In questo blog cerco di limitare al massimo gli interventi politici, salvo che non riguardino aspetti culturali o non siano connotati da faziosità cretina. Ho ricevuto una nota e con molto piacere la pubblico.
“La base” democratica
DOCUMENTO POLITICO
ANNO I° NUMERO ZERO – AGOSTO 2009 ( CICLOSTILATO IN PROPRIO)
per informazioni e adesioni Tel. 389 5109021
E mail: labasemolise@yahoo.it
Perché “La base”
Noi vogliamo essere donne e uomini del domani, perché il futuro appartiene agli innovatori seri, autonomi, liberi e capaci di costruire la società solidale, senza barriere e senza steccati ideologici del passato.
Iniziamo le pubblicazioni sotto la forma del documento politico, in attesa della registrazione legale e della conseguente trasformazione de “la Base” democratica in rivista di politica e cultura aperta a tutti, ma soprattutto alle coscienze limpide del Partito Democratico e del centrosinistra nel panorama politico molisano.
La nostra ambizione è solo quella di contribuire con le idee a far nascere il Partito Democratico nel Molise ed a sviluppare una forte azione di opposizione al governo regionale della destra.
In questo percorso difficile (ma non ci interessano le cose facili), siamo certi che arriveranno adesioni sincere e convinte alla nostra iniziativa politica che ha l’unico scopo di far contare la base molisana del Partito Democratico e non il verticismo sterile e parassitario che ha caratterizzato le vicende regionali, che continuano a vegetare con strategie e mosse politiche che denotano soltanto una bassezza culturale e politica di chi vorrebbe trasformare un Partito libero e proiettato verso il nuovo corso della politica italiana, a strumento personale per arrivismi che non ci interessano e che lotteremo dall’interno, e con forme democratiche, con tutte le nostre forze.
Dalla nostra parte giocano fattori politici ideali che percorreremo senza esitazioni attraverso una azione di informazione politica che scardini le rendite di posizione che sinora hanno prodotto solo danni al Partito Democratico nel Molise, facendolo scivolare a terza forza politica, con un dodici per cento dei consensi che la dice lunga sulla gestione occulta ed interessata di un Partito che dev’essere libero da condizionamenti personali e di clan.
La base non vuole essere una “corrente” politica all’interno del PD molisano, ma un movimento politico di idee e di valori che vogliamo trasmettere agli iscritti, ai simpatizzanti, ma più in generale a quel popolo molisano che è stato sempre intriso e portatore di valori etici e morali di onestà, di giustizia e di libertà che hanno caratterizzato l’azione politica regionale (anche dalle posizioni di opposizione).
Siamo certi che questo è il percorso giusto per iniziare a costruire il Partito Democratico dei molisani, per farli contare e per riportarli al centro dell’azione politica regionale.
Una vera politica non può che partire dalla base, dai cittadini, unici depositari in democrazia del potere politico.
Occorre che i cittadini molisani sappiano delle ambiguità e delle manovrucce e strategie di bassa lega mese in atto dalla classe dirigente del PD, che non fanno altro che richiamare alla memoria quel doroteismo becero e parassitario che nella Prima Repubblica era il contrario della democrazia e della dignità di ogni cittadino libero.
Negli ultimi tempi (sin dalla costituzione del PD nel Molise) abbiamo assistito e spesso subìto una vera e propria azione di ostaggio del Partito Democratico da parte di personaggi che dall’una o dall’altra parte stanno riducendo lo stesso a puro strumento personale di potere, a lobby politica di gruppetti oligarchici incapaci di disegnare una politica programmatica vincente rispetto al governo regionale di centrodestra. Questi nuovi “baroni delle tessere” hanno, infatti, ridotto il Partito Democratico del Molise ad una sorta di società per azioni ove contano, per l’appunto, i pacchetti di tessere (di democristiana memoria), che si acquisiscono mantenendo segreto il tesseramento, al fine di tesserare solo i propri amici e chi non disturba i manovratori occulti.
In quanti comuni molisani il Partito Democratico si è mobilitato per informare i cittadini che il tesseramento scadeva il 21 luglio?
Contro questa politica occulta e per niente democratica noi vogliamo mobilitare iscritti e simpatizzanti per portare avanti una battaglia di massa nel Partito secondo le regole interne ed in spirito di servizio.
“La Base” continuerà questa battaglia ideale e di rinnovamento al di là degli appuntamenti congressuali e dei relativi esiti nazionali e regionali, perché vogliamo costruire nel Molise un grande Partito Democratico, capace di interpretare le vere esigenze del popolo. “TANTI PER CAMBIARE IL MOLISE”.
Pubblichiamo di seguito un articolo dell’amico Paolo Frascatore apparso sulla rivista telematica dei Democatt del PD “Quarta Fase” (www.quartafase.it) e poi ripreso anche dalla rivista “Agora Marche” (www. agoramarche.it)
LA NOSTRA FORZA IDEALE
di Paolo Frascatore
Non vogliamo più essere bistrattati o, peggio ancora, confinati e derisi per essere cattolici democratici del Terzo Millennio.
La nostra lunga storia, che affonda le radici nel popolarismo sturziano e poi nella militanza di sinistra dentro la DC, oggi ci impone un nuovo impegno politico ed un nuovo programma politico più rispondenti non solo alle nostre attitudini culturali, ma soprattutto in sintonia con il cambiamento avvenuto a livello mondiale.
Se durante le varie fasi politiche della Prima Repubblica, i cattolici democratici, per essere “condannati a governare”, erano costretti (per la famosa conventio ad excludendum) a mediare e a collaborare con il liberalismo, con la cultura del profitto e con la concezione prettamente economicistica quale motore di sviluppo della società, rinunciando in tal modo a mettere in atto sul piano politico quella famosa “terza via” tra statalismo e liberalismo enunciata sul piano religioso da Papa Paolo VI nell’Enciclica “Populorum Progressio” e sul piano politico dalla sinistra democristiana e da Aldo Moro; oggi che siamo di fronte ad una crisi economica senza precedenti, che ha scardinato l’economia più florida a livello mondiale, occorre porre e porsi un interrogativo di fondo: è ancora valido nel Terzo Millennio il sistema economico liberista che si fonda sul puro profitto?
Se guardiamo alle recenti vicende economiche mondiali, la risposta a questa domanda è nettamente negativa.
Certo, avendo il mondo sperimentato gli orrori dello statalismo e le gravi inefficienze del puro economicismo, i cattolici democratici del Terzo Millennio devono ricominciare una elaborazione politico-culturale autonoma, libera da condizionamenti politici ed economici e confrontarsi seriamente con altre culture e idee politiche.
Questo nuovo sforzo è già iniziato con il progetto e la costruzione del Partito Democratico, tanto che sono in molti (estranei alla nostra area politica) a ritenere oggi che in questo Partito convivono culture politiche antitetiche e non conciliabili sul piano di una concreta azione di governo.
Giudizi interessati (questi ultimi) che non comprendono o non vogliono comprendere il vero significato di un incontro politico tra culture che, soprattutto nei momenti più difficili della storia italiana, ha saputo dare i migliori frutti ed ha saputo esprimere una classe politica all’altezza della situazione. Basti pensare alla Resistenza, alla stesura della Carta Costituzionale, alle fasi politiche del centrosinistra e poi (durante gli anni del terrorismo) della solidarietà nazionale.
Il nostro essere ancora oggi cattolici democratici proviene da queste esperienze politiche fondamentali per la vita repubblicana, senza le quali l’Italia avrebbe subito una pericolosa involuzione a destra ed una deriva autoritaria.
Anche allora i moderati e i conservatori guardavano a noi con sospetto e ci avversavano con forza sul piano politico, ritenendoci come coloro che aprivano ai comunisti (“comunistelli di sacrestia” era la definizione che ci avevano imposto).
In realtà sin da allora i cattolici democratici avevano intuito che con la fine della Guerra Fredda, si sarebbe aperta una nuova fase politica che avrebbe superato i tradizionali Partiti politici di massa (DC e PCI), per l’esaurirsi del loro compito storico.
Son caduti, così, steccati e rigide impostazioni ideologiche e si è aperta la strada per una fattiva collaborazione che non poteva non portare ad una comune militanza politica sulla base del principio, universalmente riconosciuto, della laicità dello Stato.
Certo, rimangono ancora, in taluni, alcuni retaggi politici del passato che, di tanto in tanto, riappaiono e portano le destre ad evidenziare la nostra litigiosità. Ma si tratta, invece, più che di pecche o di debolezze, del nostro DNA, della nostra forza ideale incline non solo all’incontro, ma anche al confronto su temi ed argomenti che riguardano l’intera società italiana fatta di credenti e di non credenti.
Proprio per questo possiamo dire che il PD rispecchia la società italiana ed ha un futuro politico, rispetto a frange politiche nostalgiche incapaci di guardare avanti. Oggi non possiamo come cattolici democratici che richiamarci all’Enciclica Populorum Progressio, laddove Paolo VI rileva che “l’economia è al servizio dell’uomo”.
Non si tratta, per quanto ci riguarda, di nostalgico integrismo, perché su questo terreno siamo in perfetta sintonia con i nostri compagni di avventura laici. Si tratta, invece, di ridare fiato alle trombe, di riscoprire, e soprattutto di saper ascoltare il popolo, di farsi portatori ed interpreti di un nuovo sviluppo che sappia incarnare le esigenze di chi ha più bisogno.
E’ questa la nostra nuova forza ideale che dobbiamo saper veicolare nella società italiana, sapendo ancora una volta che in questo modo saremo non solo degni dei nostri Padri, ma sapremo anche rendere un alto servizio al Paese.
Paolo Frascatore
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