Il muro di gomma: a Venafro se sfregiate il patrimonio antico non succede niente.
E’ vergognoso che se un cittadino scrive nell’interesse della Pubblica Amministrazione, i Boiardi Statali, Regionali e Comunali non si degnino neppure di rispondere.
Anzi, si alterano se li vuoi aiutare.
Venafro 4 marzo 2009
Oggetto: Richiesta di una commissione di inchiesta per i lavori di restauro alla Torricella di Venafro
Al Ministro per i Beni Culturali
Al Presidente della Giunta Regionale
Al Direttore dell’ERIM Molise
Al Direttore Generale per i beni architettonici
Al Direttore Regionale per i Beni Culturali
Al Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici
Al Difensore Civico della Regione Molise
Al Procuratore generale della Corte dei Conti
Alla Procura della Repubblica
e per conoscenza
Al Presidente Nazionale dell’Istituto Italiano dei Castelli
Al Presidente del Consiglio Scientifico Nazionale dell’Istituto Italiano dei Castelli
Agli organi di informazione
Il sottoscritto arch. Francesco Valente, componente del Consiglio Scientifico Nazionale dell’Istituto Italiano dei Castelli,
PREMESSO
che il Consiglio di Stato (VI, 11 settembre 2006, n. 5239) ha confermato la riserva di progettazione per gli architetti (art. 52 del regolamento approvato con R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537) per interventi su monumenti che abbiano valore storico-monumentale;
che il Comune di Venafro ha appaltato i lavori di restauro dell’antica Torricella di Venafro, insigne testimonianza di architettura castellana medioevale (X-XIV secolo) affidando (pare) la progettazione a tecnici privi della laurea in Architettura;
che il Ministero per i Beni Culturali ha affidato l’Ufficio di Alta Sorveglianza sui lavori appaltati ad un proprio funzionario, anch’egli privo del titolo di Architetto;
CONSIDERATO
che sulla Torricella, insigne testimonianza di architettura castellana, perno del sistema difensivo della Valle del Volturno e supporto diretto del Castello di Venafro, sono stati eseguiti interventi scellerati per modalità esecutive, per criteri adottati e per materiali adoperati che hanno determinato una irreversibile menomazione dei valori storici e monumentali che erano stati ampiamente segnalati con pubblicazioni e comunicazioni precedenti;
che per effettuare l’intervento è stata eseguita una violenta trasformazione del tracciato dell’Acquedotto Campate e Forme (ERIM) per permettere a mezzi meccanici ed attrezzature di giungere fino ai piedi della Torricella e che a lavori eseguiti i luoghi non sono stati ripristinati con grave responsabilità per omessa vigilanza da parte dell’ERIM, del Responsabile dei Procedimenti del Comune di Venafro, del Funzionario responsabile dell’Alta Vigilanza del Ministero per i Beni Culturali, del Responsabile della Regione Molise sul Patrimonio Paesaggistico
che l’intervento di restauro è stato finanziato con fondi pubblici con il preciso scopo di salvare dalla rovina un monumento di particolare importanza per la storia dell’intera regione essendo stato luogo fisico di importanti avvenimenti medioevali;
che il sottoscritto aveva preventivamente segnalato ad uno dei progettisti nonché al funzionario destinato all’Alta Sorveglianza la necessità di adottare accorgimenti finalizzati non solo alla conservazione del monumento ma anche alla conoscenza delle testimonianze di archeologia medioevale che presumibilmente, per la presenza di una cisterna interrata, sarebbero venute fuori;
che è stata scavata la cisterna senza alcun controllo archeologico e senza una schedatura stratigrafica;
che uno dei Direttori dei Lavori, raggiunto telefonicamente dal sottoscritto dopo l’accertamento del disastro, ha affermato che i lavori si sono svolti in perfetta aderenza con le indicazioni che venivano costantemente impartite dall’Ufficio di Alta Sorveglianza che aveva dato precise e circostanziate operative anche in sede di rilascio del Nulla-Osta di competenza;
che, pertanto, le modalità esecutive, i criteri adottati ed i materiali adoperati sarebbero stati indicati dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici attraverso un proprio funzionario
PRESO ATTO
che NESSUNO dei responsabili a qualunque titolo dei lavori, sebbene sollecitato dal sottoscritto, ha adottato alcuna iniziativa e neppure ha fatto sapere quali iniziative intendesse prendere
RITENUTO URGENTE E NECESSARIO
un intervento immediato del Superiore Ministro affinché prima della chiusura del Cantiere e prima della liquidazione delle rimanenti somme destinate al restauro del Monumento venga adottato un provvedimento tendente ad accertare:
1) il danno prodotto al Monumento per cattiva esecuzione definendo il valore economico del danno prodotto al patrimonio nazionale
2) se i progettisti e direttori dei lavori erano muniti del titolo professionale di cui all’art. 52 del regolamento approvato con R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537, per intervenire su un edificio di grande valore storico e monumentale;
3) se il funzionario che ha dato i propri pareri nonché il funzionario addetto all’Alta Sorveglianza hanno le capacità professionali per dare tali pareri e sorvegliare tali lavori e se hanno agito con competenza nello svolgimento delle mansioni affidate
CHIEDE
che l’on. Ministro voglia nominare una commissione di inchiesta e rimuovere i funzionari che eventualmente si siano resi responsabili in qualsiasi modo della irreversibile distruzione della Torricella di Venafro permettendo un intervento sciagurato e fuori di qualsiasi criterio consolidato dalla Teoria del Restauro;
che l’on. Ministro voglia agire nelle competenti sedi giudiziarie nei confronti dei responsabili dello scempio e costituirsi parte civile per i danni determinatisi al patrimonio ambientale e architettonico della nazione italiana;
che il Responsabile dei Procedimenti del Comune di Venafro adotti i provvedimenti di competenza sospendendo qualsiasi erogazione di somme per i lavori condotti in maniera sciagurata ed avvii il procedimento in danno dell’impresa esecutrice e dei responsabili a qualunque titolo dei danni al patrimonio comunale;
che i destinatari della presente, nell’ambito delle loro specifiche competenze istituzionali, adottino le determinazioni necessarie ed urgenti per il ripristino delle condizioni originarie del territorio danneggiato e per la eliminazione di tutte le opere che in qualunque modo hanno danneggiato l’insigne monumento storico della Torricella di Venafro
(arch. Francesco Valente)




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