Un angelo se ne è andato
Luca Capasso non è più.
Tanti giovani lasciano questa terra in punta di piedi. Altri con grande clamore. Altri per superficialità.
Luca se ne è andato perché noi adulti gli abbiamo messo paura.
Era un ragazzo dolcissimo.
Un ragazzo destinato ad essere un vero signore se la società ne avesse capito le qualità, il suo desiderio di vivere, la sua voglia di essere utile.
La sua ricerca di cose semplici. Che fanno parte del mondo dei giovani spensierati.
Luca era un giovane come gli altri, ma con qualcosa in più. Un desiderio morboso di essere come gli altri.
L’ho visto crescere senza entrare nella sua vita privata. La vicinanza della sua casa alla mia era spesso occasione per rapidissimi saluti. Frasi brevissime che mi davano la sensazione che gli facesse piacere sentirmi suo amico.
Lo vedevo sgattaiolare dalla casa con movimenti rapidi. Sempre sorridente ma con un velo di malinconia. Come se fosse stato distratto da una riflessione.
Ultimamente, meno di un mese fa, ho avuto un colloquio più lungo.
Non mi era mai accaduto. Mi è sembrato più maturo, ma come se avesse paura del tempo.
Poche battute che, con il senno di poi, avrebbero dovuto farmi capire che Luca vedeva scorrere i giorni senza avere la possibilità di concretizzare un suo sogno.
Mi è sembrato che avesse fretta. Tutti i giovani hanno fretta.
E Luca aveva fretta come tutti i giovani.
Fino al punto di decidere di trasformare il tempo dell’intera vita in un attimo che non ammette ripensamenti.
Una vita di sogni, di attese, di speranze, racchiusa nella decisione fredda di concludere un viaggio.
Luca ha gridato forte il suo amore per la vita. Il suo gesto è esattamente il contrario di quello che si è portati a credere.
Il suo gesto è un atto di amore lucido verso l’universo. Un atto che diventa una lezione magistrale per tutti noi che accettiamo di vivere il quotidiano come soggetti passivi, integrati ed incapaci di dire basta ad una società che ogni giorno diventa più cattiva.
Un mondo in cui noi siamo la caricatura di noi stessi.
Un mondo in cui la forma effimera è diventata sostanza.
Luca ha gridato a noi la sua lezione magistrale senza alcuna pretesa di essere ringraziato. Lo ha fatto facendoci sentire tutti responsabili della sua scomparsa.
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