La croce stazionaria di S. Lorenzo a Macchiagodena
Franco Valente

Tra gli edifici che crollarono a seguito del disastroso terremoto di S. Anna del 1805 vi fu pure la chiesa di S. Lorenzo a Macchiagodena.
Persio Ciocchi nel finanziarne la ricostruzione nel 1832 ebbe cura di far inserire sulla facciata della piccola chiesa una lapide che ricordasse ai posteri la munificenza della sua antica famiglia che, tra l’altro, aveva il palazzo nelle immediate vicinanze dove ancora si conservano gli scudi con il suo stemma.
DOM
PERSIUS EX ANTIQUA CIOCCHI FAMILIA
IN SANCTI LAURENTII MEMORIAM EJUSQUE FAMILIAE UTILITATEM
AEDICULAM HANC
QUAE RUINIS ANNI MDCCCV A FUNDAMENTIS CECIDIT RESTRUXIT ORNAVIT
ANIMOQUE RELIGIOSO FECIT
UT SACRA HIC PERPETUA OFFERANTUI
FESTIS DIEBUS TESTATORIS VOLUNTATE PRAESCRIPTIS
ET
TANTAE RELIGIONIS MONIMENTUM IN LAPIDEA HAC TABULA
POSTERITATI DESCRIBENDUM CURAVIT
ANNO MDCCCXXXII
A destra e sinistra il nome di M.CAMILLO EVANGELISTA F(ecit) dovrebbe riferirsi al lapicida dell’epigrafe.
Al disotto della lapide una graticola scolpita su pietra è l’attributo iconografico di S. Lorenzo.

Già molto prima del crollo davanti alla chiesa, un altro Ciocchi, l’arciprete Antonio, aveva fatto realizzare una croce stazionaria che ancora è sistemata nel suo sito originario. Lo ricorda l’epigrafe scolpita sul prospetto della base, D. ANT. CC ARCHP A.D. 1719.
Sulla ricca base quadrata dalle voluminose cornici rettilinee si appoggia una colonna a sezione circolare che si conclude in alto con un capitello dalle linee geometriche semplici, privo di qualsiasi decorazione.

La croce ha i bracci a terminazione trilobata ed il Cristo, che è in posizione centrale ha il viso che guarda di fronte e la testa, con la corona di spine, è leggermente piegata sulla sua destra.
Ai suoi piedi il cranio di Adamo è in rilievo piuttosto pronunziato con le classiche tibie incrociate in basso.
Nel braccio superiore della croce, al disopra del cartiglio con l’INRI, vi è un cherubino ad ali spiegate, mentre ai lati di Cristo due insoliti gigli angioini.

Certamente inconsueto è il fronte posteriore dove, al centro della croce, è posizionata la figura con aureola di S. Lorenzo protomartire. E’ vestito dei soliti abiti liturgici. Tiene con la mano sinistra la graticola che fu usata per sacrificarlo sui carboni ardenti e con la destra la palma simbolo del martirio.
I tre terminali della croce sono occupati da altrettanti fioroni a quattro petali e bottone centrale.


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