Forza Lupi, son finiti i tempi cupi!
La Roma sbarca nel Molise?
Ricevo e pubblico una segnalazione che viene da Mirabello Sannitico.
Cosa aggiungere?
Il Molise è una piccola regione con ritmi semplici. Cosa sarebbe costato in più fare un intervento calibrato e compatibile con l’ambiente e con la storia?
Purtroppo i controllori (i boiardi del Ministero per i Beni Culturali) hanno altro a cui pensare. Chi mi scrive cita una legge. Ma chi controlla i controllori?. Le Soprintendenze nel Molise sono fatte in buona parte da nullafacenti nel campo della tutela. Inerte attività che si aggiunge ad una colossale impreparazione. Uguale inefficienza, ad onore del vero, non è attribuibile all’apparato amministrativo che provvede agli stipendi.
Nei nostri paesi siamo abituati a pensare che qui si può fare tutto senza alcun criterio.
A questo si aggiunga che i sindaci vengono eletti anche con un solo voto di scarto. Credete che vi sia un sindaco disposto a perdere un voto con una ordinanza di rimessa in pristino, ammesso che abbia la sensibilità per capire il danno che opere del genere fanno al patrimonio storico e all’immagine del proprio paese?
“Ed ecco un ennesimo caso di cattivo gusto e di barbarie,della peggior specie, perpetrata ai danni del nostro patrimonio storico-artistico-architettonico.
Questa immagine mostra lo stato attuale della cromia -credo,risalente a tempi recenti- data alle superfici esterne del palazzo Frangipane, sito in Mirabello Sannitico.
E’ il palazzo nobiliare in cui è nata e vissuta nei primi anni della sua vita la celeberrima baronessa Olimpia Frangipane, controversa figura di spicco della storia del molise, ricordata soprattutto per il cenacolo d’intellettuali giacobini,che alla fine del diciottesimo secolo si riunivano nel suo palazzo di Castelbottaccio.
Nella foto allegata compare la facciata con il portale che prospetta sul largo sul quale insiste anche la dirimpettaia facciata della chiesa matrice di S.Maria Assunta.
Analoga situazione per quanto riguarda la cortina muraria con contrafforti del lungo prospetto che fiancheggia per intero la Salita Chiesa Matrice ed il tratto che affaccia su Piazza S.Giovanni, in tempi remoti denominata “Largo del Ricetto”o”Largo della Chianca”.
A parte il cattivo gusto forse amputabile agli attuali proprietari (non sono a conoscenza delle piu’ recenti vicende di questo edificio), i quali pare si siano ispirati ad un motivo a bande bicolori tipico di alcuni tessuti per tende da sole oppure ricorrente nella divise calcistiche, c’è da chiedersi: un un esplicito articolo di legge -1 giugno 1939 n 1089, quindi uno strumento a carattere coercitivo con il quale è stato introdotto il concetto di “vincolo”, la soprintendenza ha il potere di esercitare il vincolo sul bene culturale da tutelare,il quale puo essere assoluto o relativo e questo attraverso un apposito atto di notifica che viene comunicato ai proprietari dell’immobile, i quali da quel momento non possono disporre della proprietà come si vuole.
Ora,essendo codesto edificio un bene di indubbio valore storico-architettonico oltre che ad essere legato ad una delle personalità storiche che l’attuale storiografia di ambito regionale sta riportando in auge, si presume che a codesto edificio sia stato certamente applicato il vincolo.
Nonostante cio lo scempio è sotto gli occhi tutti.” M. F.
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