Ci mancava solo Danilo Leva per S. Vincenzo

Ci mancava solo Danilo Leva per
S. Vincenzo
Ora siamo a posto
Il prof. Marrazzi è andato prima dal Presidente del Consiglio Mario Pietracupa. Poi si è fatto il giro dei politici. Infine, per completare l’opera, è andato dal ciclista solitario Danilo Leva e finalmente ha ottenuto la risposta che meritava: una barbaricciana suonata di trombetta. (Divina Commedia, canto XXI).

L’uomo rilascia mediamente dai 0.5 a 1.5 litri di gas al giorno suddivisi in 12-25 flatulenze circa. Una flatulenza è composta principalmente da gas inodori come l’azoto (ingerito), l’ossigeno (ingerito), il metano (prodotto da archea anaerobici), il biossido di carbonio (prodotto dai batteri anaerobici o ingerito) e l’idrogeno (prodotto da alcuni e consumato da altri). L’azoto è il principale gas rilasciato.(Flatulenza – Wikipedia).

Il consigliere regionale Leva in politica fa di meglio. Senza fare suddivisioni, rilascia aria fritta, una sola volta, ma di buona qualità. Oggi, per il suo godimento personale, ha rilasciato quella in difesa dell’Istituto Suor Orsola Benincasa che ha incassato 950 milioni di lire per “prestazioni intellettuali” a S. Vincenzo al Volturno.

Tutti gli altri consiglieri regionali stanno rigorosamente silenziosi su un argomento per il quale anche Leva, totalmente disinformato ed in malafede, avrebbe fatto bene a documentarsi prima di parlare.

La gente deve sapere che, con la delibera della Giunta Regionale (G.R. n. 594 del 7.4.2000), il prof. Marrazzi, amico di Leva, è stato nominato CONSULENTE DELLA REGIONE PER LA STABILIZZAZIONE DI INESISTENTI LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI A S.VINCENZO AL VOLTURNO (LIRE 80 MILIONI + iva)

Il consigliere Leva, prima di rilasciare altre dichiarazioni inodori, si faccia dire dal suo amico Marrazzi cosa è successo dopo questa consulenza.
Il consigliere Leva si faccia dire dal suo amico Marrazzi che fine hanno fatto i 950 milioni per prestazioni intellettuali versati all’Istituto Suor Orsola Benincasa.
Il consigliere Leva si faccia dire da Marrazzi chi fine facevano i mille dollari individuali per i corsi riservati agli americani a S. Vincenzo al Volturno.
Il consigliere Leva si faccia dire come venivano pagati gli studenti universitari sfruttati a scavare a S. Vincenzo al Volturno.
Il consigliere Leva, invece di fare demagogia di basso livello, si faccia dare dai Servizi Ispettivi del Ministero per i Beni Culturali la relazione finale sul disastro archeologico di S. Vincenzo al Volturno e poi ci faccia sapere cosa vi ha letto.

Questo il comunicato stampa di Danilo Leva, Consigliere regionale del Partito Democratico:
Ho seguito con grande attenzione il dibattito sviluppatosi negli ultimi giorni sul futuro del sito archeologico di San Vincenzo al Volturno.

La trasmissione andata in onda su Rai 1 ha evidenziato le inadempienze che la classe dirigente, nel suo complesso, della nostra regione ha perpetuato nel tempo sul sito stesso. Nei mesi scorsi ho provato ad accendere la discussione attraverso l’interrogazione rivolta al Presidente della giunta regionale circa l’utilizzo dei fondi comunitari concessi e, soprattutto, gli esiti degli stessi. Se pensiamo che dal 1993 ad oggi sono stati investiti sull’area, tra fondi regionali, comunitari e ministeriali, oltre 27 miliardi delle vecchie lire allora riusciremo anche a comprendere le reali dimensioni del disastro. Perché, se è vero che dei 27 miliardi dieci sono stati destinati alla ricerca ed al restauro, la restante somma doveva servire a rendere fruibile il sito. Ebbene, non si può continuare ad assistere impotenti ed inermi ad una situazione di fatto che danneggia, seriamente, non solo l’immagine del sito, ma anche quella dell’intero Molise. Sull’area del complesso archeologico mancano purtroppo i servizi, i parcheggi, i punti di accoglienza ed informazione,i punti ristoro: si tratta di interventi previsti dalle diverse delibere di giunta regionale ma che non sono mai stati realizzati. A distanza di tanto tempo, non solo non sono stati individuati i responsabili di tali inadempienze, ma si continua a giocare una partita strana, anomala che alla fine non vedrà nessun vincitore, ma un unico sconfitto: il reale sviluppo dell’intera Valle del Volturno. Occorrerebbe uno sforzo di governance del territorio vero, capace di mettere insieme tutti gli attori ed i protagonisti che gravitano intorno al complesso monastico senza prediligere chi soffre di un protagonismo inutile e dannoso, ma coinvolgendo e valorizzando le diverse energie e professionalità indispensabili per il rilancio dell’area. In quest’ottica ognuno deve cominciare a svolgere il suo ruolo e le sue funzioni, a partire dalla Direzione regionale dei beni culturali e paesaggistici del Molise, per passare poi alla Regione, ai Comuni, all’ Università del Molise e del Suor Orsola Benincasa ed, infine, alla stessa Abbazia di Montecassino.
La Direzione regionale dovrebbe garantire una certa coerenza tra dichiarazioni di principio e comportamenti reali, attraverso, innanzitutto, una continuità di metodo e di atteggiamento, indipendentemente dal direttore di turno, visto e considerato, tra l’altro gli interventi della stessa Soprintendenza ai beni archeologici. Oggi, ho la sensazione che ciò non accada e che si crei artatamente un clima di ostilità all’interno del sito archeologico lesivo della concreta efficacia dei lavori.
La Regione dal canto suo, invece, potrebbe istituire con legge il parco archeologico di San Vincenzo al Volturno in modo tale da affidare, definitivamente, funzioni gestionali ai comuni interessati, competenze scientifiche alle due università, le quali devono iniziare a convivere ed in modo tale da inquadrare giuridicamente il rapporto con l’Abbazia di Montecassino. Serve serenità ed equilibrio, altrimenti San Vincenzo al Volturno rischierà di rappresentare l’ennesima opportunità mancata della nostra regione. Fortunatamente, non siamo all’anno zero, grazie soprattutto al lavoro del prof. Marazzi e dei ragazzi dell’Università Suor Orsola Benincasa che hanno inseguito e concretizzato un sogno; però il lavoro da fare è ancora enorme e dovremo saper scrollarci di dosso quella gestione maccheronica e profondamente inadeguata del sito che politica e burocrazia, in questi anni, hanno messo in campo.

IL TEOREMA MARAZZI – REGIONE MOLISE – MINISTERO BENI CULTURALI

Accordo di programma per
20 miliardi a S. Vincenzo al Volturno
CONSULENTE REGIONALE: MARAZZI
(Delib. Giunta Reg. 2873/97)

DIRETTORE MISSIONE ARCHEOLOGICA S. VINCENZO: MARAZZI

FINANZIAMENTO 2 MILIARDI ACCORDO DI PROGRAMMA
DESTINATARIO ISTITUTO PRIVATO
SUOR ORSOLA BENINCASA
Nel corpo docente MARAZZI ed anche il fratello di MARAZZI

DIRETTORE DI CANTIERE A S. VINCENZO
a carico di Suor Orsola con fondi ministeriali
MARAZZI

CONSULENTE DELLA REGIONE PER LA STABILIZZAZIONE DI INESISTENTI LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI A S.VINCENZO AL VOLTURNO (LIRE 80 MILIONI + iva) (G.R. n. 594 del 7.4.2000)
Istituto BENINCASA + MARAZZI

Responsabile della sicurezza sul cantiere
MARAZZI

FINANZIAMENTO 4 MILIARDI ACCORDO DI PROGRAMMA
Appalto impresa De Vincenzi
DIRETTORE SCIENTIFICO DESIGNATO DAL MINISTERO BENI CULTURALI
a carico dell’impresa esecutrice, ma con fondi ministeriali
MARAZZI

ISPETTORE MINISTERIALE SUI LAVORI:
SCICHILONE, DOCENTE PRIVATO ALL’ISTITUTO BENINCASA INSIEME A
MARAZZI!

Datori del denaro
Arch. Ruggero Martines, Direttore regionale per i Beni Culturali, docente insieme a Marrazzi all’Istituto Suor Orsola Benincasa!

Dott. Mario Pagano Soprintendente archeologico del Molise, docente insieme a Marrazzi all’Istituto Suor Orsola Benincasa!

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