Croci stazionarie

Una croce stazionaria del 1441 a Civitanova del Sannio

By 29 Dicembre 2009 Dicembre 31st, 2009 5 Comments

Una croce stazionaria del 1441 a Civitanova del Sannio

Franco Valente

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Civitanova del Sannio

Se sulla croce di Civitanova non vi fosse inciso nulla, l’interesse si limiterebbe ad i suoi significati iconologici ed iconografici. Ma poiché sul fronte posteriore vi è una epigrafe con una data, necessariamente si è stimolati a cercare di capire il contesto storico entro cui tale croce nacque.

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Come una croce astile è quella di Civitanova del Sannio. Mostra da un lato il Cristo patiens inchiodato, con il cranio di Adamo ai piedi ed il cartiglio dell’INRI in alto.

Cristo è rappresentato con le braccia piegate e chi lo scolpì non si preoccupò di evidenziare la trazione del corpo. Il corpo tende a porsi a tre quarti  in maniera che la piegatura dei gomiti sia sotto la linea delle spalle, sicché tutto il peso si scarica sulle gambe piegate. La testa, sebbene molto rovinata, è piegata verso destra ed è coronata dalle spine.

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Dall’altro lato il Cristo triumphans, vestito di una lunga tunica, mantiene un cuore con la mano sinistra ed è atteggiato alla benedizione con la destra. Diversamente dalla figura del crocifisso della faccia opposta, che è a rilievo, il Cristo risorto è incavata come le immagini a lato ed in basso del Tetramorfo. Alla sua destra è il bue di S. Luca, alla sinistra il leone di S. Marco e in basso un cherubino che sostituisce il giovane alato di S. Matteo.

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Sulla testa del Cristo è scolpita la scritta SALVATOR e subto sopra a rilievo vi è l’aquila di S. Giovanni. In alto, sulla ruota che incornicia la croce sta la rappresentazione dell’agnello che regge una croce con la bandiera sventolante.

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L’epigrafe sottostante ricorda che Cola di Civitanova l’aveva fatta scolpire 1441 perché venisse posta in quel luogo:

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+ A . D . M CCCCXXXXI
COLA . P. DE CIVITA
N . F . H. LOCO P.
C-C . M . H . A___ ___

Non conosciamo da quale luogo di Civitanova esattamente provenga la croce stazionaria che ora si trova collocata, dopo essere stata smontata e rimontata, subito fuori della porta di Civitanova del Sannio.

La vicinanza con la chiesa di S. Rocco potrebbe essere un indizio per ritenere che originariamente stesse davanti alla sua facciata, ma sappiamo che la dedicazione della cappella al santo di Montpellier non è anteriore al 1656, mentre la croce reca una data che la fa collocare senza dubbio alcuno nella prima metà del XV secolo proprio nel momento di maggiore intensità dello scontro fra angioini ed aragonesi per il possesso del Regno di Napoli. Sicuramente prima dell’ultimo spostamento era pressoché davanti alla porta del paese.

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La croce sicuramente fu fatta con il beneplacito dell’Università locale che volle essere presente con lo stemma civico (quello che oggi non è più in uso) fatto da una fascia doppiamente cuneata in capo e tre palle nel campo inferiore sormontate dalle iniziali C N di Civitanova.

In effetti a ben vedere si tratta dello stemma modificato dei d’Evoli che in quell’anno 1441 ancora erano feudatari di Civitanova.

Il Masciotta ha ricostruito le varie vicende feudali ed i vari passaggi nella titolarità di Civitanova che pervenne ai d’Evoli quando Giovanni acquistò in due distinti momenti, il primo nel 1354 presso il notaio Ragone di Frosolone, ed il secondo nel 1360 presso il notaio Gargano di Isernia, un quarto delle quote del feudo che appartenevano ad Angelo Santangelo e gli altri tre quarti che erano degli eredi di Landolfo di Isernia.

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Civitanova rimase in concessione ai d’Evoli fino al 1443, ovvero fino all’indomani dell’avvento di Alfonso I d’Aragona che, evidentemente per il fatto che i d’Evoli feudatari di Civitanova (diversamente da quelli di Castropignano) si erano schierati con la fazione angioina, li privò del feudo per assegnarlo a Paolo di Sangro.

Non sappiamo quale ruolo abbiano avuto i d’Evoli nell’epica battaglia che si concluse il giorno di S. Pietro del 29 giugno 1441 nel Vallone di Miranda tra Sessano e Carpinone, ma che coinvolse sicuramente le comunità locali.

Basti ricordare che prima dello scontro tra Antonio Caldora e Alfonso I d’Aragona, il capitano molisano proprio nel territorio di Civitanova, nella contrada di Sprondasino, aveva acquartierato la sua cavalleria.

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  • Giuseppe Zio ha detto:

    Franco, ma le Croci stazionarie hanno un legame con i tratturi e la transumanza? e se si perchè non le trviamo anche da noi?
    Un salutone

  • Giuseppe ha detto:

    Caro mio omonimo Giuseppe,
    permettimi la battuta suggerita dalla tua domanda: ma allora Franco non ha scritto niente fino ad ora?
    Buon Anno a te e a tutti i frequentatori di questo sito di incomparabile valore.
    Buon Anno naturalmente a Franco Valente
    Giuseppe

  • luigi ha detto:

    Mi associo negli auguri di Giuseppe secondo a tutti i frequentatori del sito, di insuperabile bellezza

  • Franco Valente ha detto:

    Il secondo Giuseppe ha letto bene…
    Credo di aver trattato la questione sul primo degli articoli sulle croci
    http://www.francovalente.it/?p=1226.

    Comunque, poiché una parte di voi rappresenta lo zoccolo duro del sito (e fortunatamnente che ci siete) vi annuncio che mio figlio sta per rivoluzionare l’impostazione grafica per facilitare l’accesso agli oltre 500 articoli.
    “Speriamo che me la cavo….”
    Auguri affettuosi a tutti

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