Appuntamenti per il centenario di Celestino V

Appuntamenti per
il centenario di Celestino V

23 maggio 2009 a Vairano Patenora Scalo (la mattina) e a Raviscanina (il pomeriggio)



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Commenti

4 risposte a “Appuntamenti per il centenario di Celestino V”

  1. Avatar Dino  Ricci
    Dino Ricci

    Caro Architetto,
    sarebbe interessante sapere se anche la città di Isernia – che di una figura tanto venerabile, austera e popolare si proclama devota da farne il Santo Patrono (ma, a mio giudizio, più nelle buone intenzioni che nei fatti)- ha intrapreso iniziative( e quali) per ricordarlo alle nuove e vecchie generazioni.
    Grazie.
    Dino Ricci

  2. Avatar franco valente
    franco valente

    Carissimo Dino,
    hai messo il dito nella piaga. A parte le celebrazioni ufficiali della Chiesa, non mi sembra che il mondo politico e culturale isernino se ne sia importato più di tanto.
    Insieme al sempre dinamico Domenico Caiazza, stiamo pensando di fare qualcosa che riguardi non solo specificamente Celestino V, ma anche i suoi rapporti con il Molise e il mondo benedettino.
    Credo che se l’iniziativa venisse sostenuta anche dalla tua prtestigiosa associazione degli Amici di S. Vincenzo (tenendo conto che è notevole l’influenza diretta e indiretta che Celestino ha avuto nella storia dell’abbazia vulturnense)si potrebbe arrivare ad una bella manifestazione storico-culturale. Tra l’altro il Molise si avvale di ottimi studiosi (Gentile, Grano, ecc.)per cui non sarebbe difficile trovare il terreno fertile per una iniziativa di grande respiro.

  3. Avatar Placido Busico
    Placido Busico

    Cari Dino e Franco,
    condivido in merito i dubbi del primo e l’atteggiamento concreto del secondo di voi. E’ negativo attendere che si muovano gli organi politici e istituzionali, pur augurandoci che lo facciano. Personalmente ritengo che chi è animato da sincero amore per la propria terra debba coltivarla evitando che muoiano le sue radici culturali. L’esperienza vissuta mi ricorda molti anniversari di pari importanza che in altri Comuni son rimasti ignorati nella più serafica indifferenza politico-istituzionale, e mi suggerisce di fare affidamento sulle sole proprie forze, ponendo in campo iniziative anche piccole ma concrete. Se poi vi si accodasse qualche istituzione, può andare una certa cooperazione, ma evitando che questa risulti invasiva per prevenire un’eventuale deformazione dell’iniziativa ad uso e consumo dell’istituzione.

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