La Torricella di Venafro: L’hanno prima uccisa e ora la stanno massacrando
Franco Valente

Davanti agli occhi di tutti continua lento ed inesorabile il massacro della Torricella di Venafro mentre gli ispettori del Ministero si fanno grasse risate dei miei esposti.
E’ una vergogna nazionale che il Dipartimento per la Protezione Civile abbia inviato al Comune di Venafro ben 535 mila euri (UN MILIARDO DI VECCHIE LIRE) per mettere in sicurezza la Torricella di Venafro e invece gli Amministratori di Venafro l’abbiano letteralmente massacrata consentendo un intervento scriteriato e fuori di qualsiasi logica conservativa.

Doveva essere un intervento di consolidamento delicato e rispettoso dei caratteri storici ed ambientali del monumento più “visibile” del territorio venafrano ed invece è diventato il luogo di accanimento perverso per fare cose ignobili che in un paese civile vedrebbero almeno un qualche magistrato contabile o penale intervenire.
Invece da noi la magistratura su questi disastri culturali rimane in un silenzio assoluto. Non vede, non sente, non parla. Dice di essere impotente!
Non conosco da quando sono nato un solo procedimento giudiziario in difesa dei monumenti venafrani. Anzi sono convinto che prima o poi finirò io sotto processo perché denunzio ad alta voce questi scempi.

Un muro di gomma di fronte a tanta inaudita violenza contro un edificio che aveva bisogno di protezione e che invece è diventato preda indifesa di violentatori.
D’altra parte con un primo ministro che è interessato prima di tutto alla sue performances sessuali, figuriamoci cosa possano fare i suoi ministri!

Ma di quali Beni Culturali stiamo parlando se il funzionario dei Beni Culturali, che doveva vigilare sulla corretta esecuzione di un intervento di semplicissima messa in sicurezza, ha consentito a nome e per conto del Ministro di fare questo osceno intervento?
Ora i boiardi ministeriali pensano di aver risolto il problema dicendo che io sono libero di dire tutto quello che mi passa per la testa tanto non succederà nulla.
Sarà pure vero, ma su questo blog resteranno, finché vi sarà un barlume di democrazia, le immagini e la descrizione di questo ignobile esempio di malcostume culturale.

E sulla questione tornerò per far sapere a tutti delle ultime scriteriate operazioni:
Una scala alla marinara
Un tirante che perfora la cisterna
Un affaccio trasformato in porta
L’intonaco a macchia di leopardo grigio
Ma soprattutto l’inutilità di tutto l’intervento.

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