Bastarda fu la malta o la modalità di applicazione?
Franco Valente

Il restauro finito alla Torricella di Venafro con denaro pubblico
Ritorno sulla questione della Torricella di Venafro perché a 7 giorni dalle mie note nessuno si è degnato di dare una risposta. Aspetterò qualche altro giorno e poi mi sentirò autorizzato a scatenare una guerra contro chiunque, essendone responsabile, faccia orecchie da mercante.
Il sindaco di Venafro e la sua corte sono convinti che per la città sia iniziato un nuovo medioevo e che per rispettare i cittadini si debba aspettare il prossimo millennio.
Oggi pomeriggio, essendo domenica, ho fatto una passeggiata a Filignano (e più precisamente a Selvone) per fare fotografie. Girando per quei luoghi mi sono imbattuto casualmente in due edifici privati che sono stati recentemente restaurati.
Non so chi sia il proprietario, chi sia stato il mastro muratore e chi sia stato il direttore dei lavori, ma il risultato è certamente eccellente.
E sicuramente quel lavoro non è costato 400 mila euro!
Guardate le immagini.

Si potrebbe non essere d’accordo per la eliminazione dell’intonaco, ma si tratta di un eccellente intervento di consolidamento eseguito usando semplicemente malta bastarda
La malta bastarda è un impasto di cemento con calce e sabbia silicea che si vende anche in confezioni con i materiali premiscelati.
Certamente a Selvone non sono state utilizzate malte speciali che in questi casi potrebbero essere consigliate per alcune particolari esigenze di traspirabilità o di adattabilità alla pietra.

Sensibilità, occhio vigile e necessaria attenzione fanno raggiungere, come in questo caso, risultati eccellenti senza usare materiali speciali
Si è usata semplicemente malta bastarda trattata con la sensibilità di un buon mastro muratore, con l’occhio vigile del padrone e con la necessaria attenzione del direttore dei lavori.
Alla Torricella di Venafro sono mancate almeno queste tre cose: sensibilità, occhio vigile e necessaria attenzione.

Sarebbe bastato usare questa semplicissima tecnica e alla Torricella avrebbero fatto una bellissima figura
Intanto una considerazione semplice.
La legge vigente è chiara sulle competenze professionali. Questo tipo di lavoro, ai sensi dell’art. 52 del regolamento approvato con R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537 (tuttora vigente come confermato recentemente con una magistrale decisione del Consiglio di Stato – VI, 11 settembre 2006, n. 5239), è riservato ESCLUSIVAMENTE agli Architetti.

Questo è il trattamento riservato alla Torricella
Gli ingegneri sono bravi a fare altre cose.
Come architetto penso che la legge sia fatta bene.


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