Papi nel Molise: Leone IX

Oggi 19 aprile la Chiesa festeggia Leone IX come santo.
Benevento nel 1792 lo festeggiava come uno dei suoi protettori.

Franco Valente

Brunone di Dagsburg era nato in Alsazia nel 1002. A 18 anni canonico e a 22 diacono di Saint Etienne. A 24 anni vescovo di Toul. A 47 anni, nel 1049, fu eletto papa. Morì nel 1054.
La sua fama è legata alla lotta contro la simonia (la vendita e l’acquisto delle cariche ecclesiastiche, di indulgenze e di assoluzioni dai peccati) e alla scomunica comminata a Michele Cerulario (patriarca di Costantinopoli che provocò nel 1054 lo scisma di Oriente per la questione del “Filioque” sulla natura dello Spirito Santo).


Leone IX e Michele Cerulario in una miniatura palermitana

Nel Molise si ricorda il suo passaggio nel 1053 per Guardialfiera e per la valle del Biferno in occasione della spedizione militare, capeggiata da lui, contro i Normanni perché preoccupato della loro travolgente ascesa.

Il 10 giugno del 1053 il papa da Sala (un nucleo abitato della valle del Biferno non ancora identificato ma individuabile nel territorio di Limosano secondo F. Bozza inviava una lettera all’abate Liutfredo di S. Vincenzo al Volturno con la quale, assistito da Umberto, vescovo di Selva Candida, Pietro arcivescovo di Amalfi, Almanguino vescovo di Ceneda, e Olderico arcivescovo di Benevento e dal cancelliere di S. R. C. Federico interviene  per concludere la causa vertente tra lo stesso abate Liutfredo e Alberto monaco, il quale, illegalmente, aveva assunto il titolo di abate di S. Maria in Castagneto, che era cella di S. Vincenzo.


Pietro vescovo di Guardialfiera

Leone IX confermava questa cella a favore del monastero Volturnense e ne investiva del possesso l’abate Liutfredo ricevendo dalle mani di Alberto la rinunzia al titolo di abate e all’ufficio usurpato. Erano presenti il duca di Gaeta Adenolfo, Landone, conte di Aquino; Landolfo di Teano, Oderisio figlio di Borrello, Roffredo di Guardia (Alfiera), Roffredo di Lusensa et aliis multis maioribus et minoribus .

Otto giorni dopo l’impresa, però, si concluse male per le forze papali che furono sconfitte definitivamente il 18 giugno 1053 a Civitate quando il papa fu fatto prigioniero.
Così l’anonimo trascrittore di Amato di Montecassino racconta in francese volgare la sconfitta: Lo Pape fu accompagnié de ceste chevalerie, et avant qu’il venist à la Cité, assembla li gentilhome et fist gofanonier del la Cité et de la bataille Robert, loquel se clamoit de Octomarset. Et puiz vindrent à la Cité. C’est à un chastel qui se clame la Cité, quar la lui vindrent encontre li Normant comment se trove en autre ystoire. Et lo Pape et li chevalier avoient esperance de veinchre pour la multitude de lo pueple. Et li Normant, puiz qu’il vindrent, manderent message à lo Pape, et cechoient paiz et concorde, et prometoient chascun an de donner incense et tribut à la sainte Eclize, et celles terres qu’il ont veincues par armes voloient recevoir les par la main de lo Vicaire de l’Eglise.

Per la cronaca, secondo Vincenzo de Bartholomaeis, che commenta l’edizione volgarizzata in francese della scomparsa Storia dei Normanni di Amato di Montecassino, tra i personaggi che sono a fianco di Roberto d’Altavilla nella storica battaglia di Civitate, dove il 18 giugno 1053 Leone IX veniva battuto e preso prigioniero, vi era anche Rodolfo di Boiano. Egli riprende la notizia da Guglielmo Appulo che nell’elenco dei cavalieri a servizio del Guiscardo pone anche Rodolfo conte di Boiano:
Inter eos aderant Petrus et Galterus, Amici
Insignis soboles, simul Aureolanus, Ubertus,
Muscaque, Rainaldus, comes Hugo Giraldus:
Hic Beneventanis praelatus, at hi Thelesinis,
Hos Bovianensis comitis comitata Radulfi,
Est virtus et consilio pollentis et armis.
Vix proceres istos equites ter mille sequuntur,
Et pauci pedites.


Desiderio abate di Montecassino, poi Vittore III

Nel 1087, papa Vittore III, che noi conosciamo soprattutto per essere stato l’abate più importante dopo il patriarca Benedetto a Montecassino con il nome di Desiderio, impressionato per i miracoli che venivano segnalati sulla sua tomba, fece traslare le sue reliquie all’interno della basilica di S. Pietro.

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