L’Europa e i Crocifissi: Ma vi pare una cosa seria?

L’Europa e i Crocifissi: Ma vi pare una cosa seria?

Non è che mi fanno chiudere il blog per le croci stazionarie?

CrocifissioneEpifanio

Con tante cose a cui pensare vi sembra normale che i tribunali europei debbano perdere tempo a decidere questioni come quella dei Crocifissi nella scuole?

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Commenti

11 risposte a “L’Europa e i Crocifissi: Ma vi pare una cosa seria?”

  1. caro Franco la questione e’ piu’ complessa; l’Europa si e’ mossa a seguito di un ricorso di un cittadino italiano che si sente discriminato perche’ di altra religione o ateo. In Turchia non esiste alcun simbolo religioso negli uffici e nelle scuole. Ma la laicita’ di uno stato e’ cosa secondaria? Chi sara’ il prossimo presidente del consiglio un vescovo? Non c’entra l’arte, puoi stare tranquillo, c’e’ altro in gioco, sono le fondamenta di uno stato laico e democratico. Poi da insegnante ho sempre ritenuto esagerato, inutile e discriminatorio la presenza del crocefisso in aula, specie oggi in cui le nostre clasi sono piene di aatei, musulmani, buddisti, anumisti, ortodossi, protestante ecc.
    —– Original Message —–

  2. Cari Franco e Attilio,
    giustamente sottolinei il fatto che dieytro c’è altro, ma qualche anno fà sarei stato completamente d’accordo con questa decisione. Dato che come dice la Costituzione siamo uno stato libero e laico, non deve essserci la religione di stato, ma è pur vero che siamo cattolici di tradizione e la cosa nel bene o nel male, ci ha fatto crescere. Contiuna pure a d occuparti delle croci stazionarie, anzi manda in giro gli articoli.
    saluti e buona giornata

  3. Avatar Goffredo
    Goffredo

    Caro Franco,
    l’Europa non decide nulla o quasi sulle immigrazioni,nulla o quasi sulla disoccupazione,nulla sull’impoverimento generale dell’economia e nulla contro i malgoverni degli stati membri;si occupa pero’ dei Crocifissi nelle aule.Io sono tra quelli che pur non essendo un praticante ho visto il primo Crocifisso nella camera dei miei genitori,poi nelle aule dell’asilo e poi in quello delle scuole primarie e poi in quelle secondarie e poi nelle camerate delle caserme e poi negli ospedali e poi nei centri di assistenza e in tutti i posti di sofferenza che ho frequentato nei miei “primi “settantanni.
    Posso essere d’accordo secondo te con le poche e sgradite decisioni di questa Europa?

  4. Sono tra coloro che sostengono che le radici della nostra cultura sia giudaico-cristiana e, sebbene convintamente laico, non vedo questa impellenza di cancellare un simbolo che non dà fastidio a nessuno. Specialmente dopo aver sentito il ricorrente che è infastidito da ogni tipo di celebrazione natalizia.
    Sicuramente è condivisibile il desiderio di laicità, ma a questo punto bisognerebbe proibire ogni forma di consenso alle nuove religioni come quella del consumismo esasperato, delle halloween, delle veline.
    Su queste porcate il ricorrente non mi sembra preoccupato.

  5. caro franco,
    Ricordi cosa genera il sonno della mente? Mostri! Tutto quello che non è libertà è cosa cattiva.

  6. Da non religioso mi indigno se viene limitata la liberta religiosa di chiunque, così come molti religiosi trovano sconveniente l’ingerenza della chiesa nella vita politica del nostro paese. Purtoppo i governanti che oggi si dichiarano indignati per la decisione europea e che brandiscono l’arma delle radici cristiane, sono gli stessi che partoriscono le assurde leggi sull’immigrazione e sui respingimenti. Questo si che tradisce le radici cristiane … il canale di Sicilia è diventato una enorme tomba senza crocefisso, c’è tanto opportunismo, tanta ipocrisia! La scuola pubblica è apartitica, aconfessionale, custode dei diritti costituzionali di tutti. Quella privata è parziale e rispondente alle esigenge solo di una parte della popolazione. Brava Europa, mi sento più europeo che italiano.

  7. Credo che ogni cosa che ci sta attorno assuma importanza in funzione della cultura di chi la osserva.
    A parte le mie escursioni artistiche sulle croci molisani, devo dire che la presenza dei crocifissi nelle scuole mi ha fatto sempre riflettere sulle grandi contraddizioni all’interno della chiesa terrena.
    Il crocifisso è uno straordinario monito prima di tutto contro una chiesa che (purtroppo non solo nel passato lontano) molto spesso è stata l’esatto contrario dei principi che afferma.
    E’ grave che la questione assuma un carattere politico e che partiti come la Lega si pongano, sepolcri imbiancati, a difesa di una religiosità che è fatta solo di becero formalismo.

  8. appunto, sottoscrivo, per questo non va abbassata la guardia sulla laicita’ della scuola pubblica. La mia scuola qui a Roma è sotto l’occhio del ciclone per l’ipocrisia di chi pretende anche da treenni il minuto di silenzio per i soldati morti in Afganistan e tace per il militare molisano morto qualche tempo prima sempre in Afganistan. E i morti sul lavoro cosa sono carne da macello per le tasche di qualcuno? Se questi governanti (ma non solo loro) difendono le radici cristiane, fanno l’elogio della bandiera quando fa comodo (Bossi cosa ne vuol fare della bandiera?), sono alla ricerca costante di eroi, bhe! mi puzza un po’. Ora prendo commiato e mi scuso per le mie elucubrazioni, spero di non aver offeso nessuno, comunque non era nelle mie intenzioni farlo.

  9. Ben detto. La libertà prima di tutto. Ma spesso ci dimentichiamo il rispetto per le opinioni degli altri. Ricordate Voltaire cosa diceva qualche anno fà?
    Bisogna seguire quello che la storia ci ha insegnato.

  10. … chi segue questo blog per convenzione non si offende…. (…..spero!)

  11. Avatar Carmelo Sassi
    Carmelo Sassi

    LA CROCE: TERRORE E RASSICURAZIONE:
    Nell’Italia centrale già dal XII secolo si sviluppa la tradizione delle croci dipinte su tavola, destinate ad essere appese nell’arco trionfale delle chiese o al di sopra dell’iconostasi, ovvero la zona che separava la navata, adibita ai laici, dal presbitero adibito al clero. In esse il Cristo crocefisso, in posizione frontale con la testa eretta e gli occhi aperti, vivo sulla croce è ritratto come trionfatore sulla morte (Christus Triumphans)
    A partire dal XIII secolo comincia a diffondersi un nuovo tipo di croce dipinta, quella con Cristo Sofferente (Patiens) con il capo reclinato sulla spalla, gli occhi chiusi, il corpo che perde la rigida frontalità degli esempi precedenti per inarcarsi dal dolore. La trasformazione dell’iconografia all’umanizzazione piena, estrema e drammatica del mistero della morte di Cristo rende la Croce unica, perché agisce sulla mente umana in due sensi opposti. E’ un’immagine terrificante della morte dove leggiamo dolore, sofferenza e nello stesso tempo è anche un’immagine rassicurante capace di dare speranza.
    L’unione di terrore e speranza che ne ha fatto uno dei simboli più potenti di sempre forse questo spiega perché, e così spesso, la Croce è stata usata per cercare di trovare un senso quando ci troviamo di fronte all’incomprensibilità della morte.
    Io, essendo un laico, l’accetto più per il senso di speranza di cui essa è simbolo e non per il terrore, e spero che anche i tribunali Europei siano capaci di infondre speranza e lavorare per farci ritrovare in una Europa migliore.

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