sarò un coglione, ma sommessamente ti chiedo: e chi san nicandro lo decide che cosa è bello?
    Guarda che se a decidere cosa è bello è, poniamo, un paranoico squlibrato, fascistoide e marinettiano Sgarbi, o un tracontante e prepotente barone come Bonito Oliva, io, se me lo permetti, il bello me lo decido da solo.
    Nella Russia di Stalin, il bello lo decideva lui. E chi glielo spiega a
    Majacowsky che Stalin era un debosciato?
    Nell’Italia di Mussolini il bello era quelo che piaceva ai gerarchi
    fascisti.
    Ed oggi il bello lo decidono solo ed esclusivamente i capitalisti (sì’, i capitalisti), quelli cha spendono miliardi e miliardi di euro al minuto per convincere il popolume a comprare tutta la merda che producono.
    Pace e bene.
    Don Antonio Grano
    Vice parroco di
    Macchia e Fragnete
    15 luglio 2008

  8. Vedo che i livelli della discussione, anche se poliedrica, hanno raggiunto vette ineguagliate e ineguagliabili….
    Tutto ciò è bellissimo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *