Deoteguarde de Alatro, Federico II ed il Castello di Cerro a Volturno. Una storia poco conosciuta

Deoteguarde de Alatro, Federico II ed il Castello di Cerro a Volturno.

Una storia poco conosciuta

Franco Valente

da: Franco Valente, Castelli, rocche e cinte fortificate del Molise (Volume in preparazione).
(Con preghiera di citare la fonte in caso di utilizzazione del testo per motivi di studio. Questo articolo è protetto da diritti Creative Commons.)

Con le costituzioni di Melfi Federico II poneva sotto controllo dei suoi funzionari tutto il Regno mentre i rapporti con la Chiesa si deterioravano a tal punto che papa Gregorio IX nel 1240, alleatosi con Venezia, riusciva ad ottenere, tra l’altro, la distruzione di Termoli e Campomarino ad opera della sua flotta. In quell’anno riapparve sullo scenario militare Tommaso di Celano che da Gregorio IX era stato posto a capo di 200 cavalieri per una inutile difesa di Spoleto che l’anno seguente sarebbe stata ripresa dalle forze imperiali.

Le imprese militari non arrestarono le prassi amministrative. Quando i castelli situati in punti strategici non appartenevano al demanio, Federico cercò di acquistarli. E’ il caso dell’acquisizione del castello di Cerro a Volturno le cui vicende sono riportate in una lettera di Federico del 6 febbraio 1240 a conclusione di una serie di trattative non andate a buon fine.

L’imperatore aveva ordinato al giustiziario di Terra di Lavoro di prendere con le armi, senza perdere tempo, la fortificazione che era mantenuta da un certo Deoteguarde che la teneva difesa con una guarnigione campana. Il giustiziario aveva fatto sapere all’imperatore che la cosa non era così semplice sia per la particolare complessità di un eventuale assedio, ma soprattutto perché un tal tipo di intervento avrebbe costituito uno scandaloso precedente.

Federico insistette per ottenere l’acquisizione di quel castello consigliando al giustiziario di raggiungere l’obiettivo con l’inganno facendo uscire Deoteguarde dal castello con una scusa qualsiasi e poi imprigionarlo e tenerlo arrestato finché non avesse fatto consegnare il castello dai suoi uomini.

Se poi Deoteguarde non fosse caduto nella trappola, avrebbe potuto corrompere qualche cittadino per farlo catturare.
Le cose andarono per le lunghe e non si sa se le cautele indicate da Federico siano state messe in atto.

Sembra però che il castello sia rimasto nel possesso di Deoteguardi anche per l’intervento di papa Alessandro IV (1254-1261) se è vera la notizia che viene riportata dal Ciarlanti (G.V. CIARLANTI, Memorie historiche del Sannio, Isernia 1644, p. 361) secondo cui il castello nel 1271 ancora apparteneva a lui: Diotiguardi d’Alatro nipote di Gottifredo Cardinal d’Alatro nel 1271 possedeva Cerro, Acquaviva, Montalto, & Opina, che molti anni innanzi gli erano state concedute da Papa Alesandro IV e da Federico II alle quali succedè Francesca sua figliuola moglie di Nicolò della Marra terzo signore di Serino.

Non sappiamo però a quale titolo il Castello di Cerro poteva essere tenuto da Deoteguardi e se alla sua manutenzione e riparazione dovevano contribuire tutte le comunità dell’alta Valle del Volturno, come risulta dalle disposizioni confermate da Carlo d’Angiò nel 1270: Item castrum Cerri reparari potest per homines baronie Cerri, Spine et baronie domini Rogeri de Calvello, que sibi sunt vicine .

Questo il testo della lettera inviata da Federico II a Riccardo di Montenero, giustiziario di Terra di Lavoro:
Litterae responsales ad justitiarium Terre Laboris de militibus feudorum summonitis, de piscibus et rebus aliis non mittendis in Campaniam, de castro Cerri et domino ejus caute capiendis, de grassa non extrahenda, de custodia locorum et arma prohibita ferentibus.

Fredericus, etc., Riccardo de Montenigro justitiario Terre Laboris, etc. Licteras, etc., usque commendantes.

Quod autem recepto mandato nostro de summonendis militibus justiciariatus tui, recepisti quaterniones feudorum a G. de Sancto Fremundo ac predecessore tuo justitiario, in quibus quia omnia feuda de quibus servicium curie nostre debetur minime continentur, summontis prius eis quos in quaternionibus invenisti, de aliis nichilominus de quibus mencio non fiebat diligenter inquirere curavisti, summonens eos ad servitia nostra, tuam sollertiam commendamus, et quia quaterniones feudorum ad presens in curia nostra non erant, ipsos tibi non misimus ut petisti.

Quod etiam milites Neapolis per te summonitos invenisti ad servitia nostra paratos, et quaterniones feudorum suorum caute obtinuisti ab eis, de quorum servitiis si per quaterniones curie conditionem nostram meliorare poteris eorum formam sequeris, alioquin facies inde quod melius videris expedire, celsitudini nostre placet.

De piscibus et cannabo que de regno in Campaniam ut scripsisti feruntur, volumus ut inhibitionem facias generalem ne ipsa vel omnia alia illuc ulterius deferantur, et eam facias firmiter observari.

De Castro Cerri quod ad mandatum per notarium Gualterium  tibi factum ut scribis, inrequisitis nobis capere distulisti, tum quia dubitas scandalum posso oriri, tum quia  inexpugnabile creditur, et hominibus Campanie ac aliis necessariis premunitum, volumus et mandamus ut Deoteguarde dominum ejus sicut scripsisti caute ad te voces aliquo negotio simulato, et si poteris eum capias et detineas quousque castrum tibi fecerit assignari; quod si eum habere non poteris, ordines sapienter et caute quod per homines contrate modis omnibus capiatur. Homines regni seu Campanie quos extrahere dicis grassam de regno volumus ut et in personis quas capias et in bonis que infisces taliter corrigas, quod digno peniteant et ceteri terreantur.

Placet etiam nobis ut custodiam fieri per terras jurisdictionis tue, specialiter confinii, pro compescendis malefactoribus ordines ut scripsisti; eos autem qui pretexu turbationis hujus mote per papam prohibita ceperunt arma portare, si ea sine licentia nostrorum officialium temere portaverint, punias juxta sacrarum constitutionum nostrarum tenorem. Expensas moderatas et necessarias que per te dantur nuntiis tuis pro nostris servitiis necessario ad nos missis, tibi volumus in tuo ratiocinio numerari. Ceterum, etc…
Datum apud Sarzanum, XV decembris, XIII indictionis.

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Commenti

3 risposte a “Deoteguarde de Alatro, Federico II ed il Castello di Cerro a Volturno. Una storia poco conosciuta”

  1. Articoli sempre documentatissimi ed interessanti!!!

  2. Avatar Donatella Capo
    Donatella Capo

    E’ sempre interessante leggerti e anche qui porti ancora una volta all’attenzione l’interesse di Federico II nei territori Molisani.
    Sempre un grazie
    Donatella

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