Croci stazionarie

Perché i monogrammi di Cristo IHS XPS sono in greco nella Cripta di Epifanio?

By 8 Dicembre 2009 Novembre 29th, 2016 2 Comments

salomezelomi

Continuando a parlare di croci molisane non si può fare a meno di considerare i particolari apparentemente insignificanti di due monogrammi  che si trovano nella cripta di Epifanio a S. Vincenzo al Volturno ai lati del Cristo bambino lavato subito dopo la nascita. Per una esame completo della Cripta di Epifanio si veda anche su questo sito http://www.francovalente.it/?p=4462.

Sulla parete che sta di fronte a Maria distesa su un giaciglio dopo il parto, sono raffigurate Sàlome e Zelòmi le due levatrici che lavano Cristo in una vasca a forma di grande calice. Quella di destra (Zelòmi) è in piedi e sta versando l’acqua con un’anfora monoansata, mentre quella di sinistra (Sàlome) è seduta su uno scanno e sta lavando il Cristo Bambino.

Questi è in posizione retta con il braccio destro piegato, quasi ad accennare ad un segno benedicente, e la mano sinistra poggiata sull’orlo della vasca.Il grande calice ha un gambo terminante con una sfera su cui poggia la calotta della coppa decorata a palme lunghe in basso e palmette sovrapposte lungo il bordo superiore dal quale pendono due anelli.

La scena è ripresa integralmente dal cosiddetto Vangelo dello Pseudo-Matteo (13:3) dove si racconta che al parto di Maria abbiano assistito due levatrici. La prima, Zelòmi, nel nell’effettuare una visita ginecologica, scoprì che la donna era ancora vergine. La seconda, Sàlome, che non credette all’altra, volle accertarsi con la sua mano e ne perse l’uso. Uso che riacquistò dopo aver toccato il Bambino. La tradizione agiografica, in particolare, le attribuì a Salome la partecipazione al primo lavacro di Cristo bambino nonostante avesse ancora la mano paralizzata.

Vangelo dello pseudo-Matteo
13 . [3] Era infatti giunta la nascita del Signore, e Giuseppe era andato alla ricerca di ostetriche. Trovatele, ritornò alla grotta e trovò Maria con il bambino che aveva generato. Giuseppe disse alla beata Maria: «Ti ho condotto le ostetriche Zelomi e Salome, rimaste davanti all’ingresso della grotta non osando entrare qui a motivo del grande splendore». A queste parole la beata Maria sorrise. Giuseppe le disse: «Non sorridere, ma sii prudente, lasciati visitare affinché vedano se, per caso, tu abbia bisogno di qualche cura ». Allora ordinò loro di entrare.
Entrò Zelomi; Salome non entrò.
Zelomi disse a Maria: « Permettimi di toccarti ». Dopo che lei si lasciò esaminare, 1’ostetrica esclamò a gran voce dicendo: «Signore, Signore grande, abbi pietà. Mai si è udito né mai si è sospettato che le mammelle possano essere piene di latte perché è nato un maschio, e la madre sia rimasta vergine. Sul neonato non vi à alcuna macchia di sangue e la partoriente non ha sentito dolore alcuno. Ha concepito vergine, vergine ha generato e vergine è rimasta ».
[4] All’udire questa voce, Salome disse: «Permetti che ti tocchi e sperimenti se è vero quanto disse Zelomi ». Dopo che la beata Maria concesse di lasciarsi toccare, Salome mise la sua mano. Ma quando ritrasse la mano che aveva toccato, la mano inaridì e per il grande dolore incominciò a piangere e ad angustiarsi disperatamente gridando: «Signore Dio, tu sai che io ti ho temuto sempre, e ho curato i poveri senza ricompensa, non ho mai preso nulla dalle vedove e dall’orfano, e il bisognoso non l’ho mai lasciato andare via da me a mani vuote. Ma ora eccomi diventata miserabile a motivo della mia incredulità, perché volli, senza motivo, provare la tua vergine ».
[5] Mentre così parlava apparve a fianco di lei un giovane di grande splendore, e le disse: «Avvicinati al bambino, adoralo, toccalo con la tua mano ed egli ti salverà: egli infatti è il Salvatore del mondo e di tutti coloro che in lui sperano ». Subito lei si avvicinò al bambino e, adorandolo, toccò un lembo dei panni nei quali era avvolto, e subito la sua mano guarì. Uscendo fuori incominciò a gridare le cose mirabili che aveva visto e sperimentato, e come era stata guarita; molti credettero a causa della sua predicazione.

L’evento della guarigione della levatrice fu considerato dalla tradizione apocrifa come il primo miracolo di Cristo, ma a tale tipo di rappresentazione si è sempre associato un significato specificatamente teologico per affermare la verginità di Maria anche dopo il parto. La punizione inflitta alla non credente Salome appariva così come monito particolarmente efficace nell’ambito della cultura iconodula bizantina.

A noi di questa vicenda interessa il modo in cui fu rappresentata a S. Vincenzo. Più precisamente un particolare.
Il capo del Cristo Bambino è contornato da un’aureola crucisegnata che reca esternamente, sui due lati, i monogrammi verticali alla greca IHS e XPS.

E’ noto che i due monogrammi siano le iniziali greche del nome di Gesù Cristo e che il secondo (XPS) sia stato preso come modello iconografico per una serie di rappresentazioni che hanno origine da un racconto particolare ripreso dalla tradizione letteraria di Lattanzio.
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16) chrismon copia
Chrismon dai Musei Vaticani

Lucio Cecilio Firmiano Lattanzio nella sua opera De mortibus persecutorum racconta che l’imperatore Costantino, dopo una apparizione notturna di una grande croce luminosa, avesse fatto dipingere sulla parte alta degli scudi dei suoi soldati la lettera transversa X: Commonitus est in quiete Constantinus, ut caeleste signum dei notaret in scutis atque ita proelium committeret. Facit ut iussus est et transversa X littera, summo capite circumflexo, Christum in scutis notat.

Salome2IHS

XPS
Il monogramma di Cristo nella Cripta di Epifanio nella scena delle levatrici

Ma perché nel monogramma di S. Vincenzo al Volturno la sigma di  Χριστός  non viene scritta con il carattere greco, ma con la S latina?

Il motivo di questa apparente anomalia va trovato nel fatto che alla lettera S nella tradizione latina viene associata la figura del serpente che, ponendosi ai piedi della croce, cerca di attaccarla dal basso. La S rappresenta anche il luogo delle tenebre ed è il luogo dove scenderà Cristo dopo la sua morte per raggiungere Adamo.

 

17) chrismon

Chrismon di S. Maria de l’Assumpciò de Colle (da Wikipedia)

Perciò, ad esempio, nel monogramma di Cristo che si trova nella chiesa romanica di S. Maria de l’Assumpciò de Colle, nella Valle de Boì in Spagna, la S si trova intrecciata ai piedi della croce.

Dunque il monogramma vulturnense, associato nel ciclo pittorico al momento della nascita del Bambino ed alla rivelazione della verginità di Maria, ha valore profetico volendo significare che da quella nascita scaturirà tutto il processo seguente fino alla crocifissione e alla discesa agli Inferi di Cristo per dare compiutezza al processo salvifico dell’umanità.

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